Così come contro la Lazio, l'Atalanta in casa contro l'Udinese fa 2-2 raddrizzando una partita che sembrava ormai persa.
Con questo risultato la squadra nerazzurra sale a 46 punti (- 5 dal quarto posto), mantenendo il +10 in classifica sui bianconeri.
Udinese impenetrabile e solida
In mezzo tra la semifinale di andata di Coppa Italia e la prima delle due gare europee contro il Bayern Monaco, l'Atalanta ha ospitato l'Udinese nel secondo dei due anticipi di giornata.
Una squadra, quella friulana, forte del rotondo 3-0 servito alla Fiorentina e in gran forma, nonostante l'emergenza difensiva.

I bianconeri hanno giocato un primo tempo praticamente perfetto, dimostrando grande applicazione e solidità, impedendo ai bergamaschi di creare occasioni nitide.
La squadra di Kosta Runjaic, pur senza attaccare troppo, ha capitalizzato al meglio la sua impeccabile organizzazione collettiva segnando lo 0-1 al minuto 39, sfruttando la deviazione di Thomas Kristensen su corner battuto dall'ex Nicolò Zaniolo.
Scamacca salva la Dea
Nel secondo tempo la Dea ha subito avuto, sui piedi di Gianluca Scamacca, la palla dell'1-1: il tiro del nazionale azzurro però ha colpito il palo interno graziando Maduka Okoye, che sembrava in ritardo.
Ma al 55esimo il cinismo dell'Udinese ha prodotto lo 0-2, un'azione che ha visto protagonisti Nicolò Zaniolo e il neo entrato Oier Zarraga, dopo un batti e ribatti, è stata finalizzata da Keinan Davis che ha messo nell'angolino col piede preferito, il sinistro.
Costretta a rimontare, l'Atalanta è stata ridisegnata dal tecnico Raffaele Palladino con gli inserimenti di Nikola Krstovic, Davide Zappacosta e Nicola Zalewski, che al 75esimo - dopo alcuni minuti di forcing convinto - ha servito un 'cioccolatino' sulla testa di Gianluca Scamacca per l'1-2.
La foga degli orobici viene premiata quattro minuti dopo, con la complicità del portiere friulano che prima sbaglia rinvio, poi non riesce ad evitare il 2-2 di uno scatenato Gianluca Scamacca, ancora di testa.
Al minuto 86 l'Udinese va a centimetri dal 2-3 con un bolide dalla distanza di Arthur Atta, non l'unica azione avuta nel finale di gara dopo quelle capitate ad Adam Buska e Oier Zarraga, con l'Atalanta tutta sbilanciata in avanti.
