La nomina di Carlos Queiroz come allenatore della nazionale del Ghana corona una carriera segnata da costanza competitiva, eccezionale longevità e una presenza ininterrotta sui più grandi palcoscenici del calcio mondiale.
Con questa nuova sfida, il lusitano si conferma come uno degli allenatori più esperti al mondo, distinguendosi per la capacità di adattare le sue squadre ai contesti più diversi e di trasformarle in formazioni altamente competitive, anche contro gli avversari più prestigiosi.
Nel corso della sua carriera, ha guidato nazionali come Portogallo, Iran e Colombia, imprimendo sempre una forte identità: squadre organizzate, disciplinate tatticamente, compatte e difficili da affrontare, anche contro avversari con fama di superiorità.
Ora, alla guida del Ghana, Queiroz ha l’opportunità di consolidare un’eredità costruita con rigore tattico assoluto, adattabilità costante e la possibilità di diventare uno degli allenatori più vincenti nella storia dei Mondiali, affermandosi come una delle figure più rispettate del calcio internazionale.
Ecco gli allenatori con più presenze:
Carlos Alberto Parreira (6 presenze nel 1982, 1990, 1994, 1998, 2006, 2010)
Carlos Alberto Parreira resta una figura imprescindibile della competizione. Più che un allenatore, è stato un vero gestore di talenti e cultura. Ha allenato cinque nazioni diverse (Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Arabia Saudita e Sudafrica), incarnando il camaleonte tattico per eccellenza. Il suo nome è stato scritto a lettere d’oro nel 1994, quando dimostrò che il Brasile poteva unire pragmatismo e identità, conquistando il quarto titolo negli Stati Uniti.
Bora Milutinović (5 presenze nel 1986, 1990, 1994, 1998, 2002)
Bora Milutinović incarna la magia della Coppa del Mondo. Ha guidato squadre in cinque edizioni consecutive (Messico, Costa Rica, USA, Nigeria e Cina). Il suo segreto: la semplicità. Arrivando in paesi senza grande tradizione, in pochi mesi ha instillato una disciplina capace di mettere in difficoltà i giganti. È stato il primo a dimostrare che, nella fase finale, l’organizzazione mentale poteva rivaleggiare, se non addirittura superare, il talento individuale.
Carlos Queiroz (5 presenze nel 2010, 2014, 2018, 2022, 2026)
Carlos Queiroz è la personificazione della longevità moderna, un costruttore paziente e metodico. Nelle sue cinque partecipazioni (Portogallo, Iran per tre volte e ora Ghana), si è distinto per la capacità di trasformare squadre tecnicamente limitate in vere fortezze. Nel 2026 si è affermato come il maestro della preparazione scientifica, dimostrando che il rigore resta la miglior difesa contro l’incertezza del calcio.
Helmut Schön (4 presenze nel 1966, 1970, 1974 e 1978)
Helmut Schön è un uomo da record in panchina. In quattro Mondiali, ha guidato la Germania Ovest in 25 partite, un totale impressionante che testimonia la sua costanza nell’arrivare alla fase finale. Stratega dietro la vittoria del 1974, ha diretto giocatori come Beckenbauer e Gerd Müller con un’autorità discreta ma ferma.
Sepp Herberger (4 presenze nel 1938, 1954, 1958 e 1962)
Sepp Herberger è stato l’architetto della rinascita del calcio tedesco. Ha guidato la nazionale per quattro decenni durante il periodo più turbolento della storia del suo paese. Il suo nome è diventato leggendario nel 1954, durante il celebre “Miracolo di Berna”, quando la sua astuzia tattica permise alla Germania Ovest di battere l’invincibile Ungheria. Fu lui a incidere nel DNA tedesco il motto: “la partita finisce solo quando l’arbitro fischia”.
Walter Winterbottom (4 presenze nel 1950, 1954, 1958 e 1962)
Walter Winterbottom è stato il primo allenatore ufficiale dell’Inghilterra e l’artefice della modernizzazione del calcio nel suo paese. Per 16 anni e quattro Mondiali consecutivi, ha lottato affinché la nazionale inglese rompesse con l’isolazionismo e abbracciasse le nuove tendenze mondiali. Pur non avendo mai sollevato il trofeo, la sua visione strutturale e i suoi elevati standard di preparazione fisica hanno gettato le basi per il trionfo dell’Inghilterra nel 1966.
Lajos Baróti (4 presenze nel 1958, 1962, 1966 e 1978)
Lajos Baróti è stato il custode del patrimonio ungherese dopo l’epoca d’oro di Puskás. Con una rara eleganza e una disciplina incrollabile, Baróti ha mantenuto l’Ungheria tra le grandi potenze per due decenni. In quattro partecipazioni, si è consacrato come maestro della transizione generazionale, portando la sua nazionale ai quarti di finale nel 1962 e 1966, e tornando 12 anni dopo per un’ultima esperienza al Mondiale in Argentina.
Henri Michel (4 presenze nel 1986, 1994, 1998 e 2006)
Henri Michel è stato il grande ambasciatore dello stile francese nel mondo, in particolare nel continente africano. Dopo aver portato la Francia di Platini sul podio nel 1986, Michel si è affermato come maestro dell’adattamento, qualificando Camerun, Marocco e Costa d’Avorio al Mondiale. La sua capacità di unire il rigore tattico europeo alla creatività africana lo ha reso una figura paterna rispettata in tre continenti.
Óscar Tabárez (4 presenze nel 1990, 2010, 2014, 2018)
Soprannominato “El Maestro”, Tabárez è un modello di lealtà e ricostruzione. A differenza degli altri allenatori di questa lista, le sue quattro partecipazioni sono state tutte alla guida del suo paese natale, l’Uruguay. Non solo ha allenato, ma ha anche riformato l’intera base calcistica nazionale attraverso il “Proceso”. Sotto la sua guida, la Celeste ha ritrovato dignità e spirito combattivo, tornando a essere una forza riconosciuta a livello mondiale, culminando con la storica semifinale del 2010.
Didier Deschamps (4 presenze nel 2014, 2018, 2022, 2026)
Didier Deschamps incarna alla perfezione l’efficienza e il pragmatismo del XXI secolo. Dopo aver vinto il Mondiale da capitano, ha preso le redini della Francia per creare una vera macchina da vittorie. Con un titolo (2018) e una finale (2022), si prepara alla quarta partecipazione nel 2026. Deschamps non cerca lo spettacolo fine a sé stesso, ma l’arte di gestire gli ego e trasformare il talento grezzo in imprese storiche.
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Mondiali FIFA 2026

I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
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