La morale di questa settimana di Champions League è che, nonostante i soldi spesi e la forza complessiva del campionato, al momento non ci sono squadre eccezionali provenienti dalla Premier League.
Ben sei club inglesi hanno raggiunto gli ottavi di finale della Champions League. Un risultato notevole, ma che rischia di essere presto dimenticato se le gare di ritorno seguiranno lo stesso copione delle andate.
Nessuna delle sei squadre di Premier League ha vinto la gara d’andata: solo l'Arsenal e il Newcastle hanno pareggiato; le altre quattro hanno perso, e tre di loro in modo pesante.
Se dovessimo prevedere l’esito delle gare di ritorno basandoci su quanto visto all’andata, ci aspetteremmo che l'Arsenal e il Liverpool siano le uniche due rappresentanti della Premier League ai quarti di finale.
Sarebbe un risultato deludente per un campionato che punta a dominare questa competizione, e sottolinea come, nonostante il livello altissimo della massima serie inglese, manchino squadre in grado di imporsi davvero in Europa.
Giocatore della settimana - Fede Valverde
Raramente questo riconoscimento è stato così combattuto: tre giocatori si sono distinti e meritano una menzione. Lewis Hall è stato straordinario come terzino sinistro per il Newcastle United, riuscendo a neutralizzare Lamine Yamal per 90 minuti e creando problemi anche in fase offensiva.
Da segnalare anche Michael Olise, autore di una doppietta spettacolare e di un assist in una prestazione da fuoriclasse contro l’Atalanta.
Ma alla fine, uno ha brillato più di tutti. La prima tripletta in carriera di Fede Valverde è stata persino superiore a ogni aspettativa.
Il centrocampista tuttofare, capitano per l’occasione, ha dominato la scena fin dal primo minuto mentre il Real Madrid travolgeva il Manchester City per 3-0, offrendo una delle migliori prestazioni individuali di questa edizione della Champions League.

Valverde è stato ovunque mercoledì sera, aiutando il Real a costruire dal basso, inserendosi in area per sostenere l’attacco e supportando Trent Alexander-Arnold anche in fase difensiva.
Ma se il suo contributo complessivo è stato di altissimo livello, ciò che resterà nella memoria sono i tre gol spettacolari. Dopo due conclusioni di classe nei primi 30 minuti, Valverde ha completato la tripletta poco prima dell’intervallo, riservando il meglio per ultimo.
Un delizioso pallonetto di Brahim Diaz ha lasciato ancora del lavoro all’uruguaiano, che però ha tirato fuori dal cilindro una magia personale.
Valverde ha scavalcato Marc Guehi con un tocco sopra la testa, per poi insaccare al volo nell’angolino basso con un gesto tecnico straordinario. Un gol da fuoriclasse, realizzato da un giocatore che spesso si è rivelato il salvatore del Real.
Sorpresa della settimana - Galatasaray
Il Galatasaray sapeva di dover mettere in campo intensità e qualità negli ultimi metri per conquistare un prezioso vantaggio nell’andata, prima della temibile trasferta ad Anfield della prossima settimana.
Martedì sera ci è riuscito perfettamente, battendo ancora una volta il Liverpool in Europa e tenendo vivo il sogno Champions League.
L’atmosfera era quella che ci si aspetta dai tifosi del Galatasaray, e i giocatori hanno saputo sfruttare al massimo il sostegno assordante del pubblico — giocando con un’intensità che ha reso quasi impossibile al Liverpool prendere il controllo della partita.
Il ritmo frenetico, a tratti da partita di basket (senza però tutti quei punti), ha favorito il piano gara dei padroni di casa.
In Europa, contro avversari più quotati, il Galatasaray sa che la sua arma migliore è creare una partita caotica, lasciando spazi in contropiede per il suo uomo più pericoloso, Victor Osimhen, ed è esattamente ciò che ha fatto.
Osimhen è stato una spina nel fianco per i difensori del Liverpool per tutta la partita e, anche se non ha concretizzato le sue occasioni, ha avuto un ruolo fondamentale nel successo per 1-0 del Gala.
