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Champions League | Inter, serve una svolta: contro il Feyenoord è già una partita spartiacque

La situazione in casa Inter è da mani nei capelli
La situazione in casa Inter è da mani nei capelliREUTERS/Matteo Ciambelli

Le difficoltà di approccio, le rimonte continue e i segnali di involuzione alimentano i dubbi sulla squadra di Chivu. A Rotterdam un esame decisivo per ritrovare certezze e non compromettere gli obiettivi stagionali.

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L'Inter è arrivata a un passaggio delicato della propria stagione e la trasferta contro il Feyenoord rischia di rappresentare molto più di una semplice partita della fase campionato di Champions League. I nerazzurri hanno bisogno di una risposta immediata, non soltanto per rimettere in ordine il proprio percorso europeo, ma soprattutto per ritrovare quelle certezze che sembrano essersi progressivamente smarrite. Il problema non riguarda esclusivamente i risultati: a preoccupare è soprattutto il modo in cui la squadra affronta le partite, spesso con un atteggiamento troppo passivo nei primi minuti e costretta a inseguire gli avversari.

Non si tratta più di episodi isolati. Le rimonte riuscite contro avversari alla portata hanno spesso nascosto le difficoltà, ma quando il livello si è alzato il conto è diventato molto più salato. È accaduto contro il Real Madrid e il Brugge in Champions League e si è ripetuto nel derby con il Milan. La squadra di Cristian Chivu concede troppo in avvio, fatica a trovare immediatamente ritmo e concentrazione e finisce per complicarsi da sola il lavoro. Un difetto che, per frequenza e conseguenze, non può più essere considerato soltanto una parentesi negativa.

Nerazzurri favoriti
Nerazzurri favoritiFlashscore

La rosa nerazzurra viene indicata da molti come la più completa della Serie A e, di conseguenza, come principale candidata alla vittoria del campionato. Eppure, questa presunta superiorità non trova sempre riscontro sul terreno di gioco. Il derby perso contro il Milan ha lasciato soprattutto la sensazione di una squadra lontana dal proprio potenziale, incapace di imporre il proprio gioco e di gestire i momenti della partita. Non basta sottolineare gli aspetti positivi di una prestazione che, nel complesso, ha evidenziato problemi profondi.

Segnali d'allarme dentro e fuori dal campo

Alle difficoltà mostrate durante le partite si aggiunge una certa confusione nelle dichiarazioni del dopo gara. Chivu ha parlato di una squadra con "meno fame" rispetto al passato, un'ammissione che apre inevitabilmente una riflessione sulla capacità di mantenere alte le motivazioni dopo una stagione ricca di successi. Vincere non può diventare un'abitudine da dare per scontata e il compito dell'allenatore è anche quello di tenere il gruppo concentrato, affamato e consapevole delle difficoltà da affrontare.

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Le parole del tecnico trovano una parziale conferma nelle considerazioni di Nicolò Barella, che ha riconosciuto la mancanza "dell'atteggiamento giusto". Il centrocampista ha evidenziato come non sia possibile arrivare sistematicamente agli ultimi minuti con la necessità di recuperare il risultato, perché lo sforzo richiesto per rimediare agli errori iniziali finisce inevitabilmente per pesare nel corso della stagione.

Cristian Chivu sta restando solo
Cristian Chivu sta restando soloREUTERS/Claudia Greco

Proprio Barella è uno dei giocatori che più stanno risentendo del momento complicato. Il centrocampista sardo, fino a qualche stagione fa considerato tra i migliori interpreti del ruolo a livello internazionale, non sembra aver compiuto ulteriori passi avanti nella propria evoluzione. La sua involuzione tecnica e tattica è uno dei segnali di una squadra che fatica a ritrovare la brillantezza e la continuità che l'avevano contraddistinta.

Anche Alessandro Bastoni, dopo il derby, ha riconosciuto gli errori commessi dalla squadra nell'approccio e nell'intensità. Tra le sue dichiarazioni, una frase ha colpito in modo particolare: "L'Inter va meritata ogni giorno". Un messaggio che, pur senza riferimenti diretti a singoli compagni, suona come un richiamo alla responsabilità collettiva. Indossare questa maglia e rappresentare una squadra con ambizioni così importanti richiede un impegno quotidiano che, evidentemente, non tutti stanno garantendo.

Il momento della verità

In questo scenario, la trasferta di Rotterdam assume un significato particolare. Il Feyenoord è un avversario ostico, soprattutto davanti al proprio pubblico, come dimostra anche la vittoria ottenuta contro il Como. Gli olandesi hanno raccolto due sconfitte e una vittoria nelle prime tre giornate, ma il loro successo è arrivato proprio tra le mura amiche. L'Inter, quindi, non potrà davvero permettersi un'altra partenza a rilento.

La classifica europea impone già alcune riflessioni. La qualificazione diretta agli ottavi, riservata alle prime otto, resta matematicamente possibile, ma alla luce del rendimento mostrato finora appare un obiettivo complicato. Diventa allora fondamentale assicurarsi un posto nella zona playoff e, possibilmente, tra la nona e la sedicesima posizione, così da poter disputare in casa la gara di ritorno degli spareggi.

I precedenti
I precedentiFlashscore

Ma il vero nodo va oltre i numeri. Il distacco in campionato non è ancora tale da compromettere le ambizioni nerazzurre e la stagione offre ancora ampi margini per correggere la rotta. A preoccupare è soprattutto ciò che la squadra comunica attraverso le proprie prestazioni: poca continuità, approcci sbagliati e una fragilità che emerge puntualmente contro avversari di livello.

La sfida contro il Feyenoord può diventare uno spartiacque per capire se l'Inter abbia davvero la forza di reagire e trasformare le difficoltà in un'occasione di rilancio. Le rimonte riuscite in passato non possono essere l'unica risposta a problemi che si ripresentano con preoccupante regolarità. A Rotterdam servirà una squadra diversa, concentrata fin dal primo minuto e capace di imporre la propria qualità. Perché senza una svolta immediata, non soltanto il cammino europeo, ma anche gli obiettivi dell'intera stagione potrebbero diventare più complicati.

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