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José Mourinho torna all’Olimpico e, almeno per una sera, il risultato passerà in secondo piano. Siamo soltanto alla seconda giornata della League Phase di Champions League e, al di là di come finirà la sfida, Roma e Real Madrid avranno ancora tutte le possibilità di inseguire i rispettivi obiettivi europei.
Il vero evento diventa, così, il ritorno del tecnico portoghese davanti a quei tifosi con cui ha costruito un legame profondo, capace di resistere anche a un addio traumatico.

E già, perché, nonostante la separazione e le ferite lasciate da quella conclusione, per una parte importante della tifoseria giallorossa Mourinho resta ancora "uno di noi".
Uno di noi
La Curva Sud e più in generale tutto il popolo romanista non ha mai nascosto il proprio affetto per lo Special One e, nel corso degli anni, gli ha dedicato messaggi tanto espliciti quanto emozionanti.
Uno degli striscioni più significativi recitava: "Unico a difenderci, ultimo ad arrendersi. Obrigado José". Parole che raccontano molto più di una semplice riconoscenza sportiva.

Altrettanto sentito era stato il messaggio: "Ci sono ricordi che non hanno contratti, le corse e i sorrisi che ci hai regalato, tutte le volte che ti sei schierato, per il tuo romanismo sarai sempre rispettato. Grazie mister". Un ringraziamento che andava oltre i risultati e i trofei conquistati durante la sua avventura nella Capitale.
Ultimo ad arrendersi
Mourinho ha guidato la Roma alla vittoria della Conference League e alla successiva finale di Europa League, persa contro il Siviglia tra le polemiche. Ed è proprio quella notte di Budapest ad aver cementato in maniera definitiva il rapporto tra l’allenatore e una parte del popolo romanista.
Dopo la sconfitta, il portoghese si ritrovò in prima linea a contestare l'arbitraggio, interpretando una posizione condivisa da molti tifosi. La società, invece, con i Friedkin, scelse una linea più prudente, senza sposare pubblicamente la battaglia dell’allenatore.
Da quella distanza nacque anche la sensazione che Mourinho fosse rimasto solo a difendere la Roma e il suo ambiente. È questo il significato di messaggi come «ultimo ad arrendersi» e di un altro striscione che sintetizzava il sentimento della tifoseria: "È stato un privilegio averti dalla nostra parte. Grazie José".
Conta solo vincere?
Resta ora da capire come sarà accolto quando metterà piede sul prato dell’Olimpico. È facile immaginare un abbraccio caloroso, una dimostrazione d’affetto capace di coinvolgere tutto lo stadio.
Lo stesso Mourinho, in una recente intervista al Corriere dello Sport, ha riconosciuto quanto il rapporto con Roma sia speciale, ammettendo che il ritorno lo emozionerà.

Il tecnico ha preparato i suoi giocatori a ciò che li attenderà all’ingresso in campo, consapevole dell’atmosfera che si respirerà sin dall'ingresso al Foro Italico. Ma ha anche chiarito che, una volta arrivato il fischio d’inizio, le emozioni dovranno lasciare spazio alla partita: il suo obiettivo sarà uno soltanto, vincere.
E fare in modo che sia il Real Madrid a conquistare i tre punti, anche a costo di battere quella Roma che, nonostante tutto, continua a considerarlo uno di famiglia. Anzi, "uno di noi".
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