Krstović gela San Siro tra le proteste: Esposito illude, l’Atalanta riprende l’Inter nel finale

Le polemiche sul gol di Krstović
Le polemiche sul gol di KrstovićREUTERS/Daniele Mascolo

Dopo il vantaggio firmato da Pio Esposito e una gara a lungo controllata dall'Inter, il finale premia l’Atalanta: all’82’ Krstović firma l’1-1 sull’azione contestata per il contatto tra Dumfries e Sulemana, con il VAR che conferma il gol tra le proteste di San Siro e l’espulsione di Chivu

Rialzarsi era la priorità assoluta, probabilmente l’unica davvero ammessa dal momento. Per l’Inter dopo il colpo incassato nel derby della Madonnina, per l’Atalanta dopo una serata durissima come il 6-1 subito contro il Bayern Monaco. Due ferite nate in contesti diversi ma accomunate dallo stesso peso specifico, abbastanza profonde da cambiare il significato del pomeriggio di San Siro: non più soltanto una partita di calendario, ma un passaggio delicato, quasi obbligato, in cui misurare subito la capacità di reagire.

La squadra di Cristian Chivu arrivava con un obiettivo chiaro: vincere per ristabilire almeno per una notte sette punti di margine sul Milan e restituire alla classifica una forma più rassicurante. Sul lato opposto, l’Atalanta di Raffaele Palladino sapeva invece di trovarsi davanti a una possibilità concreta per riaccendere il proprio finale di stagione, riavvicinando con decisione la zona Champions League.

Per questo l’inizio di gara è controllato, quasi studiato. Nessuna delle due vuole concedere subito spazi, e i primi minuti scorrono tra linee difensive compatte, verticalizzazioni tentate con prudenza e un equilibrio che resta intatto in una Milano bagnata da una pioggia incessante e attraversata dal vento.

I muscoli di Pio, il controllo dell'Inter

Le prime tracce di partita arrivano attorno al decimo minuto. Dimarco prova a coordinarsi al volo col mancino ma non trova la porta, mentre sull’altro fronte Scamacca costringe Sommer a un intervento complicato con un destro dalla distanza: il portiere respinge in modo non impeccabile, poi riesce a correggersi in tempo anticipando l’arrivo di Scalvini.

È però l’Inter a dare progressivamente la sensazione di avere più energia e più lucidità. La squadra di casa sale di tono, occupa meglio il campo e trova continuità nella pressione. Barella prima calcia alto con l’esterno dal limite, poi legge con prontezza una palla mal gestita da Pašalić e apre immediatamente una linea interna.

Da lì nasce il vantaggio. Al 26’, Pio Esposito controlla in area spostandosi il pallone verso l’esterno e libera un sinistro secco che sorprende Carnesecchi, non irreprensibile nell’intervento. Un gesto pulito, deciso, da attaccante vero, che accende San Siro e dà all’Inter il premio a una fase già nettamente favorevole.

Dopo il gol, dalla panchina atalantina arriva una richiesta precisa: più possesso, più ordine, più capacità di rallentare il ritmo. Palladino chiede ai suoi di uscire dal primo pressing avversario con maggiore pulizia, perché nei primi trenta minuti la gestione del pallone è stata troppo fragile e troppo intermittente.

Ma l’Inter non abbassa il livello. Continua a pressare bene, tiene l’Atalanta schiacciata e impedisce alla Dea di costruire con continuità. Dopo la mezz’ora, il controllo territoriale dei nerazzurri diventa quasi totale: la squadra di Chivu occupa stabilmente la trequarti offensiva, fa girare il pallone, cerca il varco senza forzare, mentre gli ospiti restano bassi e in evidente difficoltà nel trovare ossigeno.

Ederson trasforma la Dea, e Krstović...

La seconda frazione riparte esattamente dallo stesso spartito. L’Inter torna in campo con l'intensità mostrata nei primi 45' e nel giro di pochi minuti costruisce subito due occasioni nitide. Prima il colpo di testa di Dumfries, impreciso e poi raccolto da Mkhitaryan (entrato al posto dell'ammonito Sučić) che alza troppo la conclusione; poi il destro improvviso di Thuram, che sfila accanto al palo dopo un’altra palla persa in uscita da Pašalić.

Palladino capisce subito che serve intervenire. Al 50’ richiama due dei meno efficaci, Scamacca e Samardžić, e inserisce Ederson e Krstović. La mossa almeno restituisce ordine al centrocampo bergamasco. Il brasiliano entra con personalità, detta i tempi, offre linee di passaggio più pulite e permette all’Atalanta di respirare qualche metro più avanti. Le occasioni migliori, però, restano continuamente dell’Inter.

Carnesecchi questa volta è decisivo in uscita su Thuram, lanciato solo verso la porta da un filtrante perfetto di Mkhitaryan. È un intervento coraggioso, preciso, che evita il raddoppio. Ma ogni accelerazione interista continua a produrre pericolo: ancora Dimarco trova il tempo giusto per servire il taglio di Dumfries, che da pochi metri si coordina male e spedisce largo.

Il finale si gioca soprattutto sulle scelte delle panchine. Chivu gestisce le energie e concede riposo a Dimarco, Pio Esposito e Barella, inserendo corsa e freschezza con Bonny, Luis Henrique e Frattesi. Dall’altra parte Palladino prova il tutto per tutto: dentro De Ketelaere, appena rientrato dall’infortunio, insieme a Sulemana e Hien.

Gli ultimi dieci minuti diventano improvvisamente incandescenti. L’Inter abbassa leggermente il ritmo, soprattutto nella gestione dei palloni offensivi con Thuram visibilmente in calo, mentre l’Atalanta trova il coraggio di alzarsi qualche metro. All’82’ arriva l’episodio che cambia tutto e accende le polemiche. Il pallone scivola sulla trequarti, Sulemana rincorre la sfera e lotta con Dumfries: l’olandese cade, ma l’azione prosegue. L'esterno ghanese si ritrova così a campo aperto, il suo tiro viene respinto da Sommer, ma sulla ribattuta Krstović è il più rapido di tutti e da due passi deposita in rete l’1-1.

Il momentum del match
Il momentum del matchOpta by Statsperform

Da quel momento si scatenano le proteste. Chivu perde la calma e viene espulso, mentre l’episodio viene rivisto al VAR. Non arrivano però correzioni: il contatto viene giudicato regolare e il gol resta valido, tra i fischi assordanti del Meazza.

Nel finale l’Inter è così costretta a riversarsi in avanti con tutte le energie rimaste, nel tentativo di riprendersi la vittoria e non lasciare margini di rimonta al Milan. Il forcing conclusivo, però, non produce l’effetto sperato: la difesa atalantina resiste e il risultato non cambia più.

È un pareggio pesante per i milanesi, ma nel senso meno desiderato: un punto che non permette di riallungare sui rossoneri e che lascia la sensazione di un’occasione sprecata proprio quando serviva una risposta dopo il derby. Per l’Atalanta, invece, è un risultato prezioso per come si era messa la partita, capace di restituire morale dopo la batosta contro il Bayern Monaco.

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE