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Ignorato in patria, migliorato grazie a Fabregas: Da Cunha sogna il debutto con la Francia

Lucas Da Cunha
Lucas Da CunhaMATTHIEU MIRVILLE / MATTHIEU MIRVILLE / DPPI VIA AFP

A lungo escluso dai centri di formazione e poi girato in prestito dopo prestito, il centrocampista di 25 anni si è imposto al Como sotto la guida di Fàbregas, prima di convincere Zinédine Zidane. Il racconto di una carriera costruita con tenacia, alla vigilia di una possibile prima da titolare con la Francia contro il Belgio, questo lunedì.

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Questo lunedì sera potrebbe scendere in campo allo stadio Roi-Baudouin, appena due settimane dopo aver ricevuto, per la prima volta in carriera, una maglia con il gallo sul petto. A 25 anni, Lucas Da Cunha non è il predestinato annunciato da tempo: il suo arrivo nei Bleus è quello di un giocatore che, a ogni tappa, ha dovuto forzare una porta che non si apriva da sola. Alla fine è riuscito a convincere Zinédine Zidane a inserirlo tra i suoi centrocampisti per la prima lista da commissario tecnico della Francia.

Tutto comincia a Roanne, in una famiglia da generazioni legata al Saint-Étienne. Il giovane Lucas cresce con una divisa verde sulle spalle e dal 2010 gioca nel Roannais Foot 42. Ma l'interesse di un grande club tarda ad arrivare. Vincent Decaluwe, all'epoca responsabile tecnico del club della Loira, che lo ha allenato tra il 2014 e il 2016, ricorda un ragazzo molto educato e senza problemi comportamentali, capace di esprimersi più con i piedi che con la voce. Il potenziale era evidente fin da subito, racconta a Eurosport: "Siamo sempre stati consapevoli di avere tra le mani un gioiello."

I grandi club non gli danno una chance

Ma il fisico esile dell'adolescente ne frena la crescita: secondo Decaluwe, il Saint-Étienne lo scarta una decina di volte nell'arco di tre o quattro anni, l'Olympique Lione fa lo stesso dopo sei provini e lui chiude al sedicesimo posto all'Espoirs di Digione, a una posizione dai quindici selezionati. La svolta arriva nell'ultimo anno nella categoria U15, quando l'allenatore lo descrive come trasformato dalla ritrovata fiducia e da una crescita fisica tardiva che gli permette finalmente di competere sul piano atletico.

Solo il Rennes insiste e torna a farsi avanti, seppur tardivamente. In Bretagna, Romain Ferrier, all'epoca uno dei suoi formatori e oggi al centro di formazione dell'Olympique Marsiglia, individua nel ragazzo il profilo di un mancino intenso, dotato di un piede sinistro fuori dal comune e della capacità di ripetere sforzi ad alta intensità, anche se a tratti poteva sparire dalle partite.

All'epoca ala, soprattutto a destra, Da Cunha esplode nelle giovanili del Rennes, al fianco di una generazione segnata dai nomi di Eduardo Camavinga e di Georginio Rutter. Firma il primo contratto da professionista nel gennaio 2018, a 17 anni, prima di diventare campione di Francia U17 e poi U19. L'esordio tra i professionisti arriva in Europa League, nel novembre 2019, contro il Celtic Glasgow, ma con Julien Stéphan il suo minutaggio resta marginale e l'inizio della pandemia di Covid-19 spegne le sue speranze.

