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Cronaca di un addio annunciato: la cronologia del caso Ronaldo

Ronaldo a Oslo
Ronaldo a OsloREUTERS

Il viaggio del Portogallo in Scandinavia per disputare due partite di Nations League si è trasformato in uno scandalo che ha attirato l’attenzione del calcio mondiale. Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro del Portogallo e la sua permanenza in nazionale è a rischio.

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Il calcio portoghese ha già avuto la sua quota di scandali con la nazionale. Da Saltillo nel 1986, alla prima partecipazione a un Mondiale, ai casi di doping alla vigilia dei Mondiali del 2002, fino all’amaro addio ai Mondiali del 2010. Tuttavia, nessuno è paragonabile a quanto accaduto in questi giorni.

Simbolo del Portogallo, il giocatore con più presenze, più gol e più trofei, Cristiano Ronaldo, il capitano, ha lasciato il ritiro alla vigilia della partita contro la Danimarca, in un caso destinato a far scorrere ancora molto inchiostro.

Flashscore vi presenta la cronologia del caso.

23 settembre – Un segnale di unità

La nuova era di Jorge Jesus è iniziata con un momento simbolico di unità. La conferenza di presentazione della partita contro il Galles è stata tenuta da Cristiano Ronaldo e dal commissario tecnico, fianco a fianco, nell’auditorium del Football Summit.

E nonostante l’immagine di unità, Cristiano Ronaldo aveva già espresso idee molto chiare sul suo impiego in campo. “Perché non posso giocare 90 minuti? Hai visto le partite dell’Al Nassr? Allora lo sai. Questa domanda devi farla a Jorge Jesus. Sono certo che non giocherò 90 minuti in tutte e quattro le partite”.

Cristiano Ronaldo con Jorge Jesus in conferenza
Cristiano Ronaldo con Jorge Jesus in conferenzaFPF

Allo stesso tempo, si è presentato come un giocatore al servizio della squadra: “Se il mister non conta su di me, posso andarmene già oggi, non c’è alcun problema. Se non contano su di me, sono il primo. Quando sentirò di non dare nulla in campo, di non segnare, di creare un cattivo ambiente o se non vorranno che io sia qui, sarò il primo a prendere la valigia e ad andarmene”.

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24 settembre – Sostituito al 67° minuto

Titolare contro il Galles, Cristiano Ronaldo non ha disputato una buona partita. Ha segnato in fuorigioco, ma ha fallito una clamorosa occasione e alla fine è stato sostituito al 67° minuto, con il Portogallo avanti di misura.

26 settembre – Il primo segnale

Tre giorni dopo aver battuto il Galles, il Portogallo si è recato in Norvegia per quella che, almeno sulla carta, sarebbe stata la sfida più complicata del Gruppo A4 di Nations League.

Alla vigilia, Jorge Jesus ha lasciato intendere che Cristiano Ronaldo sarebbe partito dalla panchina, una situazione che non si verificava in una partita ufficiale dagli Europei del 2008. “Cris, che ci piaccia o no, non è João Neves, non ha 20 anni. João, se vuole, può giocare 90 minuti ogni tre giorni”.

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27 settembre – La frustrazione dalla panchina

Il rapporto sembra essersi incrinato a Oslo. Gonçalo Ramos è partito titolare, mentre Cristiano Ronaldo non è entrato in campo e ha trascorso quasi 30 minuti a riscaldarsi.

Al termine della partita, il capitano ha mostrato tutta la sua frustrazione. Dopo il fischio finale è rientrato immediatamente negli spogliatoi, senza andare con il resto della squadra a ringraziare i tifosi presenti all’Ullevaal.

In conferenza stampa, Jesus ha riconosciuto che si era trattato di una scelta tecnica e di non essersi accorto dell’accaduto, ma ha promesso di parlare con il giocatore.

28-29 settembre – Gli allenamenti saltati

Nonostante non avesse disputato neanche un minuto, Cristiano Ronaldo non è tornato ad allenarsi con il Portogallo. La nazionale si è trasferita a Malmö e il capitano non ha preso parte a nessuno degli allenamenti – due a porte chiuse e uno aperto – con la motivazione che avrebbe dovuto svolgere un lavoro specifico utilizzando attrezzatura non disponibile all’Eleda Stadion.

Una situazione resa ancora più strana dal fatto che Ronaldo è stato filmato sul terreno di gioco dello stadio, pochi minuti prima che la squadra iniziasse il riscaldamento. Ha parlato con Jorge Jesus e poi ha lasciato l’impianto.

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29 settembre – Il viaggio d’emergenza

I primi segnali della gravità della situazione hanno iniziato a emergere con il viaggio lampo di Pedro Proença. Il presidente della Federazione portoghese aveva in programma un viaggio alle Azzorre per assistere alla qualificazione della nazionale Under 21 agli Europei del 2027, ma ha cambiato rotta ed è partito per la Danimarca.

È arrivato a Copenaghen nella notte e ha incontrato il commissario tecnico e l’allenatore per provare a stemperare la tensione, apparentemente con successo.

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30 settembre – La conferenza e la fuga

Il pomeriggio del 30 settembre è rimasto impresso nel calcio portoghese. In conferenza stampa, Jorge Jesus ha assicurato che non c’era alcun caso e che il capitano si sarebbe unito ai compagni in allenamento. “Pensate che un giocatore di una nazionale si rifiuti di allenarsi? Solo se vuole andarsene e ha altri progetti”, ha sbottato, ammettendo di aver pianificato le partite che Ronaldo avrebbe giocato e facendo mea culpa per il tempo eccessivo trascorso a riscaldarsi.

L’attesa era enorme e gli obiettivi delle telecamere erano puntati sul terreno di gioco del Parken, alla ricerca di un solo uomo durante tutti i 15 minuti di allenamento aperti al pubblico. Tuttavia, mentre i compagni si preparavano per la seduta, Ronaldo lasciava lo stadio per abbandonare il ritiro della nazionale.

Quella stessa notte ha lasciato la Danimarca a bordo di un jet privato. Non si tratta di uno scenario inedito – Ricardo Carvalho era stato protagonista di un episodio simile – ma le proporzioni raggiunte sono state sismiche.

Una situazione che sembra irreversibile e che potrebbe sancire l’addio di quello che è ampiamente considerato il più grande giocatore portoghese di sempre.

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