La Fiorentina piega il muro del Rakow: Ndour risponde a Brunes, Gudmundsson firma il sorpasso al 93'

L'esultanza di Ndour
L'esultanza di NdourAndrea Martini/NurPhoto / Shutterstock Editorial / Profimedia

I viola dominano a lungo ma vengono sorpresi dal gol di Brunes. La risposta è immediata con il gioiello al volo di Ndour, prima del rigore decisivo di Gudmundsson nel finale. Un 2-1 sofferto che dà alla Fiorentina un vantaggio prezioso in vista del ritorno in Polonia

Dimenticare il campionato, almeno per una notte. Mettere da parte le scorie delle ultime uscite - le prestazioni opache contro Udinese e Parma - e ritrovare nella dimensione europea quella lucidità e quella fiducia che nelle settimane recenti sono sembrate (di nuovo) smarrite. Con questo spirito la Fiorentina scende in campo al Franchi contro il Rakow, ennesima avversaria polacca sulla strada dei viola dopo l’eliminazione dello Jagiellonia nei playoff.

Sulla carta l’impegno appare gestibile. Anche con qualche rotazione nella formazione titolare, la differenza tecnica sembra sufficiente per indirizzare la partita. Ma il campo, come spesso accade nelle competizioni europee, racconta una storia più complessa. La compagine di Częstochowa si presenta a Firenze con un’idea di gara chiara e rigorosa: difendere con ordine, chiudere ogni linea di passaggio e trasformare la propria compattezza in un muro difficile da scalfire. Il sistema è una sorta di 5-4-1 estremamente disciplinato in fase di non possesso, una struttura che restringe gli spazi e costringe la Fiorentina a costruire con pazienza, centimetro dopo centimetro.

Un blocco basso difficile da scalfire

La partita, infatti, non nasce sotto il segno dell’entusiasmo, ma sotto quello della cautela. La Fiorentina prende subito in mano il pallone e prova a stabilire il ritmo della serata, muovendo la manovra con continuità e cercando di allargare il gioco per scardinare la densità difensiva polacca. Il Rakow, però, non perde mai la propria forma: le linee restano corte, le scalate puntuali, le letture difensive quasi sempre impeccabili.

Così il dominio territoriale dei viola si consolida progressivamente, ma fatica a trasformarsi in occasioni realmente decisive. Il risultato rimane inchiodato sullo 0-0 per tutta la prima frazione, non tanto per mancanza di iniziativa, quanto per quella difficoltà nella finalizzazione che, negli ultimi tempi, sembra accompagnare ogni tentativo offensivo della squadra.

Il primo episodio pericoloso, quasi a sorpresa, è degli ospiti. Al 3’ il Rakow trova spazio per affacciarsi nell’area viola: Pienko si inserisce con tempismo e prova la deviazione di testa, costringendo Christensen a un intervento immediato. Il portiere danese reagisce con grande prontezza e devia in angolo, neutralizzando il tentativo e offrendo al tempo stesso il primo segnale di attenzione per la difesa viola.

La Fiorentina capisce il messaggio e alza gradualmente il ritmo. La manovra diventa più verticale, gli esterni iniziano a spingere con maggiore continuità e la squadra trova maggiore presenza negli ultimi metri. Al 9’ arriva la prima vera iniziativa offensiva dei viola: Fazzini, molto attivo sulla fascia, mette in mezzo un cross teso e tagliente per Gosens, che prova una raffinata deviazione di tacco per sorprendere il portiere. L’idea è brillante, quasi istintiva, ma Zych è attento e respinge con sicurezza. 

Pochi minuti più tardi, al 13’, è ancora Gosens a rendersi pericoloso: sugli sviluppi di un calcio d’angolo svetta in area e indirizza il pallone di testa verso la porta. Anche in questo caso, però, il portiere ospite mantiene la calma e blocca la conclusione in due tempi.

La pressione viola cresce con il passare dei minuti, accompagnata dal crescente coinvolgimento degli esterni e da una circolazione di palla sempre più insistita. L’occasione più nitida della prima parte di gara arriva al 28’. Parisi si libera con qualità sulla destra e disegna un cross a mezza altezza perfetto per l’inserimento di Fazzini. Il centrocampista arriva sul pallone con il tempo giusto e prova la conclusione al volo, ma l’impatto non è preciso e la sfera si alza sopra la traversa.

Ripresa frizzante

Dopo un primo tempo dominato nel possesso ma privo di gol, la ripresa si apre con una Fiorentina determinata ad aumentare ritmo e soprattutto qualità negli ultimi metri. Vanoli prova quindi a dare nuova energia alla manovra soprattutto sulle corsie laterali.

Al 58’ arrivano così le prime mosse dalla panchina: doppio cambio per i viola, con Gosens e Fazzini che lasciano il posto a Harrison e Gudmundsson, due innesti pensati per portare freschezza e imprevedibilità nella fase offensiva. Il Rakow risponde immediatamente alle mosse viola. Al 60’ anche gli ospiti effettuano una doppia sostituzione: fuori Lopez e Pienko, dentro Arsenic e Fadiga.

E proprio quando la partita sembra poter scivolare definitivamente verso il controllo della Fiorentina, arriva l’episodio che rompe l’equilibrio. Al 61’ Brunes riceve palla, supera Fortini con decisione e conclude con precisione alle spalle di Christensen, portando a sorpresa avanti i polacchi e punendo una difesa viola troppo passiva nell’occasione.

La reazione della Fiorentina, però, è immediata e rabbiosa. Passa appena un minuto e i viola ristabiliscono l’equilibrio con una giocata di grande qualità. Al 62’ Ndour raccoglie il pallone al limite dell'area e lascia partire uno splendido destro al volo che si infila alle spalle di Zych, riportando la gara in parità e riaccendendo immediatamente il Franchi.

Un gol che cambia l’inerzia emotiva della partita. La viola ritrova fiducia e slancio, alza il baricentro e torna a spingere con maggiore convinzione. Poco dopo sfiora anche il sorpasso: Piccoli parte in una lunga cavalcata solitaria, supera l’ultimo difensore e calcia con decisione, ma la sua conclusione scheggia la traversa prima di terminare sul fondo. 

Quando la gara sembra ormai destinata a scivolare verso il pareggio, arriva l’episodio che cambia tutto. Nel finale un ingenuo fallo di mano di Arsenic regala alla Fiorentina l’occasione più preziosa. Dal dischetto si presenta il neoentrato Gudmundsson, che mantiene la calma e spiazza il portiere firmando il 2-1.

Il momentum del match
Il momentum del matchOpta by Statsperform

È il gol che fa esplodere il Franchi e consegna ai viola un successo sofferto ma prezioso. Una vittoria di misura che permette alla Fiorentina di presentarsi alla sfida di ritorno in Polonia con un vantaggio sottile ma potenzialmente decisivo.

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