Caso Rocchi: cosa potrebbe succedere ora, cosa rischia l'Inter e la domanda chiave

Gianluca Rocchi
Gianluca RocchiLaPresse / Sipa USA / Profimedia

La bomba dell'avviso di garanzia recapitato al designatore arbitrale è deflagrata ieri sconquassando il calcio italiano, già particolarmente provato. Cosa potrebbe succedere ora?

Il caso Rocchi scuote il calcio italiano, già parecchio segnato dalla delusione della terza partecipazione al mondiale sfumata, e rischia di peggiorare la crisi di un sistema che si trova oggi nel suo punto più basso, senza presidente federale e senza ct a livello nazionale, con risultati dei club scadenti in Europa e con la politica pronta a intervenire per azzerare tutto. 

Alla notizia dell'avviso di garanzia al designatore arbitrale, la reazione del ministro per lo sport Andrea Abodi non si è fatta attendere: "L'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico. Finora nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza."

Una dichiarazione che suona come una sfiducia esplicita verso la procura federale che su alcuni capi di accusa derivanti dalla lettera dell'ex assistente arbitrale Domenico Rocca alla Commissione Arbitrale Nazionale, risalente a circa un anno fa, aveva deciso di archiviare l'esposto. Dopo quell'archiviazione, la Federcalcio aveva introdotto però degli ispettori a Lissone per controllare ogni accesso alla sala Var. Il capo della Procura generale dello Sport presso il Coni, Ugo Taucer, ha ora chiesto al procuratore Chiné una relazione immediata sulla vicenda.

La FIGC potrebbe essere commissariata?

La notizia dell'indagine sul designatore arbitrale nonché sul supervisore Var  Gervasoni arriva in un momento in cui Il commissariamento della Figc è già un obiettivo non dichiarato di Abodi. Il ministro era presente in commissione cultura al Senato quando Claudio Lotito annunciava un testo legislativo per consentire alla politica di procedere in autonomia, aggirando il presidente del Coni, che aveva chiarito nella circostanza come le condizioni previste dall'ordinamento non erano al momento soddisfatte.

Il caso Rocchi però ora cambia tutto, e - come ricorda La Stampa - potrebbe offrire quel jolly che molti attendevano dal 3 aprile, giorno delle dimissioni di Gabriele Gravina: un pretesto per bloccare la corsa alla presidenza della Figc di Giovanni Malagò, avversario comune di Abodi e Lotito e considerato vicino a Marotta, con Abete alternativa gradita agli stessi ambienti.

Il ministro lavora da tempo a un progetto per rendere autonoma la giustizia sportiva, svincolandola dalle federazioni e ora i dubbi sull'operato di Chiné potrebbero offrirgli lo spiraglio cercato. Il caso diventa quindi politico, tanto che nel frattempo c'è anche chi vorrebbe trasferire l'inchiesta sugli arbitri a Roma per competenza territoriale. 

Giustizia sportiva: possono essere coinvolti i club?

L'indagine penale della Procura di Milano potrebbe ovviamente avere ricadute non solo sul piano istituzionale ma anche su quello della giustizia sportiva. La Procura federale ha infatti la facoltà di intervenire autonomamente con un'inchiesta anche solo sulla base delle notizie di stampa, come già avvenuto in passato e come spiega Flavia Tortorella, consulente di società sportive e docente di diritto sportivo a La Stampa:

"La procura federale può aprire l'inchiesta con le notizie di stampa. Può quindi chiedere gli atti alla Procura della Repubblica, che valuta se concederli subito oppure ostenderli solo a chiusura delle indagini. Dal momento in cui la notizia di illecito viene iscritta su registro, partono i termini previsti dal codice per le cosiddette indagini preliminari: sessanta giorni, più proroghe di quaranta e venti."

Tra i capi di imputazione, quello relativo al presunto condizionamento dell'addetto Var Daniele Paterna, era già stato archiviato dalla Procura federale. L'archiviazione non preclude però un eventuale riesame, e quindi una riapertura dell'inchiesta, qualora emergano fatti o circostanze nuovi, che non erano conosciuti al momento della prima decisione.

Tra gli elementi che fanno sobbalzare dalla sedia la Procura federale e la sollecitano ora a muoversi c'è sicuramente il caso degli arbitri definiti "sgraditi" o "graditi", con un diretto riferimento all'Inter. Una situazione che evoca i fantasmi di Calciopoli fino ad arrivare a una domanda inevitabile: cosa rischiano i club?

"Dipende se si ipotizza o meno un concorso nella commissione dell'illecito", spiega ancora Tortorella. "Bisogna capire se la Procura della Repubblica abbia degli elementi di prova rispetto al coinvolgimento di soggetti appartenenti alla sfera di un club." Sul piano sportivo, il concorso in frode potrebbe ricondurre all'illecito sportivo previsto dall'articolo 30 del codice di giustizia sportiva, oppure alla violazione del principio di lealtà sancito dall'articolo 4.

"La frode sportiva e l'illecito sportivo tutelano lo stesso bene giuridico: la leale competizione sportiva, la cosiddetta triade dei doveri di lealtà, correttezza e probità. Ne consegue che un procedimento penale per frode è quasi sempre un corollario del procedimento sportivo per illecito sportivo, che è tra i reati più gravi previsti dal codice di giustizia sportiva."

La domanda più importante 

La domanda che più preoccupa ora il calcio italiano, e che potrebbe portare alle conseguenze peggiori, è una sola: con chi combinava Rocchi? Nell'avviso di garanzia si fa infatti riferimento a riunioni avvenute allo stadio San Siro, ma non si capisce se il designatore in quei "meeting segreti" si vedesse con altri vertici del mondo arbitrale oppure con dirigenti o emissari di club di Serie A, con l'Inter sullo sfondo visto il luogo e i capi di imputazione. Secondo i pm ci sarebbe stato infatti un incontro allo stadio il 2 aprile 2025 tra il designatore arbitrale (che si è autosospeso dichiarandosi però estraneo alle vicende) e soggetti che non sono per ora noti.

Nel primo caso l'inchiesta resterebbe confinata alla sfera arbitrale, quindi riguardarebbe le alte sfere dell'AIA. Nel secondo, invece, il rischio è che si allarghi in modo preoccupante ai club fino a diventare veramente una seconda edizione di Calciopoli.

Le eventuali conseguenze disciplinari

Le similitudini dopotutto ci sono ed è inevitabile che il pensiero corra lì: anche questa nasce da un procedimento penale per frode sportiva come capo di accusa. La Procura federale, ricevuti gli atti da Milano, dovrebbe ora valutare l'effettiva sussistenza delle condotte e, soprattutto, la loro rilevanza come violazioni disciplinari, determinando quindi se si tratta di illecito sportivo o di violazione del principio di lealtà sportiva.

Una volta appurato questo, la Procura della FIGC potrebbe deferire i tesserati per responsabilità diretta e le società per responsabilità oggettiva. Le sanzioni, come in passato, potrebbero essere piuttosto pesanti per le società coinvolte: dalle sospensioni alle squalifiche, fino alle penalizzazioni in classifica.