La storia dell’Italia ai Mondiali di calcio

Dino Zoff trionfante con la Coppa del Mondo vinta dall'Italia al Mondiale di Spagna 1982
Dino Zoff trionfante con la Coppa del Mondo vinta dall'Italia al Mondiale di Spagna 1982ROBERT DELVAC AFP

Nelle 18 partecipazioni alla Coppa del Mondo, quattro trionfi e due finali perse: il rapporto della Nazionale con i Mondiali è sempre stato molto intenso. Ripercorriamo assieme i quasi 100 anni di storia iridata.

L’Italia è la seconda nazione al mondo più decorata a livello calcistico. I quattro titoli mondiali vinti la mettono a pari merito con la Germania, alle spalle del solo Brasile che ha alzato al cielo la Coppa del Mondo cinque volte.

Gli azzurri hanno partecipato a 18 Mondiali, hanno perso due finali e sono stati gli unici, insieme al Brasile, a vincere due titoli consecutivamente. Con questo articolo ripercorriamo la storia della Nazionale italiana nel corso dei quasi 100 anni della manifestazione iridata.

Uruguay 1930

Jules Rimet (a sinistra) consegna il trofeo della Coppa del Mondo al capo della federazione uruguaiana Raul Jude
Jules Rimet (a sinistra) consegna il trofeo della Coppa del Mondo al capo della federazione uruguaiana Raul JudeAFP

L’Italia non partecipò alla prima edizione del Mondiale sebbene fosse stata invitata. Le difficoltà nel raggiungere il Sud America in nave resero impossibile la trasferta. La prima Coppa del Mondo vide partecipare appena 13 squadre, di cui solo quattro provenienti dall’Europa. A vincere il titolo furono i padroni di casa dell’Uruguay che in finale ebbero la meglio dell’Argentina per 4-2.

Italia 1934

La Nazionale italiana che il 10 giugno 1934 affrontò a Roma la Cecoslovacchia in finale
La Nazionale italiana che il 10 giugno 1934 affrontò a Roma la Cecoslovacchia in finaleAFP

Alla prima partecipazione a un Mondiale, l’Italia vince subito il titolo. La seconda edizione della Coppa del Mondo si disputa proprio nel nostro Paese, con otto sedi: Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Trieste, Torino e Roma, dove si disputò la finale. All’epoca la nazione ospitante non otteneva il diritto di partecipare al Mondiale e quindi l’Italia dovette qualificarsi battendo la Grecia nella sfida diretta per strappare il pass per la Coppa del Mondo.

Il formato di Italia 1934 prevedeva un tabellone a eliminazione diretta, in stile tennistico. Le 16 partecipanti, quindi, iniziarono direttamente dagli ottavi di finale. La Nazionale allenata dal ct Vittorio Pozzo esordì con un roboante 7-1 ai danni degli Stati Uniti grazie alla tripletta di Schiavio e alla doppietta dell’oriundo Orsi. Nei quarti di finale gli azzurri se la videro contro la Spagna. Il match terminò in pareggio 1-1 dopo i tempi supplementari, ma non vennero calciati i rigori, bensì venne giocata una seconda gara il giorno successivo, in cui i padroni di casa vinsero per 1-0 con il gol di Meazza. In semifinale, che si disputò ad appena due giorni di distanza, l’Italia riuscì ad avere la meglio dell’Austria sempre per 1-0 grazie al gol di un altro oriundo: Guaita. Nell’atto finale contro la Cecoslovacchia, gli azzurri conquistarono il titolo ai supplementari per 2-1. Il match winner fu ancora Schiavio che realizzò il gol vittoria al 5’ del primo tempo supplementare.

Francia 1938

Giuseppe Meazza capitano dell’Italia viene salutato dal presidente francese Albert Lebrun prima della finale contro l’Ungheria
Giuseppe Meazza capitano dell’Italia viene salutato dal presidente francese Albert Lebrun prima della finale contro l’UngheriaAFP

In Francia è ancora l’Italia a dettare legge. Gli azzurri vincono il secondo titolo iridato di fila. Questa volta la Nazionale partecipa di diritto in quanto campione in carica. A guidarla c’è sempre Vittorio Pozzo dalla panchina. Numero di partecipanti e formato del torneo non cambiano rispetto all’edizione precedente.

L’Italia inizia il suo cammino negli ottavi di finale contro la Norvegia che viene battuta 2-1 ai supplementari con i gol di Ferraris e Piola. Ai quarti gli azzurri si sbarazzano dei padroni di casa, superati 3-1 con la rete di Colaussi e la doppietta di Piola che vanifica il momentaneo pareggio di Heisserer. In semifinale la squadra di Pozzo ha la meglio anche del Brasile, con i verdeoro condizionati anche dalla doppia sfida nei quarti contro la Cecoslovacchia. Gli azzurri dominano i sudamericani per 2-1 grazie a un altro gol di Colaussi e di Meazza su rigore. L’atto finale si disputa a Colombes, a pochi chilometri da Parigi, tra l’Italia e la temibile Ungheria. La partita, spettacolare ed emozionante, termina 4-2 a favore degli azzurri trascinati dalle doppiette del solito Colaussi e di Piola. Il capitano Meazza può così alzare al cielo la Coppa Rimet.

Brasile 1950

Dopo la sosta dovuta alla seconda guerra mondiale, la Coppa del Mondo torna nel 1950 in Brasile. L’Italia partecipa in quanto detentrice del titolo, ma la lunga trasferta in Sud America non è delle più positive. Sono sempre 16 le partecipanti, sebbene tre si ritireranno prima dell’inizio del Mondiale, ma cambia il formato, che prevede due fasi a girone. Una prima in cui solo le prime di ciascun girone si qualificano al girone finale. L’Italia viene sorteggiata con Svezia, Paraguay e India, ma gli asiatici si ritirano. Gli azzurri perdono la gara d’esordio contro gli scandinavi per 3-2 e vincono il secondo match per 2-0 contro i sudamericani, ma non basta per accedere al girone conclusivo. Alla fine è l’Uruguay a vincere il titolo nella celeberrima partita contro i padroni di casa del Brasile, a cui sarebbe bastato un pareggio per laurearsi campioni.

Svizzera 1954

L’Italia partecipa al Mondiale svizzero dopo essersi qualificata battendo nettamente l’Egitto. Al torneo elvetico prendono parte 16 squadre, divise in quattro gruppi da quattro. Le prime due di ciascun girone passano poi ai quarti di finale. Gli azzurri finiscono nel girone con Inghilterra, Belgio e Svizzera. La Nazionale perde all’esordio contro i padroni di casa per 2-1 e poi batte il Belgio per 4-1. Italia e Svizzera sono così appaiate a due punti in classifica e disputano lo spareggio che viene vinto dagli elvetici per 4-1 che mandano così a casa la Nazionale allora allenata dal ct Czeizler. Il titolo viene vinto dalla Germania Ovest che batte la fortissima Ungheria di Puskas per 3-2 riuscendo a rimontare due gol di svantaggio.

Svezia 1958

L’Italia non riesce a qualificarsi per il Mondiale in Svezia del 1958. Gli azzurri vengono eliminati nel girone di qualificazione dall’Irlanda del Nord. L’edizione scandinava verrà ricordata soprattutto per il trionfo del Brasile, trascinato da un 17enne Pelé. L’unico giocatore nella storia del calcio capace di vincere tre Mondiali.

