José Mourinho torna allo Stadium da avversario e lo fa con una missione precisa: portare via da Torino punti pesanti nella corsa ai playoff di Champions League per il suo Benfica. La sua presenza, naturalmente, non passerà inosservata, perché lo Special One, sin dai tempi in cui allenava l'Inter, ci ha messo poco a diventare uno dei nemici storici della Juve più "odiati" dai tifosi bianconeri.
Trattandosi di una sfida europea, però, concentriamoci su quanto successo nell'autunno del 2018, quando il tecnico portoghese era alla guida del Manchester United. A ottobre, all’Old Trafford, la Juventus vinse 1-0 grazie a un gol di Paulo Dybala, ma Mourinho fu protagonista di un gesto destinato a rimanere nella memoria juventina.
Mentre dalla curva bianconera gli piovevano addosso continui insulti, il portoghese alzò tre dita della mano destra senza nemmeno voltarsi verso di loro, ricordando il Triplete conquistato con l'Inter nel 2010.
Ancora oggi è lui l'unico tecnico ad aver vinto nella stessa stagione Scudetto, Coppa Italia e Champions League con una squadra italiana. Insomma, un gesto silenzioso, ma piuttosto eloquente, a chi lo contestava.
La vendetta
Solo poche settimane dopo, però, il ritorno a Torino diede l'opportunità al tecnico lusitano di prendersi la rivincita sia in campo che sulle gradinate. E già, perché, dopo il 2-1 firmato dai Red Devils in rimonta, Mourinho reagì agli insulti rivolti a lui e alla sua famiglia portandosi una mano all’orecchio e provocando, tra le altre, anche la reazione furiosa di Bonucci.
Immagini diventate subito virali e alle quali persino l'allora presidente dell’Inter, Steven Zhang, reagì mettendo un "like" alla foto più iconica della serata. Insomma, è facile immaginare che lo Stadium sia già pronto a vivere l'ennesimo capitolo della saga infinita tra il popolo Juve e José Mourinho.
