Dopo i tanti gesti di sportività dei tifosi baschi, arrivati a Bergamo in massa e capaci di colorare la vigilia con un clima raro e prezioso, la New Balance Arena si è trasformata nel palcoscenico di una notte che per l’Atalanta profumava di storia.
Di fronte c’era un Athletic Club ferito ma obbligato a vincere per tenere accesa la fiammella della qualificazione, privo dei fratelli Williams e costretto a reinventarsi. Dall’altra parte, una Dea con motivazioni persino più profonde: tre punti per spalancare, quasi matematicamente, le porte delle prime otto e scrivere un’altra pagina indelebile del proprio cammino europeo.
Scamacca lancia la Dea
La sfida racconta esattamente questo incrocio di destini. La formazione orobica si prende la partita con personalità e coraggio, alzando subito il ritmo e mettendo il muso avanti con l’autorità delle grandi notti europee. Bastano pochi minuti per intuire il piano disegnato da Palladino: spingere sugli esterni, allargare la linea difensiva basca e colpire con tempi e movimenti studiati.
La partita si sblocca al 16’, seguendo esattamente questo spartito. Zalewski disegna dalla sinistra una traiettoria morbida e velenosa, una di quelle che chiedono solo la spizzata giusta in area. Scamacca legge tutto con anticipo: prende posizione su Paredes, stacca con forza e di testa batte Unai Simón. Il boato della New Balance Arena accompagna l’1-0 e certifica la supremazia di un’Atalanta padrona del campo e delle emozioni.
La formazione guidata da Ernesto Valverde prova a riorganizzarsi, ma la Dea non arretra di un centimetro e non concede nemmeno l’illusione di un tiro in porta. Zappacosta continua a martellare sulla fascia, De Ketelaere accende la manovra tra le linee e Scamacca cresce minuto dopo minuto, diventando il perno attorno a cui ruota l’intero attacco nerazzurro. Al 37’ il raddoppio è a un soffio: De Ketelaere inventa, Bernasconi calcia di destro e il pallone sfila fuori di pochissimo. Poco dopo il centravanti dei bergamaschi cala anche il bis, ma il gol viene annullato per un fuorigioco iniziale di CDK, spegnendo sul nascere l’esultanza dello stadio.
Il finale di primo tempo è un assedio a senso unico. Al 39’ Unai Simón è costretto a superarsi con un doppio intervento ravvicinato su Scamacca e Bernasconi, anche se l’azione è viziata da offside. Al 43’ arriva l’immagine simbolo della frazione: punizione di Zalewski, incornata potente di De Ketelaere e palo pieno, interno, a negare un 2-0 che sarebbe stato il riflesso più fedele di quanto visto in campo.
Tripla doccia fredda
La seconda frazione inizia con un cambio strategico per l’Athletic Club: Sancet prende il posto di Boiro, e la squadra passa alla difesa a quattro, chiaro segnale della volontà di spingere e cercare il pareggio. La Dea, dal canto suo, non rallenta; la determinazione del primo tempo resta intatta e l’attacco continua a fare la voce grossa… o almeno sembra.
Al 50’ ci prova Zalewski, guadagnando una punizione interessante, ma il colpo di testa di Scamacca non centra la porta. Tre minuti più tardi, De Roon serve Zappacosta: sinistro parato da Unai Simón, che conferma di essere pronto a tenere in vita i baschi. Bergamo sembra pronta a esplodere per un raddoppio che tarda ad arrivare, ma il destino ha altri piani.
Al 58’, infatti, succede l’imprevisto: su un contatto dubbio tra Djimsiti e Guruzeta, l’Athletic trova spazio sulla trequarti. Il numero 11 si invola verso la porta, supera Carnesecchi con un destro chirurgico e firma il pareggio. Un colpo che scuote la Dea, costretta a ricominciare da zero dopo un primo tempo in cui sembrava avere tutto sotto controllo.
La beffa scuote Bergamo e rianima gli ospiti: il ritmo dei nerazzurri cala sensibilmente, mentre l’Athletic prende fiducia e intensità. Al 70’, Navarro dalla destra lascia partire un traversone millimetrico che supera Kossounou e trova Nico Serrano sul secondo palo: il neoentrato è perfetto nell’inserimento e firma il 2-1, una doccia fredda che cambia completamente il volto della partita.
Come se non bastasse, al 74’ arriva il colpo definitivo: Sancet pesca Robert Navarro, che capitalizza un errore in costruzione della Dea e sigla il 3-1. L’ultimo lampo nerazzurro arriva con Krstović, servito dall’altro neoentrato Lookman, appena tornato dalla Coppa d’Africa e subito decisivo. Il gol del montenegrino è un sussulto d’orgoglio, un brivido di speranza per i tifosi, ma non basta a cambiare l’esito della serata.

La serata che sembrava destinata a consacrare l’Atalanta, pronta a chiudere al terzo posto, si trasforma in un amarissimo stop. I nerazzurri precipitano in un attimo al dodicesimo posto, mentre l’Athletic rinvigorisce le proprie ambizioni, rientrando tra le prime 24 e costringendo momentaneamente il Napoli tra le eliminate.
