Luka Modric, leggenda del calcio mondiale, confessa di "aver sempre avuto il Milan in testa" anche quando era ai Mondiali.
Una dichiarazione di amore che arriva dai canali ufficiali del club rossonero. "Sono sempre rimasto in contatto con le persone del Milan e - dice Modric - nonostante fossi al Mondiale, ho sempre avuto in testa il Milan. Avrei potuto firmare il prolungamento di un anno in ogni momento della stagione, anche a dicembre, ma prima volevo ascoltare il mio corpo, e capire come mi sentissi, quanta fame avessi, quanta passione avessi di giocare ancora".
"Il Milan - aggiunge - ha dimostrato quanto tenesse a me e al fatto che facessi parte di questo nuovo progetto: era quello di cui avevo bisogno, quello che volevo sentirmi dire. Ne ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di rimanere. Ogni giocatore ha bisogno della fiducia e dell'amore del club, dei tifosi, dei compagni, di chi lavora nella squadra".
"Il Milan punta a vincere e non solo a un posto in Champions"
"La mia missione è dare il massimo e aiutare la squadra a vincere il più possibile. Sono tornato come se dovesse essere la prima volta e dovessi vincere. Non serve parlare molto: ora dobbiamo agire. Rimanere umili, lavorare duramente, restare uniti. Se giochi in un club come il Milan, la cosa più normale è pensare di voler vincere e non solo centrare la qualificazione in Champions":
Luka Modric riassume così il suo stato d'animo alla vigilia del secondo anno in maglia rossonera. "Devi puntare al massimo: per questo sono qui, questo è il mio obiettivo. Assieme al club, alla proprietà e all'allenatore - spiega - condividiamo gli stessi obiettivi e per queste ragioni ho deciso di tornare".
"Dopo l'infortunio non ho pensato che fosse l'ultima partita"
Luka Modric, dopo l'infortunio contro la Juventus e all'età di 40 anni, non ha mai pensato di essere arrivato al capolinea della sua avventura in rossonero. "Non ho mai pensato - spiega - che quella potesse essere la mia ultima gara con il Milan. Avevo tanta voglia di ritornare a giocare subito. Non ero a mio agio con la mascherina protettiva, ma dentro di me sapevo di voler continuare e allo stesso tempo dovevo verificare altre cose che mi permettessero di farlo. Adesso sono qui e sono molto felice di essere tornato".
Dopo il Cagliari, il campione si è sentito frustrato: "Se devo riassumere tutto in una sola parola dico 'frustrazione', perché fino alla parte finale della stagione stavamo facendo bene, giocando bene e ottenendo risultati fino al mese di marzo. Fino a quel momento, eravamo in lotta per il titolo. Per quanto mi riguarda, mi è dispiaciuto di non aver potuto aiutare la squadra come avevo fatto prima. Per me è stato davvero un momento difficile".
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