Il funerale di Alex Zanardi, la celebrazione di un uomo di un'umanità rara

Il funerale di Alex Zanardi
Il funerale di Alex ZanardiClaudio Furlan / LaPresse / Profimedia

Nella Basilica di Santa Giustina, che ha ospitato 2500 persone, si sono svolti oggi i funerali dell'ex pilota e paraciclista. Sotto l'altare, la sua handbike, tra i presenti atleti, ministri, vertici dello sport italiano ed europeo. Il figlio Niccolò: "Non serve essere Alex per avere una vita meravigliosa, la auguro a tutti":

 Padova l'ha salutato come avrebbe voluto: col sorriso. Il funerale di Alex Zanardi, scomparso il primo maggio a 59 anni è stato celebrato nella Basilica di Santa Giustina, che per l'occasione ha aperto le sue porte a duemilacinquecento persone.

Sotto l'altare è stata portata l'handbike dell'atleta bolognese, che normalmente è custodita al museo della Medicina poco distante. Tra i primi ad arrivare i ragazzi di Obiettivo3, l'associazione che Zanardi ha creato per promuovere la handbike, il presidente della Fia Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier responsabile di Bmw Motosport quando il campione bolognese ebbe l'incidente nel 2001, Luca Pancalli già presidente del Comitato italiano paralimpico, Gian Carlo Minardi, l'atleta paralimpica Giusi Versace.

C'era anche l'ex calciatore paraguaiano del Vicenza Julio Gonzalez, che a seguito di un incidente nel 2005 subì l'amputazione di un braccio: "Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca", ha raccontato.

A celebrare la cerimonia, don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, maratoneta per passione e amico. Nell'omelia ha parlato di un uomo capace di estrarre il bene dal male con una naturalezza che agli altri costa una vita intera di fatica. "Un'umanità rara", ha detto. Il tipo di umanità che non si impara sui libri.

A portare il feretro sono stati gli stessi atleti di Obiettivo3. In prima fila la moglie Daniela, il figlio Niccolò e la madre Anna. Intorno alla famiglia, ministri, presidenti di regione, vertici dello sport italiano ed europeo, tutti seduti accanto agli atleti. C'erano una Bebe Vio commossa, Giusy Versace, Alberto Tomba, Stefano Domenicali, Giovanni Malagò, il presidente del Comitato Paralimpico. Ad accompagnare l'uscita della bara bianca coperta di fiori, le note di Fiorella Mannoia, Roberto Vecchioni e Francesco Guccini.

Niccolò Zanardi: "Non serve essere Alex per avere una vita meravigliosa"

"Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi". Lo ha detto Niccolò, figlio di Alex Zanardi, al funerale del padre. "Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso - racconta -. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione".


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