Vincenzo Italiano: il leader silenzioso che ha cambiato prima Firenze e poi Bologna

Vincenzo Italiano portato in trionfo dopo aver battuto il Milan nella finale della scorsa edizione di Coppa Italia
Vincenzo Italiano portato in trionfo dopo aver battuto il Milan nella finale della scorsa edizione di Coppa ItaliaDANILO DI GIOVANNI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Celebrato anche all’estero, il tecnico rossoblù ha ottenuto risultati e costruito progetti solidi superando eredità pesanti, assenze chiave e pregiudizi, fino ai successi in Coppa Italia e alla consacrazione definitiva: "È il migliore".

La scorsa primavera, negli Stati Uniti, qualcuno ha iniziato a porsi una domanda che in Italia in pochi avevano avuto il coraggio di formulare apertamente. La Cbs, celebrando il Bologna come “una delle più belle realtà del calcio”, ha spostato il fuoco dei riflettori sull’uomo in panchina e sul proprio profilo si era chiesta: "È Vincenzo Italiano l’allenatore più sottovalutato al mondo?".

Quando è arrivato a Bologna, da Firenze, il tecnico campano si è trovato davanti a una delle eredità più pesanti della Serie A recente: quella lasciata da Thiago Motta, capace di portare i rossoblù in Champions League dopo 60 anni. Un traguardo storico, reso ancora più difficile da onorare dagli addii e dalle assenze: Zirkzee e Calafiori venduti al miglior offerente, Ferguson fuori a lungo e, quindi, una rosa profondamente rinnovata. In quel contesto, l’obiettivo non era replicare, ma ricostruire. E proprio lì Italiano ha mostrato tutta la propria arte.

Arte perché ha dimostrato di saper trasformare le idee in strutture solide, i principi in identità riconoscibili. Arrigo Sacchi lo ha paragonato a un martello, per la continuità con cui lavora sul gruppo, senza pause né scorciatoie. Il suo è un calcio collettivo, dove nessuno è esentato dal partecipare a entrambe le fasi e il rispetto dei compagni è la base di tutto. Una leadership silenziosa, mai urlata, ma costante.

Cinque finali e un'etichetta scomoda

E dire che, fino a poco tempo fa, c'era ancora chi si ricordava della sua avventura sulla panchina della Fiorentina utilizzandola come argomento contro di lui per le tre finali raggiunte in poco più di due anni - due di Conference League e una di Coppa Italia - e le altrettante sconfitte che gli avevano appiccicato addosso un’etichetta scomoda. Un giudizio superficiale, se si considera la continuità con cui aveva portato la Viola fino all’ultimo atto di tornei tutt'altro che semplici.

Un'etichetta che, però, si è definitivamente staccata di dosso lo scorso maggio, quando con il Bologna ha sollevato la Coppa Italia battendo il Milan in finale, riportando in città un titolo che mancava da oltre 50 anni. Trofeo che sotto le due Torri viene considerato più importante della qualificazione in Champions League ottenuta alla fine della stagione 2023-2024.

E, come se non bastasse, a dicembre è arrivata anche la finale di Supercoppa, conquistata eliminando l’Inter in semifinale ai rigori. Cinque finali in quattro anni, in due piazze diverse e tutt'altro che abituate a vincere: due progetti differenti, ma con la stessa impronta. La sua.

"Il migliore"

Anche nei momenti più complessi, come durante la sua assenza, lo scorso autunno, per una grave polmonite che lo ha tenuto in ospedale per qualche settimana, la sua squadra ha continuato a esprimere un’identità chiara, segno di un metodo che va oltre la presenza fisica dell'allenatore che, domani sera, proverà a fare un passo verso la qualificazione diretta agli ottavi di finale di Europa League battendo il Celtic al Dall'Ara.

I prossimi impegni del Bologna
I prossimi impegni del BolognaFlashscore

Vincenzo Italiano non è un leader mediatico, non domina le conferenze stampa né si preoccupa di occupare il centro della scena come un José Mourinho qualsiasi. A lui basta costruire, plasmare, rendere migliori i suoi giocatori e le sue squadre.

E forse è proprio questo il motivo che lo ha portato a essere considerato "il tecnico più sottovalutato al mondo", ma chi ha lavorato con lui conosce bene la qualità del suo lavoro: "Italiano è il migliore allenatore in Italia", parola di capitan Riccardo Orsolini

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