Juve, colpo Champions a Bergamo: l'ex Boga punisce l'Atalanta, bianconeri al quarto posto

L'esultanza di Boga
L'esultanza di BogaMairo Cinquetti / Alamy / Profimedia

Dopo un primo tempo dominato dalla Dea, i bianconeri colpiscono alla prima vera occasione utile con l’ex numero 10 nerazzurro e difendono il vantaggio con grande maturità. Una vittoria che vale il quarto posto in classifica e si trasforma in un colpo decisivo nella corsa Champions per i bergamaschi

Quinta contro settima, quattro punti a separarle e, sullo sfondo, il richiamo irresistibile delle notti europee. A Bergamo va in scena molto più di una semplice partita: Atalanta e Juventus si giocano un crocevia pesantissimo nella corsa al quarto posto, in una serata che profuma già di verdetti.

Il sabato della New Balance Arena mette di fronte due squadre in fiducia, entrambe reduci da una vittoria e consapevoli che, a questo punto della stagione, la continuità vale quanto - se non più - dei singoli exploit. In palio c’è un pezzo di Champions League, e si vede fin dai primi palloni toccati.

Dea dominante, bianconeri in apnea

La tensione, inevitabile, si riflette subito sul campo. A pagare dazio, specialmente in avvio, è la Juve: più contratta, meno brillante, sorpresa dall’intensità feroce dell’Atalanta. La Dea aggredisce alta, legge perfettamente ogni linea di passaggio e costringe i bianconeri a giocare sporco, lontano dalle zone che contano. Boga, schierato da falso nove, viene ingabbiato, mentre Yildiz è costretto costantemente a ricevere spalle alla porta, senza mai riuscire ad accendersi davvero.

È proprio da una pressione feroce sul turco che nasce la prima, grande occasione del match: al 7’ palla recuperata e transizione fulminea, con Zalewski che si presenta al limite e calcia in diagonale. Il pallone sfila di un soffio accanto al palo, lasciando già intravedere il copione della gara. La compagine bergamasca non rallenta e, due minuti più tardi, sfiora ancora il vantaggio: cross calibrato di Zappacosta sul secondo palo, Scalvini svetta sopra tutti e colpisce con forza, ma il legno nega l’1-0 a Di Gregorio ormai battuto.

La grafica dei tiri dell'Atalanta
La grafica dei tiri dell'AtalantaOpta by Statsperform / MAIRO CINQUETTI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

È un doppio campanello d’allarme per la Vecchia Signora, che fatica a reagire e resta a lungo prigioniera del ritmo nerazzurro. Serve attendere la mezz’ora per vedere una timida risposta: un destro velleitario di Thuram dalla distanza, poi un guizzo di Yildiz e, infine, il colpo di testa di Kelly che termina di poco alto. Troppo poco per impensierire davvero una Dea padrona del campo.

Dall’altra parte, infatti, la squadra di Palladino continua a produrre gioco e pericoli: anche De Ketelaere prova a lasciare il segno con un colpo di testa che però non trova lo specchio.

Il finale di tempo è la fotografia perfetta della prima frazione. I padroni di casa spingono, gli ospiti soffrono. Poi, proprio allo scadere, il brivido più grande: Krstovic si coordina in area e tenta una rovesciata da pochi metri che fa trattenere il fiato allo stadio. Il pallone sfila a lato di pochissimo tra l'incredulità del montenegrino, chiudendo un primo tempo dominato dai nerazzurri ma inchiodato sullo 0-0.

Il classico gol dell'ex

L’intervallo diventa così un momento decisivo. La Juve rientra con un altro atteggiamento, più concreta e più cinica. E al primo vero episodio della ripresa trova il vantaggio. Un’incomprensione tra Carnesecchi e Djimsiti spalanca la porta a Jeremie Boga: l’ex numero 10 atalantino non si fa pregare e, pur senza un impatto perfetto, trova la deviazione giusta per battere il portiere e portare avanti i bianconeri.

È un gol pesante, quasi crudele per l’Atalanta, che fino a quel momento aveva controllato la partita senza però riuscire a concretizzare. La legge dell’ex si manifesta nel modo più classico, ribaltando inerzia e umori nel giro di pochi secondi.

La reazione dei padroni di casa è immediata, ma meno incisiva rispetto alla pressione del primo tempo. Palladino prova a cambiare volto alla squadra inserendo Raspadori per aumentare il peso offensivo, e proprio da un suo spunto nasce la migliore occasione per il pareggio: Djimsiti svetta su corner, ma Di Gregorio risponde con un intervento decisivo.

La partita si trasforma, diventando più frammentata e nervosa. Gli allenatori intervengono a più riprese, cercando di incidere su un equilibrio sempre più sottile. Spalletti ridisegna l’attacco inserendo David al posto di un Yildiz poco brillante, con Boga spostato sulla sinistra, e richiama energie fresche anche con Koopmeiners - accolto dai classici fischi del suo ex pubblico - e Gatti.

Dall’altra parte, Palladino si gioca tutte le sue carte: dentro Scamacca, Pasalic e Ahanor per un finale all’assalto. Ma, rispetto alla prima frazione, l’Atalanta perde lucidità e qualità negli ultimi metri. Gli unici squilli arrivano da una conclusione debole di Zappacosta e da un colpo di testa alto di Scamacca, troppo poco però per impensierire una Juve ormai compatta e concentrata nella gestione del vantaggio.

Il triplice fischio arriva così senza ulteriori scossoni e certifica una vittoria di enorme peso per la Vecchia Signora: cinica nel momento decisivo, matura nel proteggere il risultato fino alla fine. Tre punti che valgono il quarto posto e rilanciano con forza le ambizioni Champions dei bianconeri.

Per la Dea, invece, è una sconfitta che lascia il segno. Non soltanto per il risultato, ma per come è maturata: dopo un primo tempo dominato in lungo e in largo, la formazione bergamasca si ritrova a mani vuote e con una classifica che si fa improvvisamente pesante. Il distacco dalla Juventus, momentaneamente quarta, sale a -7 e diventa un fattore sempre più ingombrante nella corsa al quarto posto.

Le statistiche del match
Le statistiche del matchOpta by Statsperform

Bergamo mastica amaro, con la sensazione netta di aver lasciato scorrere via, forse, uno degli ultimi treni utili per restare agganciata all’Europa che conta, quella della Coppa dalle grandi orecchie.

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