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Milan, l'inchiesta francese su RedBird: Maldini, Ibrahimovic e il rapporto tra Cardinale e Mendes

Gerry Cardinale
Gerry CardinaleMARCO BERTORELLO / AFP

Romain Molina ha pubblicato un'inchiesta sulla galassia sportiva di RedBird Capital. Nel racconto del giornalista trovano spazio il rapporto tra Cardinale e Scheiner, la rottura con Maldini, il ruolo di Ibrahimovic e i legami con Jorge Mendes.

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RedBird Capital e il suo modo di muoversi nel calcio europeo finiscono al centro di una lunga inchiesta firmata da Romain Molina. Il giornalista francese, che in passato ha collaborato con testate come The Guardian, The New York Times e BBC, ha pubblicato sul proprio canale YouTube un video di circa 25 minuti dedicato agli investimenti sportivi del fondo fondato da Gerry Cardinale nel 2014 e proprietario del Milan dal 2022.

La ricostruzione attraversa diversi passaggi della gestione RedBird: dai rapporti interni al fondo fino alle scelte dirigenziali del Milan, passando per Paolo Maldini, Zlatan Ibrahimovic e Jorge Mendes.

Cardinale e Scheiner, dalla collaborazione alla rottura

Uno dei passaggi principali riguarda il rapporto tra Gerry Cardinale e Alec Scheiner, ex dirigente della NFL e per anni figura centrale negli investimenti sportivi di RedBird. Scheiner aveva avuto un ruolo importante anche nel progetto Tolosa, avviato dal fondo nel 2020.

Secondo la ricostruzione di Molina, le prime frizioni sarebbero nate dopo l'acquisto del Milan per circa 1,2 miliardi di euro. Scheiner avrebbe considerato l'operazione particolarmente onerosa, anche alla luce del vendor loan concesso da Elliott. Il rapporto si sarebbe deteriorato definitivamente nel 2023, nello stesso periodo dell'addio di Maldini, anche per divergenze sulla composizione del board rossonero.

Molina sostiene inoltre che, dopo la separazione da Cardinale, Scheiner abbia dato vita a Otro Capital, fondo che avrebbe ricevuto circa 200 milioni di euro riconducibili a RedBird e allo stesso Cardinale.

Maldini, Ibrahimovic e due idee diverse di gestione

Nell'inchiesta trovano ampio spazio anche Paolo Maldini e Zlatan Ibrahimovic, due figure molto diverse nel rapporto con la proprietà americana.

Secondo Molina, alla base della rottura tra Maldini e Cardinale ci sarebbe stata soprattutto una differenza di visione sulla gestione dell'area sportiva. Cardinale avrebbe voluto inserire figure provenienti dal mondo della finanza e dell'analisi dei dati anche nei processi decisionali legati al calcio, seguendo modelli vicini a quello reso celebre da Billy Beane. Maldini, invece, si sarebbe opposto all'idea che profili finanziari avessero un peso diretto nelle scelte tecniche.

Maldini e Ibrahimovic
Maldini e IbrahimovicMIGUEL MEDINA / AFP

Diverso il discorso relativo a Ibrahimovic. Molina descrive la posizione dello svedese all'interno dell'universo RedBird come particolarmente solida, anche perché l'ex attaccante avrebbe investito personalmente nel fondo prima di assumere il ruolo di Senior Advisor. Un elemento che, nella ricostruzione del giornalista, contribuirebbe a spiegare la continuità del suo rapporto con la proprietà nonostante un incarico che nel tempo ha mantenuto contorni piuttosto ampi.

Mendes e il peso dei grandi agenti sul mercato del Milan

L'ultima parte dell'inchiesta si concentra su Jorge Mendes, protagonista di diverse operazioni dell'ultima estate rossonera. Il procuratore portoghese avrebbe avuto un ruolo importante nei rapporti che hanno portato Ruben Amorim sulla panchina del Milan, pur non essendo direttamente il suo agente, e nelle trattative per Ramos e Moreira, acquistati rispettivamente per circa 75 e 60 milioni.

Sempre secondo Molina, Mendes avrebbe avuto un peso anche nella gestione dell'uscita di Rafael Leao. Il rapporto con il super-agente viene inserito in un ragionamento più ampio sul modo in cui RedBird si è adattata alle dinamiche del calcio europeo.

La tesi del giornalista è che un fondo abituato a muoversi con grande forza nel mondo della finanza possa ritrovarsi in una posizione molto diversa una volta entrato nel sistema calcistico, dove procuratori, intermediari e reti di relazioni conservano un peso enorme. Da qui, secondo Molina, la necessità per Cardinale di affidarsi sempre di più a figure come Mendes per muoversi sul mercato e nelle operazioni più delicate.

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