Playoff Mondiali, Gattuso ha la ricetta giusta per battere la Bosnia: "Soffrire per vincere"

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GattusoReuters

Il ct della nazionale azzurra ha parlato alla vigilia della gara decisiva per l'accesso al Mondiale: "Chi gioca al calcio vive per notti così. Penso che non ci sia cosa più bella".

"La squadra è migliorata tanto. Se siamo meno belli va bene, non è un problema. La nostra storia dice che con mentalità e voglia di saper soffrire abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati indossando questa maglia".

Il ct dell'Italia, Rino Gattuso, ai microfoni di Sky carica i suoi giocatori in vista dello spareggio di domani con la Bosnia per volare ai Mondiali. "Chi gioca al calcio vive per notti così. C'è quel formicolio. Penso che non ci sia cosa più bella. Se non hai questo, devi appendere le scarpe al chiodo o, se sei allenatore, devi smettere - aggiunge il ct azzurro - Ci giochiamo tanto, c'è consapevolezza. Dobbiamo essere bravi a non perdere l'energia e buttarla tutta in campo".

"Sento grande responsabilità da quanto ho preso la panchina della Nazionale ma non posso pensare a cosa accadrà di positivo o negativo. Devo pensare a guardare negli occhi i giocatori e trasmettere grandissima fiducia. Abbiamo le possibilità di raggiungere questo obiettivo", continua Gattuso.

Il ct dell'Italia ha parlato anche della polemica per il video che ritrae alcuni azzurri esultare per la vittoria della Bosnia contro il Galles. "Vi assicuro che non è cosi', abbiamo grande rispetto della Bosnia".

Qualificazione sì, qualificazione no

Se l'Italia non si qualificherà ai Mondiali per la terza volta di fila, per Rino Gattuso "sarà una delusione, sarà sicuramente una mazzata importante. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo".

"Adesso giochiamo e non mettiamoci i punti, ancora la testa non ce la siamo spaccata - ammonisce Gattuso -. Quando e se succederà, se ci spacchiamo la testa, ci metteremo i punti. Ma che si vinca o si perda, io ci metto sempre la faccia".

La situazione campo

"Non dobbiamo pensare a quello. È un alibi. Se il campo è brutto, lo è per entrambi, la partita bisogna giocarla. Se pensiamo al campo, alla tribuna... No, è da deboli. L'ho visto il campo e può andare. Io ho fatto un anno qui vicino, so bene cosa vuol dire. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l'Hajduk. Sinceramente, anche se fosse stato brutto, possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro".

La mentalità balcanica

"Io sono stato bene all'Hajduk; quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix di giocatori fisicamente forti. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui".

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