Certe partite non sono solo appuntamenti fissati in calendario, ma ponti tra epoche diverse. Como-Inter, in programma nel prossimo turno di Serie A, è una di queste.
Da una parte, una squadra nerazzurra lanciata in vetta, forte del successo sulla Roma e dei sette punti di vantaggio sul Napoli. Dall’altra, un Como tornato protagonista nel massimo campionato e per questo pronto a sfidare la storia. E già, perché l’ultima vittoria lariana contro i nerazzurri risale al 15 dicembre 1985, una data che ancora oggi ha il sapore di un'impresa.
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Quel pomeriggio al Sinigaglia fu il Como di Rino Marchesi a prendersi la scena. In campo, tra i padroni di casa, calciatori come Tempestilli, Fusi, Dirceu, Corneliusson e, soprattutto, l'indimenticato Stefano Borgonovo, autore del gol decisivo.
L'Inter, dalla sua, si presentava con un attacco di assoluto composto da Altobelli, Brady e Rummenigge e, ciononostante, non riuscì a tirare nemmeno una volta in porta. Una brutta prestazione che fece esplodere la rabbia del presidente Pellegrini, uscito dallo stadio prima della fine del match visibilmente contrariato, che trovò sintesi nelle parole, a fine gara, di Marangon: "Se non si tira in porta non si può vincere nemmeno contro il Canicattì".
Il racconto di quella sfida resta scolpito anche nelle righe del mitico Guerin Sportivo: "Esaltante prestazione del Como, che coglie la sua prima vittoria al Sinigaglia contro un'Inter priva di personalità. Il gol partita è stato firmato ancora una volta dal bomber Borgonovo: cross di Dirceu, palla a Maccopi che tira deciso in porta, e Borgonovo devia in gol".
A oltre 40 anni di distanza, il brillante Como di Cesc Fabregas proverà a spezzare un digiuno lunghissimo. E, del resto, se non ora, quando? Il Napoli, secondo in classifica, ringrazierebbe.
