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Real Madrid-Inter: al Bernabéu il primo esame Champions per Mourinho e Chivu

Cristian Chivu
Cristian ChivuPIERRE-PHILIPPE MARCOU / AFP

I blancos cercano riscatto dopo il ko con il Betis, i nerazzurri arrivano da tre successi. Riflettori sul duello tra tecnico e allievo e sulle assenze che condizionano la mediana spagnola.

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Il Santiago Bernabéu è pronto a ospitare uno dei confronti più attesi della prima giornata di Champions League. Real Madrid e Inter si presentano all'appuntamento con umori differenti, ma con la stessa ambizione: partire con il piede giusto nel massimo torneo europeo.

I padroni di casa hanno cominciato il campionato con tre vittorie consecutive, prima di incappare nel primo stop contro il Betis alla quarta giornata. Un passo falso che non cancella quanto mostrato nelle prime uscite e che, soprattutto, arriva dopo una partita nella quale al Real è mancata soprattutto precisione negli ultimi metri.

L'Inter, al contrario, arriva al debutto europeo ancora imbattuta. Tre partite di Serie A e altrettanti successi, con l'ultimo arrivato al termine di una rimonta spettacolare contro il Napoli di Massimiliano Allegri. I nerazzurri erano sotto di due reti, ma hanno ribaltato completamente la situazione trascinati da Lautaro Martinez.

Lautaro celebra la rimonta con i tifosi
Lautaro celebra la rimonta con i tifosiREUTERS/Matteo Ciambelli

Proprio il capitano, al termine della partita, ha individuato nell'atteggiamento mostrato contro gli azzurri qualcosa che era mancato nella stagione precedente: "Era una partita che stavamo perdendo e siamo riusciti a rimontarla: questo è quello che ci mancava l'anno scorso in queste partite".

Una frase significativa, soprattutto considerando che l'Inter, l'anno scorso, ha comunque conquistato lo Scudetto. Il vero rimpianto resta però europeo, con l'eliminazione dalla Champions League contro il Bodo/Glimt, arrivata al termine di un confronto nel quale la squadra non riuscì a lottare fino in fondo al massimo delle proprie possibilità.

Da qui nasce anche la volontà dichiarata dalla società di puntare in alto in Europa. Anche il presidente Beppe Marotta ha indicato apertamente la Champions come uno degli obiettivi stagionali e, pur partendo da un budget inferiore rispetto ad alcuni dei principali concorrenti, l'Inter può giocarsela con chiunque quando riesce a esprimersi ai propri livelli.

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Mourinho ritrova Chivu

La sfida del Bernabéu ha poi un significato particolare per Cristian Chivu. L'allenatore dell'Inter ritrova infatti José Mourinho, il tecnico sotto la cui guida, nel 2010, conquistò proprio con i nerazzurri il Triplete.

Quella stagione rappresentò il punto più alto della storia recente dell'Inter e anche l'inizio di una nuova fase per Mourinho, che subito dopo lasciò Milano per tornare al Real Madrid. Il portoghese arrivò nella capitale spagnola con l'obiettivo di interrompere l'egemonia del Barcellona di Pep Guardiola così com'è tornato per provare a interrompere il dominio del Barça di Hansi Flick.

Un vecchio amico nerazzurro
Un vecchio amico nerazzurroREUTERS/Susana Vera

Durante la sua prima esperienza al Bernabéu, Mou riuscì a conquistare la Liga, arrivando però al massimo in semifinale in Champions League. Un percorso che Florentino Perez ha, tuttavia, più volte indicato come una delle basi sulle quali sarebbe stata costruita la successiva epoca di successi europei del Real.

Le chiavi della partita

Mourinho ha bisogno di ripartire. La sconfitta contro il Betis potrà essere definitivamente archiviata come un incidente di percorso a patto che non si ripeta contro l'Inter. In caso contrario, si comincerebbe già a parlare di prima mini crisi stagionale: non proprio il massimo, considerato che settembre è appena iniziato.

Sul piano tattico, una delle principali chiavi sarà la capacità dell'Inter di sfruttare le vulnerabilità mostrate dal Real Madrid nella fase difensiva. I blancos hanno concesso qualcosa di troppo e i nerazzurri hanno le caratteristiche per colpire negli spazi.

Il rischio, però, è che l'entusiasmo generato dalla rimonta contro il Napoli trasformi la fiducia in eccessiva sicurezza. L'Inter non dovrà presentarsi al Bernabéu pensando di affrontare una squadra in difficoltà: il Real, soprattutto davanti al proprio pubblico, resta una formazione capace di cambiare una partita in qualsiasi momento.

Anche a Siviglia, nonostante la sconfitta, la squadra di Mourinho ha prodotto una prestazione positiva sotto diversi aspetti. A fare la differenza è stata soprattutto la scarsa concretezza davanti alla porta. E con giocatori come Jude Bellingham, Vinicius Junior, Kylian Mbappé e, se necessario, Yan Diomande, la qualità per modificare l'inerzia di una partita negli ultimi sedici metri non manca di certo.

Più delicata appare invece la situazione a centrocampo. Mourinho deve, infatti, fare i conti con l'assenza di Aurelien Tchouameni per infortunio e con le squalifiche di Eduardo Camavinga, Bernardo Silva e Arda Güler. Sarà interessante capire come il tecnico portoghese riuscirà a compensare queste defezioni e quale struttura sceglierà per limitare il gioco nerazzurro.

Il Real parte con i favori del pronostico
Il Real parte con i favori del pronosticoFlashscore

Dall'altra parte, Chivu dovrà decidere quale atteggiamento adottare. L'Inter potrebbe sicuramente decidere di aspettare il momento giusto, cercando di sfruttare le transizioni, ma potrebbe anche provare a imporre il proprio calcio in un tempio come il Bernabéu.

Ed è probabilmente questo il vero interrogativo della serata: capire se i nerazzurri avranno la personalità per giocare da protagonisti contro il Real Madrid oppure se preferiranno una gara più prudente. In entrambi i casi, la prima notte europea della stagione dirà molto sulle ambizioni delle due squadre.

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