Dopo che il 3 marzo il sostituto procuratore generale Sergio Affronte aveva chiesto la conferma della condanna a sei anni di reclusione per Manolo Portanova e per lo zio Alessio Langella, imputati per violenza sessuale di gruppo, i giudici questo giovedì si sono ripetuti anche in secondo grado.
La Procura si era opposta al rinnovo dell'istruttoria dibattimentale, ritenendo inutile un'ulteriore audizione di imputati e vittima, visto che erano già stati ascoltati più volte nel corso del procedimento.
Lato sportivo, a inizio 2024 la Corte d'Appello della FIGC aveva congelato la decisione disciplinare in attesa della sentenza definitiva, permettendo così al calciatore di continuare a scendere in campo, tra le polemiche. Una scelta che ora tornerà sicuramente al centro del dibattito dopo la conferma della Corte.
Il giocatore dopo la sentenza: “È assurdo, sono 5 anni che sto vivendo una situazione incredibile, sono innocente e ho portato le prove. Non mi fermerò perché credo nella giustizia”. L'avvocato Gabriele Bordoni ha annunciato comunque la decisione di impugnare la sentenza in Cassazione.
