Crescere dentro la Juventus significa convivere ogni giorno con il peso della storia, delle aspettative e dei simboli. Per Kenan Yıldız, oggi, quel percorso ha assunto contorni ancora più netti: il rinnovo fino al 2030 certifica la centralità conquistata in bianconero, ma soprattutto racconta quanto il club creda in lui come volto del presente e del futuro.
A 20 anni, il talento turco si muove già con la consapevolezza di chi sa dove vuole arrivare. Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, Yıldız ha parlato della propria crescita personale e professionale, partendo da un punto fermo: il legame con Torino e con un ambiente che lo ha fatto sentire subito al centro del progetto.
"Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio. È stato facile, direi naturale andare via".
Il tema inevitabile, quando si indossa la maglia numero 10, resta quello dei confronti con chi quel numero lo ha trasformato in eredità pesante. Il riferimento a Alessandro Del Piero è inevitabile, ma Yıldız prende subito le distanze da paragoni che considera prematuri: "Non mi piace questo genere di paragone perché io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio... Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio".
Nel racconto della sua evoluzione emergono anche i nomi degli allenatori che hanno inciso di più. Il primo pensiero va a Massimiliano Allegri, considerato decisivo nella fase iniziale del salto in prima squadra: "Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale".
Poi il presente, affidato a Luciano Spalletti, descritto con toni di grande stima: "È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni".
Kadıoğlu esalta il 10 bianconero: "Mi basta passargli la palla e risolve lui la situazione"
Nella nuova generazione della Turchia, il talento di Kenan continua a raccogliere consensi anche all’interno dello spogliatoio. A sottolinearne il peso tecnico è stato Ferdi Kadıoğlu, esterno del Brighton e compagno del numero 10 bianconero in nazionale, intervenuto ai canali ufficiali della FIFA.
Il laterale turco ha parlato della qualità offensiva della selezione guidata da Vincenzo Montella, soffermandosi in particolare su due dei profili più brillanti del gruppo: Kenan Yıldız e Arda Güler: "Yıldız ed Arda Guler? Sono entrambi grandi giocatori. Quando hanno la palla tra i piedi, ti diverti a guardarli. Fanno sempre qualcosa di speciale".
Poi il riferimento diretto all’intesa costruita sulla corsia mancina, dove Kadıoğlu e il talento della Juve condividono spazi e movimenti con crescente naturalezza: "Io gioco con Kenan sulla sinistra. A volte mi basta passargli la palla e ci pensa lui a risolvere la situazione!".
