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Serie A, il sabato ai raggi X: De Rossi respira, l'Inter domina e Lang si rilancia con Allegri

L'esultanza di Noa Lang dopo la rete del 2-0
L'esultanza di Noa Lang dopo la rete del 2-0GIUSEPPE MAFFIA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il sabato di Serie A lascia tre temi importanti: il Genoa trova la prima vittoria nel momento più delicato e trascina la Fiorentina in zona retrocessione, l'Inter domina anche con diverse rotazioni e Noa Lang torna al gol in campionato, prima di lanciare l'ennesima frecciata a Conte.

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Il sabato di Serie A ha lasciato tre indicazioni molto diverse tra loro, ma tutte ugualmente significative. Il Genoa ha finalmente trovato la prima vittoria del suo campionato proprio quando il peso della classifica iniziava a diventare difficile da sostenere, l'Inter ha mostrato ancora una volta la profondità della propria rosa e il Napoli ha ritrovato Noa Lang, uno dei giocatori che più aveva faticato nella passata stagione.

Tre storie che raccontano altrettanti momenti della stagione: la boccata d'ossigeno di De Rossi, la superiorità nerazzurra anche quando Chivu cambia molti interpreti e il nuovo inizio di Lang, che dopo il gol al Frosinone ha messo apertamente a confronto il rapporto con Allegri e quello avuto con Conte.

Quando: il Genoa vince nel momento più importante

Il Genoa si presentava alla sfida con la Fiorentina con appena un punto conquistato nelle prime cinque giornate e quattro sconfitte già sul groppone. La società aveva continuato a manifestare fiducia nei confronti di Daniele De Rossi, ma la pressione intorno alla sua panchina era inevitabilmente aumentata. Lo stesso tecnico, dopo il successo, ha ricordato come dopo il ko contro il Parma in molti lo considerassero già esonerato.

La risposta arriva in un quarto d'ora. Osmajic segna al 7', poi serve a Messias il pallone del 2-0 al 15'. Nella ripresa la Fiorentina reagisce, accorcia grazie all'autorete di Vásquez e colpisce anche un palo con Ndour, ma questa volta il Genoa resiste e porta a casa il 2-1.

È una vittoria che non risolve di certo tutti i problemi dei rossoblù, ma cambia inevitabilmente il clima. De Rossi può tornare a respirare e soprattutto può lavorare partendo finalmente da un risultato positivo e da un gruppo ritrovato. Dall'altra parte, invece, la situazione della Fiorentina si complica ulteriormente: i viola vengono agganciati proprio dal Genoa a quota quattro e scivolano al 18° posto, quindi in piena zona retrocessione dopo sei giornate.

Il paradosso è che alla vigilia entrambe cercavano una svolta, ma soltanto una l'ha veramente trovata. Il Genoa può dunque tornare a respirare, mentre la Fiorentina esce da Marassi con un'altra sconfitta e una classifica che, a questo punto, non può più essere considerata soltanto una falsa partenza.

Come: l'Inter cambia gli uomini, ma non cambia il risultato

Se il Genoa aveva bisogno di punti per tornare a sperare, l'Inter ha dato invece l'ennesima dimostrazione di forza. Chivu ha ruotato parecchio, lasciando inizialmente fuori Akanji, Bastoni, Barella, Zielinski e Lautaro e dando spazio dal primo minuto, tra gli altri, a Sucic, Calhanoglu al rientro, Mkhitaryan e Pio Esposito.

Il risultato, però, non cambia. Anzi, al Parma bastano appena 31 minuti per ritrovarsi sotto di tre gol: Sucic approfitta di un errore in costruzione, Calhanoglu trasforma il rigore del 2-0 e Thuram chiude la partita con largo anticipo. Da quel momento in avanti per i nerazzurri è soprattutto gestione.

Va detto che il Parma ha contribuito a rendere la serata più semplice, soprattutto con alcune ingenuità che a San Siro vengono inevitabilmente pagate. Lo ha riconosciuto anche Gilardino dopo il suo esordio sulla panchina emiliana. Ma proprio qui emerge il dato più interessante: l'Inter non ha avuto bisogno della propria formazione tipo per trasformare una partita potenzialmente insidiosa in ordinaria amministrazione.

Chivu ha sottolineato di essere soddisfatto soprattutto per aver dato minuti a chi ne aveva avuti meno e riposo a diversi giocatori reduci dagli impegni con le nazionali. È forse questa la fotografia più evidente dello strapotere nerazzurro in questo momento: cambiano gli interpreti, ma intensità, qualità e capacità di indirizzare le partite restano praticamente intatte.

Perché: Lang sembra un altro, quanto c'entra Allegri?

Il Napoli batte 3-0 il Frosinone con una doppietta di De Bruyne, ma dentro la serata del Maradona c'è anche un altro segnale importante: Noa Lang torna a segnare. L'olandese firma il 2-0 al 32' e trova il suo primo gol stagionale, il secondo complessivo in Serie A, 322 giorni dopo quello realizzato contro l'Atalanta nel novembre 2025.

È ancora presto per parlare di rinascita, ma il confronto con la passata stagione è inevitabile. Con Conte, Lang aveva vissuto mesi complicati: poco spazio, difficoltà nel trovare una collocazione nel sistema e un rapporto con l'allenatore che lo stesso giocatore aveva descritto come poco comunicativo. Nell'ottobre 2025 aveva raccontato di aver parlato con Conte soltanto una volta, mentre il cambio di sistema aveva ulteriormente ridotto gli spazi per gli esterni offensivi.

La partita di Noa Lang
La partita di Noa LangDiretta

Con Allegri la percezione sembra diversa. Il tecnico, dopo la vittoria sul Frosinone, non lo ha coccolato troppo e anzi ha sottolineato che finora Lang aveva fatto meno di quanto potesse, invitandolo a pretendere di più da se stesso. Allo stesso tempo, però, ha ribadito di considerarlo un giocatore dalle potenzialità importanti.

La risposta dell'olandese nel dopopartita è stata ancora più significativa. Lang ha spiegato di sentire la fiducia di Allegri e soprattutto di apprezzarne il dialogo: l'attuale tecnico gli parla, gli indica cosa migliorare e gli concede libertà nel trovare gli spazi. Poi la frecciata, senza nominare direttamente Conte: "La differenza più grande è che questo allenatore mi parla a differenza di quello dell'anno scorso".

Forse è presto per stabilire quanto del nuovo Lang dipenda da Allegri. Ma un primo elemento sembra chiaro: oggi l'olandese si sente più coinvolto, più libero e soprattutto più considerato. Il gol contro il Frosinone è soltanto un primo passo, ma dopo una stagione trascorsa spesso ai margini potrebbe essere esattamente il segnale che Napoli aspettava.

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