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Milan, Amorim non si fida del 3-2 alla Dea: "Dopo il primo gol abbiamo perso fiducia"

Ruben Amorim
Ruben AmorimPIERO CRUCIATTI / AFP

Amorim analizza il 3-2 sull'Atalanta e punta il dito sul blackout finale dei rossoneri: "È soprattutto un fattore mentale". Poi difende Estupinan dopo i fischi di San Siro.

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Il Milan porta a casa il 3-2 contro l'Atalanta, ma Ruben Amorim non nasconde ciò che non gli è piaciuto nel finale. Per oltre un'ora i rossoneri sembravano avere la gara sotto controllo, poi il primo gol della Dea ha cambiato completamente l'inerzia e soprattutto la sicurezza della squadra.

"Abbiamo avuto la partita sotto controllo fino al 66esimo minuto. Eravamo più vicini noi a segnare un altro gol, ma quando abbiamo subito la rete, ho sentito che tutti, in campo, fuori dal campo e persino i nostri tifosi, hanno perso fiducia".

Le statistiche del match
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Il tecnico individua proprio in quel momento la svolta della gara: "Quando questa squadra non ha il pallone, soffre molto. Quindi penso che da un lato ci sia stata la qualità dell'Atalanta, che ha iniziato a crederci, ma dall'altro anche molti problemi nostri nella gestione della palla e nella difesa della nostra area di rigore".

"Voglio una squadra che non cambi quando qualcosa va storto"

Per Amorim, il problema non riguarda ciò che il Milan riesce a fare quando la partita gira bene, ma la capacità di mantenere la stessa identità quando l'inerzia cambia: "Abbiamo giocato bene per 66 minuti, ma io voglio una squadra che, anche quando subisce un gol, continui a giocare nello stesso modo. Che non cambi il proprio atteggiamento; e noi non siamo ancora quel tipo di squadra, ci vorrà del tempo".

Il portoghese alza quindi l'asticella: "Una grande squadra non è quella in cui tutti giocano bene solo quando le cose vanno per il verso giusto, ma poi, quando succede qualcosa, pur non giocando male, fa una fatica enorme sia con la palla sia senza palla".

Ed è proprio questo il Milan che Amorim vuole costruire: "Io voglio una squadra capace di gestire sia i momenti positivi che i momenti difficili, e noi nei momenti difficili stiamo faticando davvero tanto".

Rabiot e la questione mentalità

Le parole di Rabiot sulla mancanza di mentalità non sorprendono Amorim, che anzi apprezza la franchezza del francese: "Rabiot è un giocatore speciale, e ricordo che ha detto la stessa identica cosa per la nazionale. E stiamo parlando di ragazzi che hanno vinto tutto, perfino un Mondiale. Può succedere a qualsiasi squadra".

Per l'allenatore, però, la questione va oltre la sola mentalità: "Ho sentito che la squadra non meritava di finire la partita con questo sapore amaro, con questa sensazione che abbiamo avuto nel finale. Quindi non è solo una questione di mentalità, ma di come ci sentiamo, persino all'interno dello stadio".

Amorim coinvolge così anche l'ambiente: "È un aspetto su cui dobbiamo lavorare sia noi sia i nostri tifosi: quando succede qualcosa in partita, dobbiamo continuare a giocare nello stesso identico modo. Rabiot è molto emotivo quando parla a fine gara, e a me piacciono davvero tanto i giocatori emotivi".

La difesa di Estupinan dopo i fischi

Tra i temi più delicati del post partita ci sono anche i fischi indirizzati a Estupinan. Amorim prende apertamente posizione a favore del giocatore: "Dobbiamo aiutare Estupinan, dobbiamo aiutare i tifosi a capire chi è Estupinan: e posso assicurarvi che Estupinan lavora davvero duramente".

Il tecnico rivendica anche la scelta di averlo trattenuto: "A fine mercato avevamo una lista di club che lo volevano. Ma io ho detto di no. Quindi voglio che i tifosi sappiano che è stata una mia responsabilità: sta giocando perché sono io a scegliere Estupinan, perché credo in lui e sono convinto che sarà davvero importante per la nostra squadra".

Amorim chiude poi tornando sul calo finale, che per lui non può essere spiegato soltanto con la fatica: "Non dirò che è stato solo per la stanchezza, perché un minuto prima, quando tutto andava bene, non erano stanchi, e poi la situazione è cambiata completamente. Quindi è un fattore principalmente mentale".

La conclusione resta comunque positiva: "Le cose non cambieranno dall'oggi al domani: avremo momenti positivi e momenti complicati. Dobbiamo solo rimanere competitivi e, se riusciamo a portare a casa il risultato anche in questo tipo di momenti, va bene così".

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