Sfida tra "deluse" al Mapei, dove Sassuolo e Cagliari si sono ritrovate con un bisogno comune: tornare a vincere dopo settimane complicate. I neroverdi inseguivano i tre punti dall’1 marzo, i rossoblù addirittura dal 31 gennaio. Per i sardi, però, il peso della partita era diverso, più concreto: la classifica, ancora corta alle spalle, imponeva risposte immediate.
In una giornata soleggiata e con un contesto apparentemente leggero per la squadra di Grosso - ferma a quota 40 punti e senza particolari pressioni - ne è uscita una gara aperta, coerente con le premesse. Un confronto diviso in due: il primo tempo nelle mani del Cagliari, più organizzato e incisivo, la ripresa ribaltata dal Sassuolo, capace di alzare ritmo e presenza fino a trovare il sorpasso.
Primo tempo tutto rossoblù
I primi 45 minuti al Mapei scivolano via con una sensazione piuttosto chiara: una squadra sa esattamente cosa fare, l’altra continua a cercarsi senza trovarsi. Fin dai primi minuti il Cagliari dà l’impressione di avere un piano più leggibile e, soprattutto, più incisivo. Non tanto nel dominio del possesso, quanto nella capacità di rendere ogni avanzata potenzialmente pericolosa. Le prime avvisaglie arrivano già in avvio, quando Adopo e Gaetano costruiscono una delle prime trame interessanti, costringendo Muric a intervenire con attenzione. È un segnale che anticipa ciò che seguirà: una squadra corta e aggressiva, pronta a riempire l’area con più uomini.
Il Sassuolo, invece, parte con un’idea più prudente, quasi attendista. Prova a gestire i ritmi, ma senza mai riuscire davvero ad alzarli. L’occasione più nitida dei primi minuti capita sui piedi di Thorstvedt, che calcia alto da buona posizione: un lampo isolato dentro una manovra che fatica a prendere forma.
Con il passare dei minuti, la partita si inclina progressivamente verso la metà campo neroverde. Il Cagliari cresce in fiducia e intensità, spingendo soprattutto sulle corsie esterne. Palestra - unica nota positiva in Nazionale - diventa una presenza costante, capace di creare superiorità e di alimentare l’azione offensiva con continuità. Proprio da una di queste situazioni nasce una doppia occasione per Esposito, che prima trova un muro difensivo e poi prova una rovesciata senza fortuna. È il preludio al vantaggio.
L’episodio chiave arriva a metà frazione e porta con sé inevitabili discussioni. Su un pallone lavorato da Folorunsho, Esposito entra in area e nel controllo la sfera carambola sul braccio di Idzes. In un primo momento si prosegue, poi il richiamo del VAR cambia tutto: calcio di rigore. Dal dischetto lo stesso Esposito è freddo, incrocia con potenza e batte Muric, che intuisce ma non riesce a intervenire.
Nel finale di tempo arrivano invece le proteste neroverdi per un tocco di braccio di Folorunsho sul traversone di Romagna, ma in questo caso l’arbitro lascia correre, giudicando il contatto, giustamente, inesistente. È un episodio che aggiunge nervosismo, senza però cambiare l’inerzia complessiva.
Un altro Sassuolo
Poi, però, cambia tutto. La ripresa si apre con un Sassuolo diverso, trasformato nell’atteggiamento e nelle idee. Bastano pochi secondi per capirlo: più aggressività nella riconquista e una voglia evidente di cambiare l’inerzia della partita.
Dopo appena due minuti arriva il primo episodio, con Thorstvedt che viene atterrato al limite dell’area da Rodriguez. L’arbitro è ben posizionato e assegna la punizione, tra proteste appena accennate. È un segnale, più che un’occasione: il Sassuolo ha alzato il baricentro e prova a portare il confronto nella metà campo avversaria con continuità.
Il pareggio è la naturale conseguenza di questo cambio di ritmo. Al 50’, Ulisses Garcia trova il suo primo gol in Serie A e lo fa con una conclusione tanto semplice quanto efficace: una rasoiata che attraversa l’area, sorprende tutti e si infila alle spalle di Caprile, coperto e senza possibilità di intervento. È una rete che riporta la partita in equilibrio, ma soprattutto restituisce al Sassuolo una presenza che nel primo tempo era mancata.
Da lì in poi, il campo si colora di neroverde. Il Cagliari perde metri e sicurezza, si abbassa troppo e fatica a uscire. L’unica vera occasione arriva con il colpo di testa di Deiola, alto da buona posizione: troppo poco per arginare un Sassuolo sempre più padrone del gioco.

Il sorpasso viene prima sfiorato e poi trovato. Al 70’ Lipani segna dopo uno scambio con Thorstvedt, ma tutto viene annullato per fuorigioco: è l’avvisaglia più concreta. Il gol vero arriva al 77’, quando Bakola anticipa Sulemana e serve Pinamonti in area. L’attaccante controlla, si gira e conclude sul primo palo, battendo Caprile e completando la rimonta.
È il punto più alto di una ripresa giocata con tutt’altra energia, che cancella completamente la passività del primo tempo. Il Sassuolo ribalta la partita con merito, mentre il Cagliari paga la colpa più pesante: non aver saputo gestire il vantaggio, né reagire quando l’inerzia è cambiata.
Per i sardi resta una classifica ancora complicata, con la zona retrocessione distante appena tre punti. E soprattutto resta la sensazione di un’occasione sfumata: perché dopo un primo tempo così, serviva una ripresa completamente diversa.