Cile 1962

A differenza di quanto accaduto nel 1958, questa volta l’Italia non fallisce la qualificazione al torneo iridato del 1962 in Cile. Quella sudamericana non fu un’edizione da ricordare per i colori azzurri, considerato che la squadra allenata dalla coppia Ferrari-Mazza non riuscì a superare la fase a gironi. Il demerito fu ascrivibile soprattutto a una direzione di gara a dir poco parziale dell’arbitro inglese Aston che nella famosa “battaglia di Santiago” tra Italia e i padroni di casa del Cile, espulse Ferrini e David, salvo soprassedere sulle intemperanze dei sudamericani, autori di falli ben più gravi. Quella partita terminò 2-0 per il Cile e di fatto vanificò il precedente pareggio contro la Germania Ovest e la successiva vittoria sulla Svizzera per 3-0. La Coppa Rimet fu vinta di nuovo dal Brasile che, sebbene priva dell’infortunato Pelé, in finale ebbe la meglio per 3-1 della Cecoslovacchia.

Inghilterra 1966

La gioia dei nordcoreani dopo aver battuto 1-0 l'Italia il 19 luglio 1966 a Middlesbrough
La gioia dei nordcoreani dopo aver battuto 1-0 l'Italia il 19 luglio 1966 a MiddlesbroughAFP

Il Mondiale del 1966 segna una delle pagine più buie nella storia dell’Italia nelle competizioni iridate. Gli azzurri vengono inseriti nel Girone 4 con Unione Sovietica, Cile e Corea del Nord. La Nazionale si prende la rivincita sul Cile, battendolo per 2-0 con i gol di Sandro Mazzola e Barison, salvo poi perdere per 1-0 contro i sovietici. Nel match decisivo e ampiamente alla propria portata, la squadra del ct Fabbri venne sconfitta in modo clamoroso per 1-0 a seguito del gol di Pak Doo-ik, passato alla storia come il “dentista”, sebbene non avesse mai svolto quel lavoro.

La finale fu vinta dai padroni di casa per 4-2 contro la Germania Ovest e verrà ricordata da tutti come la partita del gol fantasma (il 3-2) di Hurst, che realizzò una tripletta in quel match.

Messico 1970

Tarcisio Burgnich prova a marcare Pelé nella finale del 1970
Tarcisio Burgnich prova a marcare Pelé nella finale del 1970AFP

Nell’edizione di Messico 1970 l’Italia di Valcareggi disputa una delle gare più memorabili della propria storia e anche di quella del calcio: il 4-3 alla Germania Ovest, denominata poi "Gara del secolo". L’inizio della competizione non è esaltante, perché nella fase a gironi basta un gol in tre partite per passare ai quarti di finale. Nella fase a eliminazione diretta, la Nazionale dà il meglio di sé. Prima arriva la vittoria per 4-1 ai danni del Messico grazie alla rete di Rivera, alla doppietta di Riva e a un autogol di Peña e poi il già citato 4-3 alla Germania in semifinale. La gara dell’Azteca è un concentrato di emozioni che si concretizzano tutte a cavallo tra i tempi regolamentari e quelli supplementari. L’Italia va subito in vantaggio all’8’ con Boninsegna, salvo essere riacciuffata in extremis da Schnellinger al 90’. Nei supplementari i teutonici vanno avanti con Gerd Müller, a cui replicano Burgnich e Riva. Müller segna il momentaneo 3-3, prima del definitivo 4-3 di Rivera. In finale, però, arriva un’Italia stanca e che viene superata per 4-1 dal Brasile di Pelé. Il fenomeno verdeoro porta avanti i suoi al 18’, Boninsegna pareggia al 37’, ma poi arrivano i gol nella ripresa di Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto.

Germania Ovest 1974

La corsa dell’Italia al Mondiale del 1974 finisce già nella fase a gironi. Gli azzurri vincono all’esordio per 3-1 contro Haiti con i gol di Rivera, Anastasi e un autogol dei centramericani, pareggiano con l’Argentina per 1-1 e poi perdono con la Polonia per 2-1. La differenza reti condanna la Nazionale del ct Valcareggi a vantaggio dell’Argentina. I padroni di casa vinceranno la finale per 2-1 sull’Olanda di Cruijff.