Il gol decisivo nasce infatti da un colpo di testa di Osimhen, che ha indirizzato perfettamente il pallone verso Mario Lemina, bravo a tuffarsi sul primo palo e a portare in vantaggio i padroni di casa.
Dopo il caos del primo tempo, il Galatasaray ha saputo gestire meglio la ripresa, limitando le occasioni del Liverpool; l’unico rammarico è non andare ad Anfield con un vantaggio più ampio.
Resta comunque una prestazione di cui andare fieri, che dà al Galatasaray la speranza di compiere una delle imprese più grandi della sua storia nelle sfide a eliminazione diretta.
Squadra della settimana - Bayern Monaco
Il Bayern Monaco si è costruito una reputazione in questa stagione, passando da una delle favorite d’Europa alla squadra da battere.
I bavaresi hanno dimostrato perché ora sono i principali candidati al titolo, demolendo l’Atalanta 6-1 in una prestazione da urlo martedì sera.
La stella della serata è stata Michael Olise, ma il Bayern ha potuto contare su numerose prestazioni individuali di altissimo livello.
Luis Diaz e Serge Gnabry hanno affiancato Nicolas Jackson in attacco, rappresentando una minaccia costante per la difesa dell’Atalanta.
Dopo aver segnato il terzo gol del Bayern, Gnabry ha lasciato il posto a Jamal Musiala, che ha avuto un impatto immediato dalla panchina, segnando anche la quinta rete dei tedeschi.
È stata una prova offensiva eccezionale da parte di un reparto avanzato che era privo del suo uomo simbolo, Harry Kane, ma la sua assenza non si è fatta sentire.
Il Bayern è estremamente fluido negli ultimi metri e spietato quando si presenta l’occasione. Il talento di Olise e Kane aggiunge poi quel qualcosa in più al miglior attacco d’Europa.
Ciò che farà piacere a Kompany, però, è anche il netto miglioramento difensivo rispetto alla scorsa stagione: la sua squadra è riuscita a trovare il giusto equilibrio tra espressione offensiva e solidità.
La coppia formata da Jonathan Tah e Dayot Upamecano dietro è molto solida, soprattutto ora che Upamecano sembra finalmente un giocatore affidabile per il Bayern.
Il fatto che il Bayern abbia segnato sei gol in una gara a eliminazione diretta di Champions League senza che nessuno si stupisse più di tanto, dice tutto sulla forza della squadra di Kompany.
Si meritano il titolo di favoriti per la vittoria finale, ma con il passaggio ai quarti ormai in tasca, non devono abbassare la guardia. Storicamente, la minima dose di compiacimento può costare caro in una competizione di questo livello.
Momento della settimana - Kinsky sostituito dopo 15 minuti da incubo
Quando il tecnico ad interim del Tottenham, Igor Tudor, ha deciso a sorpresa di lasciare in panchina il portiere titolare Guglielmo Vicario e di schierare il secondo Antonin Kinsky, la scelta è stata accolta con favore dai tifosi.
Tuttavia, per chi osservava da fuori, sembrava rischioso lanciare un giovane portiere in una partita così importante, che sarebbe stata anche la sua prima in Champions League.
I dubbi sono stati subito confermati: al sesto minuto Kinsky è scivolato nel tentativo di rinviare, permettendo a Julian Alvarez di servire su un piatto d’argento Marcos Llorente per il tap-in vincente. Un disastro.
Poco dopo, una scivolata del compagno Micky Van de Ven ha permesso ad Antoine Griezmann di firmare il 2-0, prima che la serata da incubo di Kinsky peggiorasse ulteriormente.
L’errore successivo è stato ancora più grave, perché non si è trattato di una scivolata: ha completamente sbagliato il tempo sul pallone, colpendo l’aria nel tentativo di rinviare e permettendo a Julian Alvarez di segnare a porta vuota. Un errore clamoroso che ha chiuso una serata da dimenticare.
L’umiliazione è stata completata quando Kinsky è stato sostituito al 17° minuto da Vicario, con gli Spurs già sotto 3-0 e la qualificazione ormai compromessa.
La gestione della situazione da parte di Tudor, sia prima che dopo la partita, è stata pessima, e non si può che provare empatia per un portiere che a Madrid sarà ricordato per quei 15 minuti da incubo.
