Mondiali, Irlanda del Nord: analisi dell'avversario dell'Italia nella semifinale playoff

Michael O'Neill dovrà rinunciare alla sua stella, Conor Bradley
Michael O'Neill dovrà rinunciare alla sua stella, Conor BradleyIAN MACNICOL / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Tra precedenti negativi e ricordi amari (ma lontano da casa), gli azzurri affrontano una squadra intensa e compatta, capace di rendere le gare complicate nonostante un divario tecnico, sulla carta, evidente.

Quando si parla di playoff, i ricordi per i tifosi azzurri non sono mai rassicuranti. Le esclusioni dai Mondiali del 2018 e del 2022, arrivate contro Svezia e Macedonia del Nord, hanno lasciato cicatrici profonde nel percorso recente dell'Italia del pallone.

Ora, però, bisogna guardare avanti, dimenticando quanto successo in passato, anche perché sulla strada della Nazionale guidata da Gennaro Gattuso, c'è un’altra sfida delicata: la semifinale contro l’Irlanda del Nord. La vincente della sfida che si disputerà a Bergamo, se la vedrà in trasferta contro la squadra che uscirà vittoriosa dalla gara che si giocherà a Cardiff tra Galles e Bosnia-Erzegovina.

Il match di Bergamo
Il match di BergamoFlashscore

In realtà, non è solo il peso della parola “playoff” a evocare timori. Anche il nome dell’avversario riporta alla memoria precedenti tutt’altro che favorevoli. Se infatti in casa l’Italia ha sempre fatto valere la propria superiorità (sette volte su sette), il discorso è stato diverso quando gli azzurri sono stati chiamati a fare risultato in trasferta non riuscendo a vincere nessuna delle 4 partite disputate a Belfast.

Il primo episodio risale al gennaio del 1958, quando la Nazionale allenata da Alfredo Foni cadde nella capitale nordirlandese nello spareggio che costò l’accesso al Mondiale di quell'anno in Svezia: una sconfitta rimasta nella storia del pallone azzurro come la “Disfatta di Belfast”.

Più recente, ma altrettanto doloroso, il precedente del 2021: lo 0-0 in trasferta contro i nordirlandesi impedì, infatti, alla squadra di Roberto Mancini di vincere il proprio girone, aprendo la strada ai secondi playoff fatali per l'Italia.

Bradley non ci sarà

Eppure, sulla carta, il divario resta evidente. La selezione britannica si presenta senza il suo elemento più talentuoso, Conor Bradley, esterno del Liverpool, fermato da un grave infortunio al ginocchio.

Il resto del gruppo è composto in larga parte da giocatori della seconda e terza divisione inglese, con poche presenze nei massimi campionati. Tra i nomi più interessanti spicca Isaac Price, attaccante del West Bromwich Albion. Insomma, nulla di cui, in condizioni normali, la Nazionale dovrebbe temere.

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"Nulla da perdere"

In panchina, invece, c’è una figura esperta che conosce bene l’ambiente: Michael O'Neill, commissario tecnico di lungo corso e protagonista della storica qualificazione agli Europei 2016, conclusi agli ottavi di finale. Tornato alla guida della Nazionale nel 2022, oggi divide il ruolo di ct con l’esperienza di tecnico al Blackburn Rovers.

Dal punto di vista tattico, l’Irlanda del Nord punta su un sistema compatto, quasi sempre con difesa a cinque e grande attenzione alla fase difensiva. Il possesso palla non è una priorità: l’obiettivo è chiudere gli spazi, alzare il livello di intensità e sfruttare ogni occasione, soprattutto su calci piazzati e ripartenze in profondità.

A rendere questa squadra pericolosa, però, è soprattutto l’atteggiamento. "È una sfida enorme, ma abbiamo l'opportunità di scolpire i nostri nomi nella storia del calcio in Irlanda del Nord. E abbiamo intenzione di dare tutto noi stessi per raggiungere quest'obiettivo. E poi, noi non abbiamo nulla da perdere, l'Italia sì". 

Uno spirito che racconta bene quanto i nordirlandesi credano nell’impresa. Ed è proprio questo che l’Italia dovrà temere di più: non tanto il valore tecnico, quanto la capacità di rendere ogni partita sporca, complicata e carica di tensione.