Argentina 1978

L’Italia disputa un gran bel Mondiale in Argentina, ma chiude solo al quarto posto. La Nazionale supera brillantemente la fase a gironi vincendo tutte e tre le gare contro la Francia per 2-1 (gol di Paolo Rossi e Zaccarelli), l’Ungheria 3-1 (gol di Rossi, Bettega e Benetti) e l’Argentina per 1-0 (gol di Bettega). Nella seconda fase a gironi la selezione del ct Bearzot inizia con un pareggio a reti inviolate contro la Germania Ovest, poi batte 1-0 l’Austria con una rete di Rossi, ma nel match decisivo perde 2-1 contro l’Olanda nonostante fosse andata in vantaggio. Sul banco degli imputati finisce Zoff, colpevole secondo la critica, di non essere riuscito a intervenire sulle conclusioni dalla distanza di Brandts e Haan. L’Italia chiude al secondo posto il girone e gioca la finale per il terzo posto in cui si piega dinanzi al Brasile per 2-1. A Buenos Aires è l’Argentina ad aggiudicarsi il titolo ai supplementari con una vittoria sull’Olanda per 3-1, nuovamente sconfitta in finale.

Spagna 1982

Paolo Rossi con la Coppa del Mondo vinta anche grazie ai suoi sei gol nella manifestazione
Paolo Rossi con la Coppa del Mondo vinta anche grazie ai suoi sei gol nella manifestazioneOMEGA TARTAGLIA / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP

Quello spagnolo è una delle rappresentazioni più potenti del calcio italiano. Al Santiago Bernabeu arriva il terzo titolo mondiale per gli azzurri, che pure avevano iniziato la campagna iridata tra mille polemiche. Il movimento calcistico nostrano era stato squassato dallo scandalo calcioscommesse del 1980 e l’inizio della rassegna iridata non era stata certamente positiva. Nella fase a gironi arrivarono tre scialbi pareggi contro Polonia per 0-0, Perù per 1-1 (gol di Conti) e Camerun sempre per 1-1 (gol di Graziani). Risultati comunque sufficienti per passare alla seconda fase a gironi in cui la Nazionale si trasformò da brutto anatroccolo in cigno. Prima la vittoria per 2-1 sull’Argentina di Maradona con le reti di Tardelli e Cabrini e poi il leggendario 3-2 sul Brasile grazie alla tripletta di Paolo Rossi, convocato da Bearzot nonostante Pablito fosse tornato da pochi mesi dalla squalifica per il totonero. In semifinale gli azzurri piegarono 2-0 la Polonia di Boniek con altri due gol di Rossi e poi in finale mandarono al tappeto la Germania Ovest per 3-1 con i gol di Rossi, Tardelli e Altobelli.

Messico 1986

Il Mondiale torna in Messico, ma questa volta l’Italia non offre le stesse emozioni dell’edizione del 1970. Gli azzurri disputano una buona fase a gironi in cui conquistano quattro punti contro Argentina, Bulgaria e Corea del Sud. Arrivati agli ottavi di finale devono però inchinarsi alla Francia di Platini che vince per 2-0. La finale viene vinta dall’Argentina di Maradona che, dopo aver segnato uno dei gol più belli della storia del calcio contro l’Inghilterra, aiuta i compagni ad avere la meglio per 3-2 sulla Germania Ovest.  

Italia 1990

A distanza di 56 anni, la Coppa del Mondo fa nuovamente capolino in Italia. Sono ben 12 gli stadi che ospitano le gare iridate. Un torneo bello e disgraziato per i colori azzurri, partiti con i favori del pronostico, ma che alla fine devono accontentarsi del terzo posto. Italia ’90 verrà ricordato soprattutto per le giocate di Roberto Baggio e i gol di Salvatore Schillaci, recordman italiano per numero di reti segnate in un’unica edizione con sei realizzazioni.

