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Ultima spiaggia per Allegri e Sarri? Con la pausa alle porte domenica potrebbe essere decisiva

Massimiliano Allegri
Massimiliano AllegriREUTERS/Rita Franca

Le sfide di questo weekend di Napoli e Atalanta possono essere decisive per il futuro dei due allenatori. Le situazioni, anche contrattuali, sono diverse, ma l'ambiente al Maradona e al Gewiss Stadium è bollente per entrambi

Il credito sta finendo. Se non è già finito. Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri stanno trascinandosi dietro più dubbi che certezze in un inizio di stagione profondamente nocivo per entrambi. E per Napoli e Atalanta, due realtà che avrebbero dovuto lottare ad alti livelli e invece sono adesso chiaramente ridimensionate. I vicecampioni in carica sono ottavi, a nove punti dalla zona Champions, mentre i bergamaschi sono 13esimi, a nove lunghezze dal sesto posto.

La disfatta dei partenopei a Porto - arrivata sotto forma di un 4-1 che non ammette repliche né appelli - ha messo a nudo tutti i problemi di una squadra che non è compatta. La lite tra De Bruyne e Lucca nel finale e le dichiarazioni di Politano, McTominay e Hojlund nel post partita - con il danese che ha preso una posizione totalmente diversa rispetto a quella del tecnico - hanno messo più benzina sul fuoco di una classifica che vede gli azzurri per ora fuori dalla top 24.

La parte alta della classifica di Serie A
La parte alta della classifica di Serie AFlashscore

La Dea, invece, è stata fermata in casa dal Kairat Almaty in Conference League, dove per ora vanta solo quattro punti in tre incontri, ed è solo sedicesima in classifica. Un pessimo ruolino di marcia quello degli orobici, che nelle ultime sei uscite tra campionato e coppa hanno ottenuto tre pareggi e tre sconfitte. I due allenatori toscani, dunque, vivono una situazione simile, seppur non identica.

Un azzurro sbiadito

Lo scorso mese di ottobre il Napoli ha alternato in campionato successi netti contro Monza e Frosinone a bruschi stop esterni e cali di concentrazione nei finali di gara, come avvenuto contro Roma e Juventus, quando è venuto meno negli ultimi venti minuti.  In Champions League, dopo le prime due sconfitte, ha avuto la meglio di misura sul Bodø/Glimt, ma non ha mai dato l'impressione di poter dominare davvero avversari di una certa caratura.

Allegri, preso in estate da De Laurentiis per fare da parafulmine e gestire un organico considerato di livello, ha cambiato 14 formazioni. Gli infortuni sono un'attenuante minima, perché l'atteggiamento remissivo in campo è stato evidente e ha anche provocato i crolli già citati. Sempre volto a chiudersi appena finisce in vantaggio, il tecnico livornese sta fallendo in quell'arte della gestione per la quale era stato ingaggiato dopo i due anni con Antonio Conte.

Le ultime uscite del Napoli
Le ultime uscite del NapoliFlashscore

Ma il Napoli di oggi non è la Juventus del 2013, e soprattutto lo stesso Allegri non si è mai aggiornato, confermando di essere una guida poco avvezza al virtuosismo ed eccessivamente focalizzata nell'ottenere il massimo risultato col minimo sforzo. Una maniera di interpretare il calcio che al 'Maradona' nessuno apprezza.

Ora, il test contro la capolista Lazio potrebbe essere decisivo per il suo futuro, anche se i nove milioni lordi che prende a stagione, oltre al contratto di tre anni stipulato con De Laurentiis, sono un forte ostacolo a un eventuale esonero. I vari Montella, Motta, Pioli e Conceiçao sono i nomi che sono venuti fuori per un'eventuale sostituzione a stagione in corso, ma per ora sono solo rumors.

Nerazzurri in crisi

La situazione relativa a Sarri è paragonabile dal punto di vista dei risultati, ma non della solidità della sua posizione. Solo l'intervento di Luca Percassi ha infatti per il momento evitato che la famiglia Pagliuca lo licenziasse. Il trend attuale è senza dubbio quello di una squadra in crisi e che in campo soffre di un'evidente mancanza di equilibrio tattico. 

Lo dimostrano i tanti gol segnati in partite ricche di capovolgimenti di fronte (come il pareggio 4-4 col Frosinone e la sconfitta 3-2 col Milan), a fronte di cadute casalinghe inattese, come per esempio l'ultima lo scorso weekend contro il Parma, arrivata sotto forma di uno 0-3 che ha fatto scalpore. L'amore per il gioco offensivo da parte dell'allenatore ex Napoli sta avendo come contropartita una mancata copertura difensiva, che risulta evidente da inizio stagione.

Maurizio Sarri
Maurizio SarriREUTERS/Ciro De Luca

La sfida contro il Monza dell'ex Ivan Juric, che vorrà trovare una personale vendetta nei confronti del club bergamasco che lo esonerò proprio un anno fa dopo appena due mesi di lavoro, sarà decisiva. In questo momento, inoltre, Sarri vanta un rendimento peggiore rispetto al croato sulla panchina della Dea. Ma quella su di lui è stata una scommessa importante da parte della dirigenza nerazzurra, che potrebbe puntare anch'essa su Motta, Pioli o anche Tudor nell'immediato.

Hanno vissuto entrambi tempi migliori, i due tecnici toscani che oggi sentono tremare il terreno sotto i piedi. Il loro weekend ha i connotati di un'ultima spiaggia. Una sconfitta potrebbe essere fatale a entrambi, sebbene finirebbe per essere la conferma di una scelta totalmente sbagliata da parte di due società che negli ultimi anni in Serie A hanno vissuto annate eccellenti.

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