Pio Esposito: "Tirerò ancora tanti rigori e qualcuno lo sbaglierò, Lautaro un esempio"

Pio Esposito dopo l'errore in Bosnia
Pio Esposito dopo l'errore in BosniaREUTERS/Matteo Ciambelli

L’attaccante nerazzurro ha raccontato al Corriere della Sera il suo momento, tra difficoltà e crescita personale. Partendo dall'errore dal dischetto in Bosnia per poi ricordare che a lui nessuno ha regalato nulla

Durante l’intervista al Corriere della Sera, Pio Esposito ha ripercorso le emozioni vissute dopo l’errore dal dischetto contro la Bosnia: "Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire che cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male".

Il giovane attaccante ha anche ricordato un periodo complicato della sua infanzia, quando si trasferì a soli sei anni da Castellammare di Stabia a Brescia: "All’inizio piangevo ogni notte per tornare a casa. Ero un bambino con molta rabbia, irascibile, sia a scuola che in campo. Poi mi sono ambientato benissimo, cambiando radicalmente".

Le statistiche di Esposito
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Esaltazione ed esempio

Il classe 2005 ha poi risposto alle critiche di chi lo considera troppo esaltato dai media: "C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni".

Parlando della sua crescita, l'attaccante dell'Inter ha sottolineato l’importanza dell’esempio di Lautaro Martinez: "Quello che ti emoziona è la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale".

Le prossime partite dell'Inter
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Legami

L'attaccante ha confessato che negli ultimi mesi si è affidato anche a uno psicologo dello sport per gestire meglio la pressione: "Mi sfogo, mi dà consigli pratici. Mi aiuta molto e mi piace approfondire". Infine, ha spiegato quanto siano state formative le esperienze in Serie B: "Nel primo ho fatto molta fatica, ho subito il salto dalla Primavera, ho segnato solo 3 gol e ci siamo salvati all’ultima giornata".

Ha inoltre ribadito il forte legame con il suo allenatore Cristian Chivu: "Gli devo tanto per la fiducia che ha avuto in me, anche questa estate", concludendo con uno sguardo al futuro: "No, ho sempre voluto fare il calciatore e ho esaudito il primo sogno. Adesso devo inseguire tutti gli altri".

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