Gasperini: “Non perdiamo mai, o si vince o si impara, un errore può essere positivo"

Gian Piero Gasperini
Gian Piero GasperiniREUTERS/Guglielmo Mangiapane

Il tecnico romanista ha tenuto una lezione intitolata “Oltre la medicina – Il coraggio di sbagliare” davanti a numerosi studenti riuniti nell’Aula Gemelli. "Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma poi non avremmo visto i nostri errori", ha affermato

Per alcune ore Gian Piero Gasperini ha assunto il ruolo di docente. L’allenatore della Roma è stato ospite oggi all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Durante l’incontro, l'allenatore della Roma ha raccontato le ragioni della sua partecipazione e il possibile collegamento tra il mondo dello sport e quello accademico.

Vi ringrazio per la possibilità che mi avete dato di venire a parlare con tanti ragazzi. Io vengo dal mondo dello sport, del calcio in particolare, sicuramente oggi troveremo dei legami tra il nostro mondo e il vostro. Mi rivolgo ai giovani che hanno sogni e progetti. Ci sono tante cose in comune: i timori, le paure, i sogni, le motivazioni, le partite, gli esami e lo studio. Sono qui per portare la mia esperienza nel mondo del calcio che può essere utile agli studenti per risolvere le problematiche che vivono”, ha affermato.

Il fulcro della lezione è stato il tema dell’errore, considerato un aspetto inevitabile sia nello sport sia nella vita quotidiana. Gasperini ha evidenziato come sbagliare possa trasformarsi in un’occasione di crescita: “Non lo capisci subito, ma è così. Il nostro è uno sport in cui si fanno sempre errori, in allenamento e in partita. Un errore può diventare una cosa positiva. La convivenza con l’errore è continua e noi ci passiamo un po’ sopra, non ci condiziona totalmente. Non è maniacale come nella vita: dall’errore impari qualcosa, sull’errore ci lavori per migliorare. Nel nostro sport la perfezione non esiste e questo ci allena a sbagliare. Ci tempriamo a superare l’errore e ad andare avanti”.

Nel corso dell’incontro, l’allenatore ha citato anche il recente pareggio della Roma contro la Juventus per riflettere sul significato delle sconfitte e delle difficoltà: “Non è vincente solo chi vince una coppa o un trofeo. Negli anni si vince, quando non si vince si impara a migliorarsi e a diventare più forti. Io adotto una frase, non mia: ‘Non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo’. Questa è una condizione fondamentale, dalle sconfitte si impara più che dalle vittorie". 

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Poi, ha chiuso: "Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma poi non avremmo visto i nostri errori. Un episodio può far cambiare tutto. La forza è questa: imparare da una sconfitta o da un esame andato male”.

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