Presidenza FIGC, Marotta appoggia Malagò: "Ci siamo mossi con grande unione"

Giuseppe Marotta
Giuseppe MarottaČTK / imago sportfotodienst / IMAGO

Il Presidente dell'Inter ha le idee chiare: "Malagò è stato individuato per il suo profilo di un manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo. Deve essere colui il quale raccoglie le linee guida da parte, in questo caso della Serie A, per far sì che si riesca a migliorare il nostro calcio, che in questo momento è un paziente malato, che ha bisogno di una cura molto importante".

"È uno dei migliori risultati degli ultimi anni, soprattutto è l'espressione di 20 club. Questo è un consenso ampio ma è il primo atto di una situazione che ci deve portare assolutamente a trovare la strada maestra per poter migliorare il nostro calcio". Lo ha detto il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta, intervenuto al termine dell'assemblea della Lega Serie A.

MALAGÒ DOPO L'INVESTITURA DA PARTE DI LEGA: "SEGNALE DI STRAORDINARIA CONSIDERAZIONE"

"Non può esserci miglioramento se non anche confrontandoci con la politica. Abete? Non so bene cosa voglia fare, però il fatto che sia candidato è un atto legittimo di un dirigente che comunque ha dato molto al calcio. Non mi esprimo assolutamente, è un suo diritto. Chi troverà più consensi vincerà. Chiaramente stiamo parlando comunque di due professionisti che hanno un profilo molto importante e chiaramente abbiamo fatto le nostre scelte". 

Su Inter-Como e il rigore del 3-4

"Contro il Como è stata una partita bella, vinta meritatamente dall'Inter contro una squadra che ha dimostrato di essere all'altezza. Le parole di Chivu? Ultimamente in Italia c'è paura di indicare gli obiettivi da raggiungere. L'Inter deve essere coraggiosa, questo fa parte del dna di un club che vuole vincere".

Poi ancora: "Il rigore? Tutti hanno evidenziato come non era calcio di rigore ed è evidente che non siamo tanto risentiti perché abbiamo vinto, ma immaginate se quel rigore avesse portato a un esito diverso, allora saremmo qui oggi a recriminare - ha aggiunto -. Fa parte di quegli errori che nell'arco di una stagione si commettono, in questo momento si verificano spesso, però spero che possa spingere coloro i quali sono designati a fare delle riflessioni e trovare ancora una volta una simbiosi tra quello che è il protocollo del VAR e l'arbitro in campo".

Convinti su Malagò

"Malagò è stato individuato per il suo profilo di un manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo. Deve essere colui il quale raccoglie le linee guida da parte, in questo caso della Serie A, per far sì che si riesca a migliorare il nostro calcio, che in questo momento è un paziente malato, che ha bisogno di una cura molto importante". 

"Il fatto che ci siamo mossi per primi ha un significato importante anche perché ci siamo mossi con grande unione. Ma soprattutto rivendichiamo il ruolo di locomotiva di un sistema sportivo tenendo conto anche della situazione della Serie B, della Serie C, dei dilettanti e soprattutto di quello che è il vero zoccolo duro, che è il patrimonio del settore giovanile. Da qui nascono i talenti del domani ed è lì che noi dobbiamo lavorare". 

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