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Juve-Napoli, la notte dei destini incrociati: Spalletti all'ultima chiamata, Allegri cerca risposte

Aggiornato
Allegri e Spalletti
Allegri e SpallettiNicola Marfisi/AGF / Shutterstock Editorial / Profimedia

Settime a 14 punti, a undici da Inter e Lazio, bianconeri e azzurri si sfidano domenica sera all’Allianz Stadium. Spalletti cerca risposte dopo il Genoa e una striscia di sole due vittorie in sei gare. Allegri, costretto alla tribuna dalla squalifica, prova a trasformare il 4-1 di Monza in una svolta.

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Quattordici punti su ventisette: la classifica mette Juventus e Napoli sullo stesso gradino, il settimo, a undici lunghezze da Inter e Lazio, che comandano a quota venticinque. Nessuna delle due era annoverata tra le favorite per lo scudetto, ma nove giornate dopo il bottino di entrambe è più magro di quanto il pronostico lasciasse immaginare.

Domenica sera all’Allianz Stadium, però, la parità finisce qui. A distinguere le due squadre sono la strada percorsa per arrivare a questo appuntamento e, ancora di più, gli uomini che la percorrono: Luciano Spalletti siede sulla panchina bianconera, Massimiliano Allegri su quella azzurra. Ciascuno dei due ha preso il posto dove l’altro aveva scritto le pagine più importanti della propria carriera.

Il gioco degli specchi

Spalletti, a Napoli, è l’uomo che nel 2022/23 ha riportato lo Scudetto all’ombra del Vesuvio dopo trentatré anni. Allegri, a Torino, è stato l’architetto di un’egemonia: cinque campionati consecutivi, le coppe nazionali, due finali di Champions League perse quando il traguardo sembrava a portata di mano. Oggi ciascuno siede sulla panchina che ha reso grande l’altro, e per il momento il riflesso che ne viene fuori è sfocato: nessuno dei due ha ritrovato nella casa nuova la brillantezza che lo aveva reso celebre in quella vecchia.

Il confronto diretto, però, racconta una rivalità vera. In sedici sfide Spalletti ha vinto sei volte e Allegri cinque, con cinque pareggi a chiudere il conto, e il tecnico di Certaldo resta uno degli avversari più scomodi nella carriera di Max: tra gli allenatori incontrati più volte, solo Antonio Conte gli ha dato maggiori grattacapi. Due toscani quasi in equilibrio sulla carta, dunque, ma molto distanti nel clima che si portano dietro.

Allegri e Spalletti
Allegri e SpallettiPhoto by ANDREA DIODATO / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Juve in cerca ossigeno

Il clima peggiore, in questo momento, è quello di casa Juventus. La sconfitta per 2-0 contro il Genoa nel turno infrasettimanale ha allungato una serie di risultati che non lascia spazio a interpretazioni: dalla pausa per le nazionali i bianconeri hanno giocato sei partite e ne hanno vinte soltanto due, con due pareggi e altrettante sconfitte.

I quattordici punti in nove giornate rappresentano il peggior avvio dal 2022/23, stagione che, per uno di quegli scherzi che il calcio riserva ai suoi protagonisti, vedeva proprio Allegri sulla panchina della Juventus.

Nemmeno il fattore campo ha offerto rifugio: tra le mura amiche sono arrivate appena due vittorie in quattro gare di campionato. La pressione intorno a Spalletti cresce di conseguenza, e domenica sera avrà un volto preciso, quello di una platea che chiede risposte a chi è stato chiamato a darle.

La situazione della Juve
La situazione della JuveFlashscore

Napoli, il ritorno del gol

Sull’altro lato la lettura è molto più incoraggiante. Il 4-1 di Monza ha portato a tre le partite senza sconfitte del Napoli, frutto di due vittorie e un pareggio, e ha messo in evidenza il reparto che più aveva fatto penare: l’attacco ha segnato undici reti nelle ultime tre gare ufficiali, più di quante ne avesse messe insieme nelle otto precedenti.

Allegri è riemerso dai dubbi e dalle critiche proprio grazie a quella scarica di gol, anche se un punteggio così largo non ha cancellato tutte le crepe di una squadra ancora in cerca della sua forma definitiva.

A frenare l’entusiasmo c’è però una complicazione di natura regolamentare: Allegri - dopo le due giornate di squalifica inflitte - dovrà seguire la sfida contro la sua ex squadra dalla tribuna, senza poter incidere dal bordo campo in una partita che potrebbe dire molto sulle ambizioni di entrambe.

Un fortino a tinte bianconere

Se il momento sorride al Napoli, la storia continua a parlare con accento torinese. In 160 sfide di Serie A tra le due squadre i bianconeri hanno vinto 72 volte, gli azzurri 39, mentre i pareggi sono stati 49. Il dato recente, tuttavia, ribalta la prospettiva: negli ultimi dieci confronti complessivi il Napoli ha prevalso sei volte contro le due della Juventus.

I precedenti
I precedentiFlashscore

Basta cambiare indirizzo, però, perché la prospettiva si ribalti di nuovo. Negli 80 precedenti di campionato giocati a Torino la Juventus ha ottenuto 49 successi contro i nove del Napoli, e anche nelle ultime dieci partite casalinghe contro gli azzurri il bilancio pende dalla sua parte: sei vittorie e due sconfitte. L’ultimo blitz napoletano risale all’aprile 2023, firmato da Raspadori nei minuti di recupero; più recente è il 3-0 bianconero del gennaio 2026, con le reti di David, Yildiz e Kostic.

Rose ridotte all’osso

Su un quadro già così carico di insidie pesa infine il capitolo delle assenze: otto per Spalletti, sette per Allegri.

Il risultato sono due rose ridotte all’osso, con la Juventus che potrà contare su diciotto giocatori di movimento della prima squadra e il Napoli su appena sedici. 

In una serata che si annuncia nervosa, la profondità della panchina rischia di valere quanto il disegno tattico.

Chi ha più da perdere

La classifica dice parità, ma il rischio non si divide in parti uguali. Spalletti arriva con una squadra che ha smarrito la bussola, davanti al proprio pubblico e con un calendario che non concede più margini di errore.

Allegri porta con sé una squadra che ha ritrovato il gol e un po’ di fiducia, ma non può guidarla dalla linea laterale. Il primo ha più da perdere, il secondo più da confermare.

Sul tavolo ci sono tre punti, certo, ma anche qualcosa di più sfuggente: capire quale dei due ritratti, domenica sera, sia destinato a restare.

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