L’annuncio, mercoledì, che il due volte campione olimpico avrebbe preso parte al grande ballo del ‘Ronde van Vlaanderen’ ha mandato in fibrillazione il Belgio e tutto il mondo del ciclismo.
In condizioni normali, il Giro delle Fiandre, secondo dei cinque Monumenti della stagione, rappresenta il culmine della ‘quindicina santa fiamminga’, che anche questa domenica attirerà oltre un milione di spettatori lungo i bordi delle strade e sui tratti in pavé tra Anversa e Oudenaarde.
La presenza di Remco Evenepoel aumenta, inoltre, l’attesa e suscita grande curiosità per vedere come se la caverà il due volte vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi su un terreno inedito per lui in gara, ma comunque familiare, visto che vive proprio lì vicino, a ovest di Bruxelles.
Fortissimo nelle corse di un giorno, campione olimpico sui ciottoli di Montmartre, il leader della Red Bull Bora ha senza dubbio le carte in regola per brillare. È lui che aveva staccato Tadej Pogacar sulla salita in pavé di Kimihurura, durante la cronometro degli ultimi Mondiali a Kigali.
Wout Van Aert in agguato
Per il Belgio, è un secondo asso nella manica insieme a Wout Van Aert, che ha ritrovato una condizione tale da poter tornare a sognare i traguardi più prestigiosi, nella Ronde e forse ancora di più alla Parigi-Roubaix del 12 aprile.
Ma, con Evenepoel o senza, questa 110ª edizione del Giro delle Fiandre resta soprattutto la promessa di un nuovo duello tra Pogacar e Mathieu Van der Poel, i re delle classiche che da tre anni lasciano agli avversari solo le briciole.
È semplice: tra lo sloveno e l’olandese si sono aggiudicati 15 degli ultimi 17 Monumenti, compresi gli ultimi 10. Solo Evenepoel, nel 2023 alla Liegi, e Jasper Philipsen, nel 2025 a Sanremo, sono riusciti a inserirsi. Vertiginoso.
Nel corso delle loro battaglie spesso epiche, il duello tra questi due fuoriclasse è diventato il più entusiasmante del ciclismo, persino più di quello tra Pogacar e Jonas Vingegaard nei grandi giri, che si è ormai spostato nettamente a favore dello sloveno.
Sta avvenendo lo stesso spostamento anche nelle classiche? La prima vittoria di Pogacar alla Milano-Sanremo, il 21 marzo, ha aperto un solco. E se il due volte campione del mondo dovesse ripetersi domenica, a Van der Poel resterebbe solo la Parigi-Roubaix come ultimo baluardo.
Grande Slam inedito
In realtà, Pogacar sembra aver già preso il sopravvento sull’olandese nel suo stesso terreno: lo ha battuto nelle ultime due sfide al Giro delle Fiandre, nel 2023 e nel 2025, facendo la differenza in entrambe le occasioni sulla terza e ultima ascesa al Vecchio Kwaremont.
Inoltre, Van der Poel, che ha conquistato la sua terza Ronde nel 2024 in assenza di Pogacar, sembra un po’ meno brillante in questa primavera, nonostante i successi alla Het Nieuwsblad e al Gran Premio E3.
Per il nipote della leggenda francese Raymond Poulidor, la sfida è storica: domenica può diventare il primo corridore a vincere un quarto Giro delle Fiandre, superando Johan Museeuw, Tom Boonen e Fabian Cancellara.
Poi punterà a un quarto successo consecutivo a Roubaix, dove incrocerà di nuovo Pogacar sulla sua strada.
E se sarà invece lo sloveno a mettersi una terza Ronde in tasca? Questo renderebbe l’Inferno del Nord ancora più affascinante, perché Pogacar potrebbe avvicinarsi a un Grande Slam mai realizzato prima, nemmeno da Eddy Merckx: vincere tutti e cinque i Monumenti in una sola stagione.