La squadra del ct Vicini vince tutte e tre le gare del girone, battendo 1-0 l’Austria con un gol di Schillaci, gli Stati Uniti con lo stesso risultato grazie a una rete di Giannini e la Cecoslovacchia per 2-0 con i gol di Schillaci e Baggio. Agli ottavi di finale gli azzurri hanno la meglio per 2-0 sull’Uruguay con i gol di Schillaci e Serena, nei quarti i padroni di casa vincono per 1-0 sull’Irlanda grazie a una rete del solito Schillaci. In semifinale, però, gli azzurri non riescono a superare l’Argentina nonostante l’iniziale vantaggio di Schillaci. Un’uscita avventata di Zenga permette a Caniggia di pareggiare. La partita va così ai rigori, dove gli errori di Donadoni e Serena condannano la Nazionale. L’Italia vince la finale per il terzo posto per 2-1 sull’Inghilterra con i gol di Schillaci e Baggio. Il titolo finisce invece nelle mani della Germania Ovest grazie a un contestato 1-0 su rigore ai danni dell’Argentina.

USA 1994

Per la prima volta il Mondiale sbarca negli Stati Uniti. L’Italia parte male nella fase a gironi perdendo per 1-0 contro l’Irlanda. Si rifà battendo la Norvegia per 1-0 grazie al gol di Dino Baggio nonostante giochi oltre 70’ in inferiorità numerica. Il pareggio per 1-1 col Messico è sufficiente per strappare la qualificazione per gli ottavi di finale. Nella fase a eliminazione diretta si scatena Roberto Baggio. Il Divin Codino salva gli azzurri contro la Nigeria, segnando in extremis il gol del pareggio e poi bissando nei supplementari per il 2-1 definitivo. Nei quarti di finale, prima Dino e poi Roberto mandano ko la Spagna per 2-1. In semifinale fa tutto Roberto Baggio, con una doppietta che stordisce la Bulgaria di Stoichkov per 2-1. La finale non è delle più entusiasmanti, nonostante dall’altro lato del campo ci sia il Brasile. La gara non si sblocca e si trascina fino ai rigori, dove di nuovo la lotteria dei tiri dal dischetto non arride ai nostri colori. È proprio un errore di Roberto Baggio a spegnere ogni speranza, regalando il Mondiale ai sudamericani.

Francia 1998

L’Italia deve ricorrere allo spareggio con la Russia per ottenere la qualificazione a Francia 1998. L’edizione transalpina comincia bene per la squadra del ct Cesare Maldini. Gli azzurri chiudono al primo posto la fase a gironi con il pareggio per 2-2 contro il Cile (gol di Vieri e Baggio) e le vittorie per 3-1 sul Camerun (doppietta di Vieri e gol di Di Biagio) e 2-1 sull’Austria (reti di Vieri e Baggio). Negli ottavi di finale arriva un’altra vittoria per 1-0 sulla Norvegia grazie a una nuova rete di Vieri, mentre nei quarti gli azzurri devono dire addio per la terza volta di fila a un Mondiale ai calci di rigore. Questa volta dopo lo 0-0 dei primi 120’, ad avere la meglio è la Francia. Decisivo l’errore dal dischetto di Di Biagio. Proprio la Francia andrà poi a vincere il titolo, stritolando in finale per 3-0 il Brasile di un Ronaldo colpito da attacchi epilettici nella notte precedente alla finale.

Corea del Sud e Giappone 2002

La Nazionale del ct Trapattoni arriva in Asia con grandi speranze, ma la spedizione italiana finisce nel peggiore dei modi. L’avventura azzurra inizia con la fase a gironi in cui riesce a salvarsi per il rotto della cuffia. Alla vittoria all’esordio contro l’Ecuador per 2-0 grazie a una doppietta di Vieri fa seguito la sconfitta per 2-1 contro la Croazia. Nel match decisivo contro il Messico arriva un pareggio per 1-1 in extremis con un gol di Del Piero. Il peggio sembra essere alle spalle, anche perché il tabellone dà una mano all’Italia accoppiandola con la per nulla irresistibile Corea del Sud. Ma una prova sottotono degli azzurri e la direzione di gara scandalosa dell’arbitro ecuadoriano Moreno condannano la Nazionale, sconfitta per 2-1 dal golden gol del perugino Ahn. A vincere la Coppa del Mondo sarà il Brasile di Ronaldo, che in finale realizzerà una doppietta nel 2-0 alla Germania per regalare il quinto Mondiale al suo Paese.

