Champions League: Valverde si abbatte sul City e castiga gli inglesi con una tripletta

Valverde festeggia con Brahim, Vinícius e tutti i suoi compagni la tripletta
Valverde festeggia con Brahim, Vinícius e tutti i suoi compagni la triplettaREUTERS/Violeta Santos Moura

L'uruguaiano, autore di una tripletta nella prima frazione, è stato il grande protagonista della straordinaria vittoria degli iberici nell’andata degli ottavi di finale. Il risultato avrebbe potuto essere ancora più ampio se Vinícius non avesse sbagliato un rigore; allo stesso tempo, Courtois ha evitato almeno due gol sicuri degli inglesi, soprattutto uno su un tiro di O'Reilly. Il verdetto definitivo la prossima settimana all'Etihad.

Nel Clásico per eccellenza della Champions dell’ultimo decennio, è stato un esordiente come Arbeloa a vincere la sfida tattica contro un veterano e campione come Guardiola. E un ‘falco’, un tempo ‘pajarito’, ha eseguito alla perfezione il ruolo del falso ‘9’ contro chi lo aveva perfezionato con Messi e il suo Barça agli albori del calcio moderno.

Fede Valverde, il nuovo cacciatore del Bernabéu, è stato il giocatore in più. In una prima parte da sogno ha indirizzato la qualificazione per il Madrid grazie alla sua potenza, abilità, freddezza, qualità e calma. Ha segnato tre gol, uno più bello dell’altro. Il primo, dopo alcune palle perse e la velocità di Doku che avevano messo in difficoltà la difesa blanca, è arrivato grazie a un lancio lungo di Courtois. Valverde ha superato O'Reilly con un controllo orientato che lo ha lasciato solo davanti a Donnarumma. Con la sua falcata, è arrivato prima del portiere, si è fatto un autopassaggio e ha segnato a porta vuota.

Il City non ha perso la calma. Con meno centrocampisti del solito per Guardiola, ma con Rodri a dirigere, ha continuato a cercare di colpire sulla sinistra, con un Doku che metteva in difficoltà Alexander-Arnold ad ogni azione. Per fortuna, Thiago, Brahim e naturalmente Valverde, sono intervenuti più volte per allontanare il pericolo.

Valverde, centrocampista goleador

Appena possibile, di nuovo a caccia. Ecco che Vinícius ha indirizzato un passaggio filtrante in mezzo al suo capitano. Fede, nonostante un leggero tocco di Rúben Dias, ha controllato e scagliato un sinistro rasoterra diagonale che Donnarumma non è riuscito a parare. Era il 2-0 prima della mezz’ora.

Lontano dall’accontentarsi, il Madrid si è fatto ancora più solido nelle coperture. Tutti pressavano, tutti correvano con e senza palla. In una situazione difficile, Brahim ha servito un passaggio sopra la difesa che è arrivato a Valverde. L’uruguaiano non è stato da meno: ha controllato con un sombrero, si è trovato solo davanti al portiere e, senza far cadere a terra il pallone, ha segnato la sua personale tripletta. Il Bernabéu si è alzato in piedi, ha scandito il suo nome, si è riempito di fazzoletti bianchi. Non poteva essere altrimenti. In 41 minuti, il Real Madrid stava vincendo 3-0 contro il potentissimo Manchester City. Una prima frazione da incorniciare, indimenticabile per il ‘falco’.

Vini e la maledizione dei rigori

La partita è ripresa con Fran García al posto di Mendy e con Guardiola che ha inserito un centrocampista come Reijnders togliendo un attaccante come Savinho. Ciò che non è cambiato è la capacità del Madrid di finalizzare. Stavolta Donnarumma è riuscito a fermare Brahim e a evitare il quarto gol. Poco dopo, dopo un intervento di Courtois su un tiro di Semenyo, il portiere italiano si è nuovamente vestito da eroe dopo essere stato prima il “cattivo”: ha commesso fallo da rigore su Vinícius, che aveva superato tutti in corsa, ma il brasiliano ha confermato che i rigori non sono il suo forte. Il portiere ha intuito la direzione e ha abbassato l’entusiasmo al Bernabéu.

Le emozioni del match
Le emozioni del matchOpta by Stats Perform

Quell'errore ha ridato vita al City. Ha tirato un sospiro di sollievo e ha approfittato del calo emotivo del Madrid per riprendere il controllo e avvicinarsi pericolosamente all’area. Fran García ha evitato con la punta del piede che il pallone arrivasse pulito a Semenyo. E Rüdiger ha respinto nell’area piccola un attimo prima che Haaland potesse concludere da solo sul secondo palo. Nel frattempo, Tchouaméni ha ricevuto un colpo tra polpaccio e tibia che ha fatto temere il peggio. Il francese ha continuato, anche se zoppicando.

Il peggio, però, sarebbe potuto arrivare per eccesso di fiducia e un errore grossolano di Thiago Pitarch, che si è fatto rubare il pallone nella propria area. O'Reilly ha tirato istintivamente e Courtois ha salvato miracolosamente con una gamba, come un portiere di pallamano, evitando il gol del City che i tifosi ospiti già stavano festeggiando. Se non è la parata del secolo, poco ci manca.

Da lì, il Real Madrid ha aumentato il lavoro difensivo per garantirsi i tre gol di vantaggio in vista del ritorno all’Etihad, che promette di essere una partita completamente diversa.

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