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Il presidente della federazione francese: "A Mbappe va consentito di lasciarsi alle spalle il caso Mao"

Kylian Mbappe del Real Madrid in azione
Kylian Mbappe del Real Madrid in azione Reuters / Albert Gea

Il presidente della Federazione calcistica francese Philippe Diallo ha dichiarato che Kylian Mbappe dovrebbe poter voltare pagina dopo le polemiche scatenate dal riferimento del capitano della Francia all'ex leader cinese Mao Zedong come dittatore, poiché il giocatore si è scusato e non intendeva offendere nessuno.

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Il club di Mbappe, vale a dire il Real Madrid, e la Liga si sono scusati a loro volta dopo le dichiarazioni. Nel frattempo, il presidente della Liga Javier Tebas ha istituito un'unità di crisi e mercoledì ha incontrato l'ambasciatore cinese Yao Jing, mentre il calcio spagnolo cercava di contenere le conseguenze della vicenda.

Le reazioni evidenziano i rischi per atleti e marchi nel redditizio mercato cinese, dove le satire su Mao, leader fondatore della Cina moderna che governò il Paese dal ⁠1949 fino alla morte, nel 1976, restano un tabù sociale.

Il quotidiano statale cinese China Daily ha scritto che l'osservazione di Mbappe aveva "scatenato una reazione negativa tra i suoi tifosi cinesi, messo a rischio i suoi redditizi rapporti commerciali e ricordato con forza i limiti dell'influenza delle celebrità."

L'emittente statale cinese Migu non trasmetterà domenica la partita del Real Madrid contro il Racing Santander. Anche i marchi cinesi, tra cui le aziende lattiero-casearie Mengniu e Shanghai Milkground Food Tech, oltre a Eastroc Beverage, hanno interrotto ogni collaborazione con Mbappe.

Diallo ha espresso la speranza che la questione venga presto risolta.

Bottiglie con immagini di Kylian Mbappe esposte in Cina
Bottiglie con immagini di Kylian Mbappe esposte in CinaReuters / Tingshu Wang

"È una polemica che, alla fine, non dovrebbe durare, almeno lo spero, perché Kylian ha spiegato molto bene il contesto in cui è avvenuto questo intervento. Si è scusato", ha dichiarato Diallo, secondo quanto riportato giovedì dal quotidiano francese Ouest-France.

"Credo che ora dovremmo chiudere la questione, così che possa proseguire la stagione nelle migliori condizioni possibili."

La polemica nasce da una battuta di lunga data sull'influenza di Mbappe, 27 anni, a livello di club.

In un video pubblicato su un podcast francese, poi rimosso, si sente Mbappe discutere di un meme ironico in cui il suo volto era stato sovrapposto a quello di "un tizio, credo sia un dittatore cinese".

In precedenza, i tifosi avevano creato meme sovrapponendo il volto di Mbappe alle immagini di leader militari e politici, per suggerire che avesse il potere di influenzare le decisioni nelle squadre in cui gioca. La stampa europea ha soprannominato Mbappe "il dittatore".

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