Napoli frenato in Danimarca: un rigore ingenuo condanna gli azzurri in superiorità numerica

Rasmus Højlund si lamenta durante Copenhagen-Napoli
Rasmus Højlund si lamenta durante Copenhagen-NapoliLiselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP

Nonostante il controllo e la superiorità numerica conquistata dopo l’espulsione di Delaney, un errore in area di Buongiorno costa agli azzurri il vantaggio e lascia il Napoli al 23° posto nella League Phase

Dopo aver ritrovato ossigeno e fiducia in campionato con l’1-0 al Sassuolo, il Napoli si è presentato nella fredda Danimarca con una necessità chiara e non negoziabile: vincere. Vincere per rimettere in moto il cammino europeo, vincere per continuare a credere in una qualificazione ancora possibile, almeno passando dalla porta dei playoff e rientrando tra le prime 24 della Champions.

Al Parken, però, gli azzurri rispondono presente solo nel primo tempo, con una prestazione altalenante, indirizzata dall’ingenuità di Delaney e vanificata nella ripresa dall’errore di Buongiorno. Finisce 1-1, un pareggio che vale poco per il Napoli: la formazione azzurra rimane al 23esimo posto con otto punti e potrebbe non essere più padrona del proprio destino all’ultimo turno della League Phase.

Maturità azzurra

Nel primo tempo, però, gli uomini di Conte entrano in partita con autorità, come se il gelo danese non esistesse. Fin dai primi minuti il pallino del gioco passa stabilmente tra i piedi degli azzurri: possesso aggressivo, baricentro alto, pressione continua che soffoca il Copenhagen nella propria metà campo. La manovra è fluida, corale, e trova in Spinazzola uno dei principali motori: l’esterno spinge con insistenza sulla sinistra, cerca l’uno contro uno e prova a creare superiorità, anche se nei primi cross manca ancora quel dettaglio finale che trasformerebbe la spinta in pericolo concreto.

Col passare dei minuti i partenopei prendono sempre più sicurezza. Palleggiano con ordine, muovono il pallone con pazienza e intelligenza, cercando costantemente la profondità. Højlund, il grande ex di turno, interpreta il ruolo con grande dinamismo: si allarga, attacca lo spazio, manda segnali continui alla difesa danese. Al 10’ arriva la prima vera occasione del match: scatto in verticale del centravanti ex United, controllo al limite e conclusione immediata, potente ma imprecisa, che si spegne sopra la traversa. È il primo avviso serio di una partita che pende già dalla parte azzurra.

Il Copenhagen prova a restare agganciato alla gara affidandosi alle ripartenze, soprattutto alla velocità di Achouri e all’esperienza di Elyounoussi. Proprio da un pallone sporco nasce il primo vero brivido per il Napoli: Spinazzola sbaglia un retropassaggio, Elyounoussi si avventa sulla palla ma Milinkovic legge tutto con grande tempismo ed esce alto di testa, salvando il risultato. È uno snodo emotivo del primo tempo, una scossa che tiene alta la soglia di attenzione dei partenopei.

I tiri del Napoli nel primo tempo
I tiri del Napoli nel primo tempoOpta by Statsperform / Liselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP

La svolta arriva al 32’ ed è netta. Delaney entra in ritardo su Lobotka con la gamba alta, in modo scomposto e pericoloso. L’arbitro non ha dubbi ed estrae il rosso diretto: Copenhagen in dieci uomini e partita che cambia definitivamente inerzia. I danesi provano a correre ai ripari inserendo Hatzidiakos per il giovane Dadason, ma la sensazione è che il danno sia ormai irreparabile.

Il Napoli lo capisce immediatamente, fiuta l’odore del momento giusto e colpisce senza esitazioni. Al 38’ Elmas disegna un corner perfetto, McTominay prende il tempo a tutti e svetta con autorità: incornata potente, palla in rete e azzurri in vantaggio. È l’1-0 che premia una superiorità netta e certifica lo straordinario stato di forma del centrocampista scozzese, al nono gol stagionale. Napoli avanti di un gol e di un uomo, con il primo tempo che si chiude nel segno del controllo e della maturità.

Ingenuità di Buongiorno

La sensazione di dominio non si disperde con l’intervallo. Al rientro dagli spogliatoi il copione resta invariato: nessun cambio, stessa inerzia, stessa gestione lucida di una partita che gli azzurri sembrano avere saldamente tra le mani. Il Napoli amministra, abbassa e alza i ritmi a piacimento, fa correre a vuoto il Copenhagen e sembra attendere solo il momento giusto per chiudere definitivamente i conti.

Eppure, proprio quando la gara appare incanalata su binari ormai definiti, emerge una crepa nella difesa azzurra. All’ora di gioco, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dopo una sponda in area piccola, Madsen si ritrova sorprendentemente solo e gira verso la porta. Milinkovic-Savic, ancora una volta, risponde presente: blocca con freddezza e spegne sul nascere il primo tentativo concreto dei danesi nella ripresa.

Il segnale, però, non resta isolato. Al 71’ arriva l’episodio che riapre in modo inatteso la partita. Buongiorno commette un’ingenuità in area, atterrando Elyounoussi: calcio di rigore per il Copenhagen. Dal dischetto va Larsson, che si vede respingere il tiro da un monumentale Milinkovic-Savic. Il portiere azzurro, però, non può nulla sul tap-in dello stesso Larsson, che ribadisce in rete per l’1-1. 

Le statistiche del match
Le statistiche del matchOpta by Statsperform

Il pareggio arriva così in modo sorprendente, soprattutto considerando che i danesi erano in dieci, e cambia immediatamente il volto della partita, costringendo il Napoli a rivedere il proprio piano offensivo.

Nei minuti finali, nonostante i cambi voluti da Conte e l’assalto continuo verso la porta avversaria, gli azzurri non riescono più a trovare il gol decisivo: le occasioni sprecate e qualche calo di concentrazione condannano la squadra a un pareggio che conferma l’incapacità di vincere in trasferta in questa edizione di Champions.

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