La carriera di Da Cunha
La carriera di Da CunhaDiretta

Nell'estate del 2020 lascia il Rennes per il Nizza, che lo gira subito in prestito al Losanna, in Svizzera. Una scelta che all'epoca lascia perplessi, compreso il suo stesso entourage, come ha raccontato in un'intervista al media Carré: "Ero al Rennes, qualificato in Champions League, che voleva rinnovarmi il contratto. Sono andato al Nizza per essere mandato in prestito al Losanna. Ti dici: 'Questa è una follia!'" Per Ferrier, quella partenza riflette soprattutto un'ossessione: giocare, anche a costo di sacrificare il comfort di una rosa del Rennes allora molto affollata. Lo stesso Da Cunha riconoscerà più tardi, in un'intervista ad Actufoot al rientro dal prestito, che l'inizio era stato "piuttosto complicato" e aveva richiesto un periodo di adattamento. Un membro dello staff del Nizza, Fred Gioria, lo chiamava allora regolarmente per mantenere i contatti durante la sua stagione in Svizzera.

Una carriera che decolla oltre le Alpi

In Svizzera, dove gioca da trequartista e non da mediano — un cambio di ruolo che arriverà soltanto con Fàbregas al Como — Da Cunha ritrova il ritmo: 28 partite, 6 gol e 1 assist. A lungo impiegato come semplice arma dalla panchina dopo il suo arrivo nell'ottobre 2020, dalla primavera del 2021 diventa un elemento essenziale del sistema di Giorgio Contini. A inizio marzo segna un gol decisivo a Vaduz, poi va a segno anche contro il San Gallo, nella vittoria per 4-3, secondo la radiotelevisione svizzera SRF.

Il ritorno al Nizza non gli apre nuove porte sotto la guida di Christophe Galtier. È al Clermont Foot, dove si trasferisce nel mercato invernale del 2022, che ritrova continuità. Pascal Gastien, all'epoca allenatore del club dell'Alvernia, conserva il ricordo di un giocatore che contribuì alla salvezza in Ligue 1. Il compagno Florent Ogier lo descrive invece come un elemento lavoratore e piacevole, emerso in uno spogliatoio nel quale si sentiva sicuro. Nell'estate del 2022 sfuma di un soffio un nuovo trasferimento, al Lorient, prima che Lucien Favre gli chiuda a sua volta la porta del Nizza.

La svolta della sua carriera arriva il 16 gennaio 2023, con il trasferimento al Como, allora in Serie B italiana. Sulla carta, una scelta sorprendente. Nell'autunno successivo, l'arrivo di Cesc Fàbregas in panchina cambia definitivamente la traiettoria di Da Cunha: l'ex nazionale spagnolo lo sposta a centrocampo, davanti alla difesa. Lui stesso ha riassunto così questa trasformazione in un'intervista ai media del club: "Cesc ha avuto un ruolo importantissimo per me. Sono arrivato come ala in Serie B, all'epoca giocavamo per salvarci, mentre oggi mi ritrovo a giocare in Champions League." Diventa rapidamente il capitano del Como, contribuisce alla promozione in Serie A e poi, lo scorso maggio, alla prima storica qualificazione del club in Champions League.

Un volto nuovo nei Bleus

È questa ascesa a condurlo fino a Clairefontaine, il 18 settembre, quando Zinédine Zidane presenta la sua prima lista da commissario tecnico e convoca Da Cunha per la prima volta, insieme ad altri esordienti come Esteban Lepaul, Guillaume Restes e Andy Diouf. Il centrocampista non ha nascosto la propria emozione. Ha spiegato che la convocazione in nazionale resta inseparabile, nella sua mente, dal ricordo dei Mondiali del 2018 vissuti da tifoso. E ha confessato che giocare agli ordini di colui che considera una leggenda rappresenta "un immenso orgoglio".

Resta da capire se questo orgoglio si tradurrà, già questo lunedì sera a Bruxelles, in un posto nell'undici titolare. Diversi media, tra cui L'Équipe, ipotizzano un ringiovanimento della squadra per questa trasferta, con Da Cunha schierato da mediano in un centrocampo a tre. Un ruolo nel quale la concorrenza resta limitata nei Bleus, vista l'assenza di Aurélien Tchouaméni. A 25 anni, il figlio di Roanne avrà l'occasione di dimostrare di poter essere molto più di una bella rivincita dopo una carriera accidentata. 

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