Gustavo Alfaro, artefice del miracolo di un impavido Paraguay pronto a sfidare la Francia

Gustavo Alfaro
Gustavo AlfaroREUTERS/Peter Cziborra

Dopo aver "scosso l'albero per togliere le ragnatele e aspettare la fioritura", l'allenatore di Santa Fe ha rivoluzionato l'andamento della Albirroja. E la sua gioia dopo la vittoria sui tedeschi è quella di un intero popolo che adesso sogna un'impresa contro una delle favorite dei Mondiali

Il sorriso di chi ha fatto un'impresa a volte rimane lo stesso di chi ha compiuto qualcosa di semplice. In un calcio nel quale lo spazio per i sentimenti umani è sempre più ridotto, Gustavo Alfaro è un uomo vero che spicca per la serenità e per i suoi principi. Impassibile nella sequenza dei rigori del suo Paraguay contro la Germania, nonostante i due match point falliti dai suoi calciatori, ha poi festeggiato con aplomb al momento della qualificazione.

Quello che si potrebbe definire un Carlo Ancelotti argentino, ha dato nuovamente prova di una calma e una compostezza unici. Doti diametralmente opposte a quelle dei suoi giocatori, ai quali ha chiesto fin dal primo momento di recuperare la garra guaraní, il concetto base del calcio paraguaiano. Essendo la qualità non ai livelli delle grandissime del Sudamerica, occorreva puntare sulla tenacia.

Ed è stato grazie alla tenacia che la sesta classificata della Conmebol ai Mondiali ha estromesso la semifinalista degli Europei 2024. Del resto, la sua avventura con la nazionale albirroja era cominciata con un pari in casa del lanciatissimo Uruguay e poi proseguita con una vittoria sul Brasile. L'impressionante serie iniziale di nove partite senza sconfitte (5 vittorie e 4 pareggi) ha permesso ai Guaraní di ritrovare la solidità persa. Arrivando poi a un Mondiale in cui adesso sfiderà la Francia agli ottavi di finale.

DNA paraguaiano

"Aristotele lo diceva: la speranza è il sogno di un uomo sveglio". Ogni volta che parla, Gustavo Alfaro usa citazioni che lasciano un segno indelebile. Dalla filosofia alla musica. Dal cinema alle riflessioni di personaggi di diversi sport. In un'intervista realizzata dal sottoscritto nel 2022, prima dei Mondiali dove avrebbe allenato l'Ecuador, mi aveva trasmesso la sua quiete in ogni dichiarazione ed elucubrazione. 

E questa sua tranquillità innata la riesce a far arrivare fino al midollo dei suoi calciatori. Racconta chi lo conosce bene che per lui nulla è impossibile, e anche che appena arrivato sulla panchina del Paraguay "ha scosso l'albero per togliere le ragnatele e far sì che tornasse a dare frutti, invece di marcire". E grazie al suo intervento il lapacho, il forte arbusto paraguaiano, è tornato a ergersi solido e forte, mostrando i suoi splendidi fiori lilla. 

Le ultime uscite del Paraguay
Le ultime uscite del ParaguayFlashscore

E i frutti si sono visti eccome. Nonostante una rosa di certo non prospera di talento, l'effettività dei Guaranì è stata schiacciante in questi Mondiali. Il passaggio agli ottavi è arrivato dopo una sconfitta per 4-1 contro gli USA, la vittoria di misura per 1-0 sulla Turchia - giocando il secondo tempo in 10 contro 11- e uno 0-0 contro l'Australia. Due reti segnate prima della sfida contro i tedeschi, dove la squadra si è trasformata. Solida dietro e ficcante in punta, con Enciso che ha culminato con un gol da centravanti una splendida stagione allo Strasburgo

Padre pragmatico

"Lechuga", come è chiamato Alfaro in patria da quando a sei anni gli venne rifilato questo nomignolo per via della folta capigliatura, ha percorso un cammino lungo e silenzioso, alternando grandi momenti. Ritiratosi dal ruolo di calciatore a 30 anni per diventare subito allenatore, ha costruito subito un'empatia enorme con tutti i suoi giocatori. Molti di essi lo reputano una guida spirituale, qualcuno che va al di là dei concetti tattici, e che nelle sue lunghe escursioni retoriche cerca di convincere l'interlocutore che "tutto è possibile". Sempre con il sorriso.

I vari Daniele De Rossi e Kevin Mac Allister hanno riconosciuto il suo ruolo di padre di famiglia durante la sua tappa da allenatore del Boca Juniors. E lo stesso si è visto con vari elementi del Paraguay durante e dopo la vittoria sulla Germania. Il suo abbraccio a fine gara con Tony Sanabria, che dal dischetto aveva sprecato una potenziale trasformazione per la qualificazione, ne esalta l'estrema umanità.

Alfaro con Sanabria, dopo l'errore dal dischetto
Alfaro con Sanabria, dopo l'errore dal dischettoKAMIL KRZACZYNSKI / Newspix.pl / Profimedia

Il suo pragmatismo gli permise a suo tempo di vincere un campionato argentino con l'Arsenal Sarandí, il primo della storia della squadra di Avellaneda. Oggi, dopo aver ormai preso posto nel gotha dei tecnici sudamericani in quanto a selezionatori, con la sua tranquillità ha scritto la storia del Paraguay. Adesso toccherà andare ben oltre la storia stessa, per puntare alla leggenda. La sfida contro una Francia che sembra intrattabile è di quelle impossibili. Peccato che Gustavo questa parola non sappia nemmeno leggerla.

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