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Dan Sucu guarda al futuro del Genoa senza nascondere le difficoltà incontrate nei primi mesi alla guida del club. L'imprenditore rumeno è oggi presidente e azionista di maggioranza della società rossoblù: attraverso Passion for Green Capital detiene il 77,18% del capitale, mentre al Rapid Bucarest possiede il 90% delle quote.
Proprio a Bucarest, dove il Genoa ha sfruttato la sosta per un'amichevole contro il Rapid, Sucu ha tracciato un bilancio della sua esperienza e parlato dei progetti futuri, dalla ricerca di nuovi investitori alle difficoltà legali ereditate dalle gestioni precedenti.
Sucu: "Cerco nuovi partner, non sono un cowboy"
Sul futuro del Genoa, Sucu ha ribadito di non avere alcuna intenzione di considerare il club come un investimento da rivendere nel breve periodo: "Mai ho messo il mio interesse davanti a quello del club. Tanti gruppi acquistano società per poi rivenderle: non è il mio caso".
Il presidente rossoblù ha confermato di essere al lavoro anche per ampliare la compagine societaria: "Ho sempre detto che sono aperto a trovare nuovi partner, ma purtroppo la metà del tempo che passo a Genova devo trascorrerlo dietro problemi legali per proteggere il Grifone e recuperare ciò che non è stato lasciato dalle gestioni precedenti. Adesso è un po' più semplice pensare ad un futuro più luminoso, anche se parlarne ora, dopo un avvio così, non è il momento giusto. L'ultima cosa che voglio è mettere ulteriore pressione".

Il riferimento è anche alla partenza complicata in campionato. Sucu non nasconde la delusione, ma continua a mostrare fiducia nella struttura sportiva: "È chiaro che al momento non siamo dove speravamo di essere e speriamo di arrivare. Ma abbiamo fatto investimenti importanti e l'obiettivo è una posizione di classifica più ambiziosa. La squadra ha esperienza, ci sono nove nazionali e un allenatore campione del mondo che gode della fiducia non solo mia, ma di tutti".
Sucu preferisce comunque lasciare le scelte tecniche a chi se ne occupa quotidianamente: "Preferisco che a discutere della parte sportiva siano persone più preparate di me. Io penso agli investimenti più adatti e alla ricerca di nuovi partner. Non sono un cowboy che si muove da solo".
Le battaglie legali e le accuse sul regime di Ceausescu
Uno dei temi più delicati riguarda la situazione trovata al momento del suo ingresso nel Genoa. "La situazione non era favorevole non solo dal punto di vista finanziario, ma anche giuridicamente. Ho vissuto più battaglie legali in pochi mesi di Genoa che in 30 anni di carriera. È un problema, perché per queste cause perdo un sacco di tempo. Gli affari non si fanno in tribunale. Ma ho già parlato con tanti potenziali nuovi investitori".
Sucu ha poi affrontato anche le accuse circolate in passato in Romania su un suo presunto rapporto con il regime di Nicolae Ceausescu, respingendole con fermezza: "Quando sei presidente della Confindustria romena, gli attacchi arrivano da tutte le parti. Purtroppo anche sul piano personale, almeno qui in Romania. Ma va detto in maniera forte che la commissione preposta ha chiarito che mai sono stato collaboratore del regime. Si tratta di un'insinuazione che mi ha ferito moltissimo".
Il tentativo per Chivu e il voto alla sua esperienza al Genoa
Nel corso dell'intervista Sucu ha raccontato anche un retroscena su Cristian Chivu, che avrebbe voluto portare sulla panchina del Rapid Bucarest quando l'ex difensore allenava ancora a livello giovanile.
"Sì, mi piace molto perché credo sia una persona profonda. Contattai Cristian ancora prima che passasse da Parma, quando aveva allenato solo a livello giovanile. È serio, preparato e sono sicuro che qui a Bucarest avrebbe fatto un ottimo percorso. Adesso è un po' tardi…".
Infine, alla richiesta di assegnare un voto ai suoi primi mesi al Genoa, Sucu non si è tirato indietro: "Io sono sempre il primo critico di me stesso: si può fare meglio, ma se dovessi darmi un voto fin qui direi 7".
Un'eventuale retrocessione, invece, è uno scenario sul quale il presidente preferisce non soffermarsi: "Non ci voglio neanche pensare. Ragionare troppo su qualcosa poi porta sfortuna".
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