Pellegrini compie 27 anni e si racconta: "Sarri un maestro, andrei a piedi scalzo a Coverciano"

Luca Pellegrini
Luca Pellegrini JOSE BRETON / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il difensore biancoceleste riavvolge il nastro: il passato tra Roma e Juventus, gli infortuni che gli hanno cambiato la carriera e il sogno di andare in Nazionale.

"Sarri è un maestro e da lui calcisticamente puoi solo imparare, ti lascia tanto ed emotivamente devi capirlo, magari se ti insulta significa che ti vuole bene. Ma tutti i miei allenatori avevano idee di gioco interessanti; Glasner preferiva la parte fisica, con Allegri ero giovane e ho avuto un bellissimo periodo alla Juve, con Baroni abbiamo fatto dei mesi molto bene, poi c'è stato quell'episodio in cui sono finito fuori rosa".

Così Luca Pellegrini, difensore della Lazio, ai canali ufficiali della squadra biancoceleste nel giorno del suo 27esimo compleanno.

Lo scudetto 'sfiorato' e l'infortunio da evitare

Ripercorrendo la sua carriera, Pellegrini ricorda gli esordi con la Roma e poi l'approdo alla Lazio sottolineando come "nei derby non era semplice, non tutti hanno la fortuna di giocare nella squadra tifata da bambino" fino al 2020, l'anno in cui "pensavo che potesse essere quello giusto per lo scudetto della Lazio con una serie di fattori che potevano farlo pensare", mentre sugli infortuni eliminerebbe quello "al crociato, ma mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la persona che sono".

Il laziale, poi, parlando della Nazionale ammette che "è il sogno di tutti, andrei a piedi scalzo a Coverciano ma credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel giro. In lontananza c'è ma non è un pensiero giornaliero".

Infine, parlando dei suoi modelli sportivi Pellegrini indica "Kobe Bryant, Djokovic e Sinner" mentre per la Lazio l'augurio è quello di vivere "un periodo come quello della Juventus di qualche anno fa, 10 o 15 anni al top del livello mondiale e di non accontentarsi mai". 

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE