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Zion Suzuki, dagli errori agli insulti razzisti: ora è il portiere giapponese più costoso di sempre

Suzuki è pronto a unirsi all'Aston Villa
Suzuki è pronto a unirsi all'Aston VillaPhoto by STEFAN KOOPS / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Zion Suzuki ha dovuto superare errori pesanti e insulti razzisti lungo il percorso che lo ha portato a diventare il portiere giapponese più costoso di sempre.

Zion Suzuki è pronto a scrivere una nuova pagina della propria carriera. Il 23enne giapponese sarà infatti il primo portiere del suo Paese a giocare in Premier League quando completerà il trasferimento dal Parma all’Aston Villa, in un’operazione che può arrivare a 35 milioni di euro (29,9 milioni di sterline).

Un percorso tutt’altro che lineare quello di Suzuki, nato nel New Jersey da padre ghanese e madre giapponese e trasferitosi ancora bambino in Giappone. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile degli Urawa Reds, ha scelto di lasciare il Paese per costruirsi un’esperienza internazionale, passando prima dal Belgio e poi dall’Italia. Oggi conta già 28 presenze con la nazionale giapponese.

Il suo nome era stato accostato anche al Manchester United, mentre sembrava vicino al Paris Saint-Germain prima che l’Aston Villa entrasse con decisione nella corsa. Suzuki, però, ha sempre mostrato di avere un obiettivo preciso: diventare un portiere capace non soltanto di esaltarsi con le grandi parate, ma soprattutto di garantire sicurezza e continuità alla propria squadra.

"Ovviamente le grandi parate sono importanti, ma soprattutto voglio diventare un portiere che porta stabilità alla squadra", aveva raccontato al sito della FIFA prima del Mondiale. "Fare bene le cose semplici con costanza. Giocare con la determinazione di non subire gol".

Dalle difficoltà alla consacrazione

La crescita di Suzuki è passata anche attraverso momenti complicati. Nel 2023 il trasferimento al Sint-Truiden, nonostante l’interesse del Manchester United, fu una scelta precisa: giocare con continuità per accumulare esperienza. Nel gennaio 2024 gli venne affidata la maglia numero uno del Giappone in Coppa d’Asia, ma alcune prestazioni caratterizzate da errori alimentarono le critiche, fino agli insulti razzisti ricevuti online dopo la sconfitta contro l’Iraq.

La risposta del portiere fu netta: "Non ho intenzione di lasciarmi abbattere. Voglio rispondere ottenendo buoni risultati".

Forza mentale

È stata anche questa capacità di reagire a costruire il Suzuki di oggi. Nel 2024 è arrivato al Parma, diventando il primo portiere giapponese a giocare in Serie A. I compagni hanno imparato a conoscerne anche la presenza fisica, con il suo metro e 91 di altezza, soprannominandolo «animale».

Un infortunio alla mano alla fine del 2025 ha rischiato di complicarne il percorso, ma Suzuki è riuscito a tornare in tempo per il Mondiale, dove ha avuto un ruolo importante nel cammino del Giappone. La nazionale ha superato un girone con Paesi Bassi, Tunisia e Svezia, prima di arrendersi agli ottavi contro il Brasile: Suzuki si è nuovamente distinto, ma il gol di Gabriel Martinelli al 95' ha sancito l’eliminazione nipponica per 2-1.

Ora davanti a lui c’è la Premier League. Il trasferimento all’Aston Villa lo renderà soltanto il secondo portiere giapponese ad aver giocato nel calcio professionistico inglese, dopo la breve esperienza di Yoshikatsu Kawaguchi al Portsmouth in seconda divisione nei primi anni Duemila.

Suzuki arriva a questo appuntamento con una consapevolezza diversa rispetto agli inizi. "All'inizio ho commesso una serie di errori e ho mostrato la mia inesperienza come portiere titolare del Giappone", ha raccontato alla FIFA. "Ora sento di poter portare stabilità alla squadra grazie alla mia mentalità".

E le ambizioni sono già dichiarate. Quando la sua reputazione iniziava a crescere in Serie A, Suzuki non aveva nascosto il traguardo verso cui intende spingersi: "Voglio essere il migliore sia come individuo che come squadra, vincendo titoli come la Champions League e il Mondiale".

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