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Capitan Bremer, in assenza del titolare della fascia Locatelli, non ha perso tempo nel dopopartita della sconfitta interna della Juventus contro la Lazio a mostrare le stellette bacchettando pubblicamente i compagni ai microfoni: "Il mister dà indicazioni, ma chi va in campo siamo noi: siamo 11 giocatori più 5 che entrano e io non posso prendere in braccio tutti - le sue parole a Sky -. Io arrivo fino a un certo punto: c'è chi ha chi più carattere e chi meno, c'è chi sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no".
Il brasiliano, poi, cerca di spiegare meglio il concetto: "Ci sono tanti giocatori nuovi, è una cosa con cui dobbiamo convivere. Non voglio puntare il dito, ma ognuno ha il suo carattere: c'è chi quando le cose vanno male esce fuori e chi, al contrario, si nasconde".
Chiara la critica contro alcuni elementi che a suo parere avrebbero mostrato poco carrattere, poco orgoglio, portando la Juve al terribile ko. Non che lui sia stato irreprensibile, il terzo gol di Dele-Bashiru ne è l'esempio sul campo, così come a fine partita quando bisognava mettere la faccia di fronte ai tifosi è sembrato più "capitano" Vicario, l'ultimo arrivato, che dopo la bordata di fischi della curva sud, ha chiesto ai compagni di andare a prenderseli anche di fronte alla curva nord, con gli altri - tra cui lo stesso Bremer - che l'hanno seguito malvolentieri, per poi rintanarsi di fretta negli spogliatoi lasciandolo lì. Un'altra immagine emblematica di un gruppo poco compatto.

Il malcontento dello spogliatoio
In settimana era arrivato anche lo sfogo di Conceicao per la sostituzione in coppa contro il Celta, il portoghese aveva minimizzato, ma l'esclusione dall'11 titolare contro la Lazio potrebbe essere vista come una piccola punizione per una reazione che non è piaciuta al tecnico.
Tutti segnali di un malcontento, di una frustrazione evidente che striscia tra le file dei bianconeri. Se però ci sono questi scricchiolii nella barca, è facile puntare il dito contro il capitano della ciurma: la sensazione è che Spalletti abbia perso un po' la squadra, oltre ad avere le idee poco chiare su come invertire la rotta in campo.
Gli errori tattici di Spalletti
La rimonta contro il Celta aveva dimostrato chiaramente, come già visto in altre occasioni, che Kolo Muani dà il meglio quando è affiancato da un altro attaccante come nel caso di Woltemade, ecco perché per la sfida contro la Lazio ci si attendeva una novità su questo fronte. Invece il tecnico, fedele al suo 4-2-3-1 ha lasciato di nuovo il francese solo in attacco, in balia della retroguardia laziale, bravissima nell'attuare la trappola del fuorigioco.
Eppure il campionato aveva mostrato benissimo al tecnico di Certaldo che Kolo Muani non è il suo nuovo Osimeh, ma tutt'altro tipo di attaccante che si esprime meglio quando può sprigionare la corsa sulla fascia. E che a questo punto ci sia stato un fraintendimento tecnico anche nell'operazione di mercato è il dubbio più atroce, visto quanto è stato pagato il francese. Ora però si tratta di farlo rendere al meglio sul campo e il 4-2-3-1 non sembra il modulo più indicato.

Per la verità non sembra il più indicato nemmeno a centrocampo, visto che Douglas Luiz da regista avrebbe bisogno di essere più protetto ma anche di poter dialogare tecnicamente con i compagni di reparto. Ecco che un centrocampo a tre con un incursore e un mediano dinamico e rubapalloni potrebbe essere più consono. Per il secondo, se Sarr nelle altre apparizioni aveva dato l'impressione di poterlo fare, ieri ha mostrato carenze tecniche evidenti che hanno complicato il lavoro anche al compassato brasiliano. La Juve ha ancora fuori Thuram nel reparto, oltre a Locatelli, ma che il loro ritorno possa bastare è difficile da credere, anche se sicuramente migliorà la situazione.

I limiti del mercato
Cambiare modulo vorrebbe dire però sconfessare tutta la strategia di mercato, anche perché la Juventus è piena zeppa di mezze punte, ali e trequartisti di fascia: la linea a tre offensiva prevede un nutrito ricambio e i bianconeri si sono premuniti in quel verso: Kenan Yildiz (ora ai box), Jeremie Boga (appena tornato), Kerim Aljabegovic, Nico Gonzalez, Francisco Conceicao e Edon Zhegrova sono stati presi, tenuti, confermati proprio per quel modulo e per caratteristiche molti di loro non possono fare altro. Ecco quindi che la situazione è molto più intricata e di difficile soluzione di quanto si possa pensare: donare a Kolo Muani un partner di attacco vorrebbe dire utilizzare altri giocatori fuori ruolo o non utilizzarli proprio.
A meno che non si trovi un modo per far rendere il francese al meglio con questo modulo, le altre soluzioni sembrano più cambi da partita in corso. L'errore di fondo, convalidato però dallo stesso Spalletti, è la scelta dell'attaccante su cui concentrare il mercato: il tecnico voleva una punta da area di rigore, forte fisicamente, capace di fare a spallate e soprattutto metterla dentro anche di cattiveria quando serve, e allora perché puntare tutto sul francese?
Se il mercato di Comolli era stato sconfessato sul campo, quello di Carnevali è sulla buona strada. Anche l'acquisto di Lucumi, ieri disastroso, è ancora lontano dall'essere considerato eccellente.

La panchina scricchiola
Nel calcio è normale che in una situazione di crisi il primo a farne le spese sia l'allenatore, ecco quindi che sul tecnico di Certaldo, che peraltro è stato rinnovato da Comolli prima ancora del risultato sul campo, quella zona Champions poi non raggiunta, si allungano le ombre.
Se la più minacciosa per una questione di legame affettivo e opportunità resta quella di Antonio Conte, è difficile che il tecnico leccese decida di entrare in corsa, peraltro con un mercato non scelto da lui e con giocatori che poco c'entrano con il suo modello di calcio. Conte, tra l'altro, sembra più interessato alla situazione di Manchester, con quello United che vorrebbe riportare alla gloria.
La Juve nel suo cuore è sempre la Juve però, vedremo se questo basterà a convincerlo. Certo è che i bianconeri ora hanno bisogno di non perdere terreno dalle prime quattro posizioni, e prima che la situazione degeneri in peggio potrebbe essere necessario un cambio di programma.
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