Per il match dell'ultima giornata della League Phase di Champions contro il Monaco al Louis II, la Juventus non ha l'ansia del risultato, visti i playoff blindati col 15° posto e gli incroci impossibili per gli ottavi diretti, ma ha comunque quella della prestazione.
Spalletti vuole dare continuità ai risultati e al gioco che la squadra ha mostrato nelle ultime partite, ma approfitta della situazione per lanciare qualcuno impiegato meno. In primis, due elementi che non hanno ancora migliorato sotto la sua gestione: Lois Openda, che davanti prende il posto di Jonathan David, e Teun Koopmeiners, il Godot juventino pagato 60 milioni di euro, che per l'occasione torna a centrocampo a fare coppia con Khephren Thuram.
Oltre a David e a Locatelli, il tecnico bianconero decide di far riposare anche Yildiz, optando per una trequarti formata da Conceicao, Miretti e Mckennie, e Cambiaso. Non c'è pace invece per Kalulu, che completa la linea a quattro con Bremer, Kelly e Cabal. In porta, Perin dà il cambio a Di Gregorio.
Di fronte c'è il Monaco, che con 9 punti e il 21° posto ha l'ambizione di vincere per restare tra le 24 e giocarsi i playoff. A centrocampo il tecnico Pocognoli schiera l'ex Juve Zakaria in coppia con Camara, mentre manca l'altro grande ex del match, Paul Pogba, probabilmente già con le valigie in mano. Per il resto, dietro la punta Balogun, la linea dei trequartisti è formata da Akliouche, Coulibaly e Golovin.

Brividi in difesa
La partita incomincia subito con un brivido per i bianconeri, con Perin che sbaglia l'appoggio e Akliouche che colpisce male mandando clamorosamente fuori. Una situazione che dà coraggio ai monegaschi, che pressano e cercano subito di attaccare la retroguardia bianconera, che però riesce a sbrogliare senza grandi difficoltà. Dopo aver resististito all'ondata, la Juve prova a prendere in mano le redini del gioco e farsi avanti, anche se su un rapido contropiede il Monaco trova il gol con Balogun, annullato poi per una spinta evidente su Kalulu.
Spalletti, non soddisfatto del gioco e di alcune prestazioni, forse come tentativo "intimidatorio" inizia già al 20' a far scaldare gli uomini della panchina. La Juve continua a giocare in modo distratto sbagliando appoggi, e ancora Balogun al 32' spaventa i bianconeri con una sassata da posizione angolata che Perin alza sopra la traversa.
Cinque minuti dopo è il turno di Vanderson a provare la bomba da fuori, su cui Perin fa buona guardia. In una rara sortita offensiva, Openda in contropiede ha una buona opportunità poco dopo, ma il tiro ciabattato finisce a lato del secondo palo.
Si conclude così a rete bianche un primo tempo che ha visto poche emozioni, ma soprattuto con i bianconeri che sono sembrati la copia sbiadita di quelli visti in campionato. Si sono sentono le assenze di un metronomo come Locatelli a centrocampo e dell'"alieno", come lo chiama Spalletti, Kenan Yildiz, con Conceicao che non è riuscito mai a rendersi pericoloso, ma il discorso si può fare per tutto l'attacco bianconero, mentre dietro troppe distrazioni negli appoggi che potevano costare caro.

Manca la scossa
Nel secondo tempo restano negli spogliatoi Miretti e Conceicao, con Spalletti che decide di sostituirli con Adzic e Yildiz. L'andamento del match però non cambia, il gioco continua a essere raffazzonato e anche i monegaschi non riescono a pungere come nel primo tempo. Per dare una scossa Spalletti prova a inserire Zhegrova, sostituendo un Koopmeiners ancora autore di una prova opaca, poi è il turno di Cambiaso che rileva Cabal. Pocognoli risponde con Bamba per Coulibaly.
Nessuno dei nuovi entrati porta però nuova verve ai bianconeri, Yildiz e Adzic vengono ammoniti per contrasti irregolari, mentre Zhegrova non riesce a mettersi in moto, anche se ci prova con un tiro da fuori nel finale che finisce alto.
Juventus e Monaco si accontentano così di un pari che sta bene a entrambe, con i bianconeri che col 13° posto vanno ai playoff da teste di serie e il Monaco che resta tra le prime 24.

