Europa League, Il Bologna domina ma manca l'impresa: 3-0 al Maccabi Tel Aviv, rossoblù ai playoff

L'esultanza di Orsolini
L'esultanza di OrsoliniREUTERS/Marko Djurica

Nonostante una vittoria netta e una prestazione da incorniciare, con Orsolini sugli scudi, il Bologna chiude al decimo posto e dovrà passare dai playoff per sperare negli ottavi di Europa League

Il Bologna si presentava in Serbia (sul campo neutro) con un obiettivo chiaro e non negoziabile: vincere e segnare il più possibile, per non lasciare spazio ai rimpianti e tenere aperta, in caso di risultati favorevoli, la corsa a un posto tra le prime otto della League Phase.

Ma non c’era solo la matematica europea a muovere i rossoblù. Contro il fanalino di coda Maccabi Tel Aviv, già eliminato, la sfida rappresentava anche l’occasione ideale per voltare pagina dopo settimane complicate, chiuse nel modo più amaro con il crollo da 2-0 a 3-2 sul campo del Genoa.

Assedio rossoblù

Alla TSC Arena di Bačka Topola, così, il Bologna scende in campo con la rabbia di chi ha qualcosa da farsi perdonare. Fin dai primi minuti la squadra di Vincenzo Italiano prende in mano la partita, alzando il ritmo e schiacciando il Maccabi nella propria metà campo. Il copione è chiaro e i numeri lo certificano senza appello: 15 conclusioni tentate già nel primo tempo, contro un avversario capace di affacciarsi dalle parti di Skorupski soltanto a sprazzi e quasi sempre in ripartenza.

L’avvio è un monologo rossoblù. Il pallone viaggia veloce, il possesso è continuo e il Maccabi fatica persino a respirare. Orsolini va subito vicino al vantaggio con un colpo di testa su cross di Zortea, mentre il Bologna attacca con tanti uomini e costringe gli israeliani a rincorrere. Le uniche crepe arrivano su qualche errore individuale: Peretz calcia centrale, poi Ben Harush spreca una clamorosa occasione a tu per tu con Skorupski.

La pressione del Bologna, però, non cala. Anzi, cresce. Orsolini trova la risposta di Melika su un tiro ravvicinato, poi vede cancellarsi la gioia del gol di testa per una posizione di fuorigioco che il VAR non perdona. È il segnale che il vantaggio è solo questione di tempo. 

Il meritato 1-0 arriva al 35’ ed è la naturale conseguenza di un assedio costante. Moro calcia dalla distanza, Melika combina un pasticcio respingendo corto e Rowe, il migliore in campo per continuità e strappi, è il più rapido ad avventarsi sul pallone e a spingerlo in rete. Un gol che premia la perseveranza dei rossoblù e certifica la superiorità vista in campo.

Nel finale di tempo c’è spazio per un ultimo brivido, con Vitik che sbaglia un intervento e regala ad Andrade una chance che termina fuori, e per un’altra accelerazione devastante di Rowe, che semina avversari e serve Ferguson in area: lo scozzese, però, calcia addosso al portiere avversario. 

Bologna tra le prime otto... per un attimo

La formazione emiliana va al riposo avanti di un gol, ma con una sensazione chiara addosso: la partita non è ancora abbastanza indirizzata. Il dominio territoriale e il volume di occasioni costruite raccontano una superiorità evidente, ma il margine resta troppo sottile per una squadra che ha bisogno di certezze e di più gol possibili.

Ed è esattamente da lì che i rossoblù ripartono: la ripresa si apre con lo stesso spartito del primo tempo, ma con un’intensità ancora più feroce. Il Maccabi non ha il tempo di riordinarsi che il Bologna è già di nuovo dentro l’area avversaria.

Dopo appena due minuti arriva il 2-0: Orsolini, tornato in grande forma, salta due uomini e fulmina Melika con una giocata personale da manuale. 

La sequenza del gol di Orsolini
La sequenza del gol di OrsoliniOpta by Statsperform / REUTERS

Subito dopo, Italiano muove la panchina: Rowe, protagonista assoluto della prima frazione, lascia il campo a Bernardeschi, al rientro dopo l’infortunio. Il Maccabi prova a cambiare qualcosa inserendo Asante e Varela al posto di Shlomo e Andrade, ma la sensazione è chiarissima: il controllo della partita è saldamente nelle mani degli ospiti.

Vittoria con beffa inclusa

Mentre i rossoblù continuano a controllare il gioco, occhi e menti sono rivolti agli altri campi. Ad Atene, la Roma è sotto contro il Panathinaikos, e con quel risultato il Bologna scavalca i giallorossi in classifica, guadagnandosi così un posto tra le prime otto. Una notizia che accende la speranza, con la qualificazione agli ottavi a portata di mano. La squadra di Italiano è ancora padrona del match in Serbia, e l’impresa sembra davvero possibile.

La gioia, però, dura poco. Pochi minuti dopo, infatti, arriva il gol del pari della Roma, firmato da Ziolkowski. Una doccia fredda per i felsinei, che, pur continuando a dominare a Bačka Topola (segnando anche il terzo gol con Pobega), si ritrovano a fare i conti con i risultati altalenanti degli altri campi.

La partita termina 3-0, ma nonostante il risultato positivo e una prestazione senza sbavature, il sogno della qualificazione diretta agli ottavi svanisce. La corsa europea per il Bologna non è finita, ma la gioia di un’impresa completa non arriva e i rossoblù chiudono al decimo posto, approdando ai playoff.

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