Dopo l'1-1 dell'andata al dall'Ara, la Roma ospitava il Bologna in un incontro equilibrato sulla carta. In palio i quarti dell'Europa League. La gara iniziava in modo piuttosto teso e bloccato: i giallorossi provavano a prendere l’iniziativa, mentre i rossoblù si rendevano subito pericolosi con Rowe, che per pochi centimetri non riusciva ad agganciare un pallone in area.
Con il passare dei minuti, i giallorossi aumentavano il forcing, riversandosi in avanti e creando diverse situazioni interessanti, ma erano i rossoblù a colpire per primi: Castro serviva Rowe, che di destro batteva Svilar portando avanti il Bologna.
La Roma accusava il colpo ma reagiva con determinazione, trovando il pareggio grazie a un colpo di testa di Ndicka su corner battuto da Pellegrini. Poco prima, lo stesso numero 7 giallorosso aveva sfiorato il gol direttamente su punizione, con il pallone che colpiva l’incrocio dei pali.

Andirivieni
La partita restava vivace, con occasioni da entrambe le parti. I rossoblù si rendevano ancora pericolosi in contropiede, mentre i giallorossi insistevano alla ricerca del vantaggio. Tuttavia, nel finale di primo tempo, era ancora il Bologna a trovare la rete: un calcio di rigore trasformato da Bernardeschi riportava avanti gli ospiti, chiudendo la prima frazione sull’1-2.
Nella ripresa, la Roma provava subito a rimettersi in carreggiata, attaccando con continuità e andando al tiro con Malen, ma trovava sulla sua strada un attento Ravaglia. I giallorossi continuavano a spingere, ma i rossoblù resistevano bene e, anzi, riuscivano a colpire ancora: Castro approfittava di un pallone vagante al limite e con un destro potentissimo firmava l’1-3.

Reazione
Sotto di due reti, la Roma si riversava in avanti con ancora più intensità, cercando di riaprire la partita. L’occasione arrivava con un calcio di rigore, concesso per fallo su Vaz: Malen si presentava dal dischetto e batteva Ravaglia, accorciando le distanze. I giallorossi insistevano, sfiorando ancora il gol su punizione con Pellegrini, ma Ravaglia si opponeva con un grande intervento.
La Roma, però, non moriva mai. E dopo una bella discesa sulla destra di Vaz, Pellegrini raccoglieva il pallone al limite dell'area e trovava un sinistro chirurgico che valeva il 3-3. Gli ultimi minuti del match vedevano i giallorossi trascinati da un veemente Olimpico, che sperava nel quarto gol che avrebbe culminato la rimonta.

Fibrillazione
L'occasione più grande l'aveva però Freuler, che ben imbeccato da Joao Mario si inseriva in area e da ottima posizione lasciava partire un sinistro troppo morbido, che era facile preda di Svilar. Per decidere chi sarebbe andato ai quarti, servivano i supplementari, ma nei primi quindici minuti non si registravano spunti o occasioni di rilievo, eccezion fatta per un tiro da fuori di Celik messo in corner da Ravaglia.
Nella seconda frazione aggiuntiva, Orsolini veniva frenato in modo pulito da Mancini mentre stava per calciare in piena area avversaria dopo uno splendido break. I felsinei però non si perdevano d'animo, e al minuto 111 la combinazione tra Dallinga e Cambiaghi, due subentrati, portava l'ultimo a inserirsi in area e colpire di giustezza col sinistro sull'interno del palo, con il pallone che entrava dentro.

La rete del 3-4 metteva al tappeto la Roma, che doveva aprirsi e si esponeva a una serie di contropiede potenzialmente pericolosi. Di fiato non ce n'era più tra i padroni di casa, e la speranza di portare l'eliminatoria ai calci di rigore sfumava col passare del tempo. E uno scatto di Vaz, leggermente trattenuto da Lucumí, non veniva "premiato" con un calcio di rigore.
Dopo un match pirotecnico, la squadra rossoblu si imponeva così in un derby tignoso e infinito, e rimaneva l'unica squadra italiana in Europa insieme alla Fiorentina, trovando il pass ai quarti di finale di Europa League.
