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Serie A, la delusione | C'è poco da stare Allegri: il Napoli non convince, ora serve una svolta

Massimiliano Allegri
Massimiliano AllegriREUTERS/Ciro De Luca

Due vittorie, un pareggio e due sconfitte in campionato, poi il ko con l'Arsenal in Champions: il Napoli fatica a trovare identità e coinvolgere Højlund nel gioco

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I più critici nei confronti della scelta di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli forse non aspettavano altro. Fin dall'estate, infatti, non erano mancate le perplessità sulla decisione di affidare la squadra all'allenatore toscano, soprattutto per i precedenti - eclatante la mancata qualificazione in Champions con il Milan - e per i dubbi legati alla qualità del gioco espresso nelle sue ultime esperienze.

Dopo cinque giornate di campionato e una partita di Champions League, però, è già possibile tracciare un primo bilancio. E i segnali arrivati da questo avvio di stagione non sono particolarmente incoraggianti. Non c'è ancora nulla di compromesso, sia chiaro, ma il Napoli ha già mostrato diverse difficoltà che dovranno essere affrontate al rientro dalla pausa per le nazionali.

Sette punti in cinque giornate

Il dato più immediato riguarda la classifica. Il Napoli ha conquistato sette punti nelle prime cinque giornate di campionato, frutto delle vittorie contro Genoa e Bologna, del pareggio con la Fiorentina e delle sconfitte contro Como e Inter. Sono sette i gol segnati e sei quelli subiti. Numeri che raccontano una squadra ancora lontana dalla continuità necessaria per affrontare una stagione con ambizioni importanti.

La classifica degli azzurri
La classifica degli azzurriFlashscore

 

Le due sconfitte contro Inter e Como, così come quella contro l'Arsenal in Champions League, sono arrivate contro avversari che possono rappresentare test significativi. Se questo può essere considerato un parziale alibi, sarà il campo delle prossime settimane a stabilire se si è trattato soltanto di un passaggio a vuoto - proprio di una squadra ancora in costruzione - o un primo e preoccupante campanello d'allarme.

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La lezione dell'Arsenal

Il discorso diventa ancora più delicato se allarghiamo il discorso proprio a quanto fatto vedere nel debutto in Champions League contro i Gunners. Al Maradona, il Napoli ha perso soltanto 1-0, ma il risultato non restituisce affatto l'andamento a senso unico - a tratti umiliante - della partita.

La formazione inglese ha imposto a De Bruyne e compagni una vera e propria lezione di calcio con gli azzurri che hanno faticato non solo a costruire occasioni da gol, ma anche più semplicemente a sviluppare un minimo di manovra ragionata. 

Lezione di calcio
Lezione di calcioFlashscore

Il risultato finale ha, quindi, solo evitato di uscire dallo stadio con una contestazione ancora più sonora. E già, perché la prestazione ha evidenziato una distanza abissale rispetto a un'avversaria di livello top.

Sensazione che i tifosi azzurri avevano avuto anche a San Siro, paradossalmente, sul 2-0 a proprio favore. Da quel momento in poi, infatti, l'Inter ha letteralmente surclassato i campani.

Højlund poco coinvolto

Uno degli aspetti più significativi riguarda Rasmus Højlund. L'attaccante, decisivo nella scorsa stagione, ha segnato finora soltanto due gol, entrambi arrivati da fuori area e al termine di azioni personali.

Il problema, però, non riguarda soltanto il rendimento realizzativo. Højlund sembra ancora poco coinvolto nella manovra offensiva. Nelle prime sei partite ufficiali della stagione ha toccato appena 15 palloni all'interno dell'area di rigore.

I sette punti del Napoli
I sette punti del NapoliFlashscore

È un dato che racconta bene le difficoltà del Napoli negli ultimi metri. La squadra arriva troppo poco e con poca qualità nella zona in cui le partite vengono spesso decise. Lo stesso Allegri ha riconosciuto la necessità di migliorare le scelte negli ultimi 25 metri: non basta arrivare davanti alla porta, bisogna farlo nel modo giusto e con maggiore precisione.

La pausa al momento giusto

Per il Napoli, dunque, la pausa per le nazionali può diventare un'occasione per lavorare sulle lacune emerse in questo primo segmento della stagione. Al rientro ci sarà il Frosinone al Maradona, prima della trasferta di Champions League sul campo del Villarreal.

Per allora, Allegri dovrebbe recuperare Zambo Anguissa, fermato di nuovo da un risentimento muscolare. La sosta è arrivata, quindi, in un momento utile anche per permettere al centrocampista di completare il recupero.

Il ritorno del leader azzurro
Il ritorno del leader azzurroREUTERS/Guglielmo Mangiapane

Atteso, inoltre, anche il rientro di Scott McTominay, reduce dall'ablazione. Il centrocampista scozzese rappresenta un riferimento importante non soltanto per quello che riesce a garantire sul piano tecnico e tattico, ma anche per la personalità e il peso emotivo all'interno del gruppo.

Quello che è certo è che il Napoli ha bisogno di una reazione. Non necessariamente di una rivoluzione, perché la stagione è ancora lunga e i margini per correggere la rotta non mancano. Ma un'inversione di tendenza è obbligatoria. Al rientro dalla pausa, Allegri dovrà trovare risposte soprattutto sul piano del gioco, della continuità e della capacità di mettere maggiormente gli attaccanti nelle condizioni di incidere.

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