Germania 2006

La famosa testata di Zidane a Materazzi nella finale di Germania 2006
La famosa testata di Zidane a Materazzi nella finale di Germania 2006JOHN MACDOUGALL / AFP

Al Mondiale tedesco arriva un’Italia fortemente colpita da Calciopoli, con la retrocessione della Juventus in Serie B. Come spesso accade, gli azzurri riescono a compattarsi nelle difficoltà e a tirare fuori il meglio di sé. Brillantemente allenati da Lippi, la Nazionale vince la fase a gironi grazie alle vittorie per 2-0 sul Ghana (gol di Pirlo e Iaquinta) e sulla Repubblica Ceca (reti di Materazzi e Inzaghi, intervallate dal pareggio per 1-1 contro gli Stati Uniti (gol di Gilardino). Negli ottavi di finale serve un rigore di Totti al 95’ per aver la meglio dell’Australia, che non approfitta della superiorità numerica per l’espulsione di Materazzi. Nel turno successivo arriva la netta affermazione ai danni dell’Ucraina per 3-0 con i gol di Zambrotta e la doppietta di Toni. È la Germania padrona di casa a separare l’Italia dalla finale. Gli azzurri giocano una partita brillante e hanno la meglio ai supplementari per 2-0 grazie agli splendidi gol di Grosso e Del Piero. L’atto conclusivo è la sfida alla Francia che termina 1-1 a seguito dei gol di Zidane su rigore e di Materazzi. Proprio i due giocatori saranno poi protagonisti nei supplementari di un episodio disdicevole, con l’ex fantasista juventino espulso a causa di una testata ai danni del difensore interista. Ai calci di rigore nessun azzurro sbaglia e questa volta è l’Italia ad avere la meglio, vincendo il quarto Mondiale della sua storia.

Sudafrica 2010

I campioni del mondo arrivano al primo Mondiale africano con grandi aspettative ma torneranno a casa con le proverbiali pive nel sacco. L’avventura azzurra termina già nella fase a gironi, nonostante un sorteggio molto favorevole. Contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia arrivano appena due punti e l’ultimo posto nel girone. È la Spagna a vincere il suo primo titolo iridato battendo in finale l’Olanda per 1-0 grazie a un gol nei supplementari di Iniesta.

Brasile 2014

Anche l’edizione di Brasile 2014 non resterà di certo negli annali del calcio nostrano. L’Italia di Prandelli non supera la fase a gironi nemmeno in questa occasione. Gli azzurri esordiscono battendo 2-1 l’Inghilterra con i gol di Marchisio e Balotelli, ma poi perdono clamorosamente contro il Costa Rica per 1-0 e di nuovo 1-0 contro l’Uruguay, facendosi eliminare nonostante avessero a disposizione due risultati su tre. Il match contro i sudamericani verrà ricordato anche per il morso di Luis Suarez a Chiellini. La finale viene vinta dalla Germania per 1-0 sull’Argentina di Messi. A decidere la contesa è un gol di Götze nel secondo tempo supplementare.

Russia 2018

L’Italia non riesce a qualificarsi per Russia 2018. Gli azzurri allenati da Ventura perdono il playoff contro la Svezia. A trionfare a Mosca è la Francia di Mbappé che in finale supera per 4-2 la Croazia.

Qatar 2022

La Nazionale manca l’appuntamento anche con il mondiale invernale del Qatar. La selezione del ct Mancini viene eliminata ai playoff dalla Macedonia. Il titolo va all’Argentina di Messi in una delle finali più emozionanti dei Mondiali. La gara termina 3-3 con una doppietta della Pulce e una tripletta di Mbappé. Ai rigori hanno la meglio i sudamericani che non sbagliano mai, contro i due errori dei transalpini.