Lo strano caso di USA-Belgio: maglie simili e caos in campo tra lo "shock" di Pulisic e McKennie

USA-Belgio
USA-BelgioDale Zanine-Imagn Images

La sfida tra USA e Belgio è stata segnata da un vero e proprio “kit clash”. Le divise simili hanno complicato il gioco e confuso i giocatori sul campo, a partire da un incredulo Pulisic: "Siamo rimasti tutti un po' scioccati"

Un semplice dettaglio visivo ha trasformato la sfida tra Stati Uniti e Belgio in un piccolo caos tattico. I giocatori hanno dovuto fare i conti con divise che, a prima vista, sembravano quasi uguali e hanno reso difficile la lettura del gioco sul campo. Gli USA hanno schierato una maglia a strisce bianche e rosse con pantaloncini blu, mentre il Belgio ha optato per una t-shirt bianca con accenni di azzurro spento e rosa, accompagnata da pantaloncini bianchi. L’effetto combinato? Un evidente “kit clash”, termine tecnico per indicare il conflitto cromatico tra le due formazioni.

Christian Pulisic, stella degli Stati Uniti e attaccante del Milan, ha spiegato senza mezzi termini il disagio che ne è derivato. "Troppo strano. Non può succedere", ha detto, raccontando come la difficoltà nel distinguere compagni e avversari sia stata reale: "È stato un po' strano. È difficile. Molte volte ricevi palla, alzi lo sguardo e non riesci davvero a mettere a fuoco qualcosa. Puoi basarti solo sul colore della maglia. Funziona così. E quando sono molto simili, diventa complicato".

Il problema non è passato inosservato ai giocatori prima del fischio d’inizio. Pulisic ha ricordato: "Siamo rimasti tutti un po' scioccati", rivelando come nessuno si fosse accorto del potenziale conflitto fino alla rimozione delle divise da riscaldamento. Anche un portavoce della Nazionale statunitense ha confermato a ESPN che, prima della partita, era stato seguito un preciso protocollo di verifica dei kit. Le maglie erano state esaminate, inviate agli arbitri e oggetto di una riunione di coordinamento, senza che gli ufficiali rilevassero alcun problema.

Non solo Pulisic: anche Weston McKennie, centrocampista della Juventus e connazionale del compagno rossonero, ha confermato le difficoltà sul campo. "Non la userò affatto come scusa per la partita, ma è stato decisamente difficile", ha detto McKennie dopo il ko per 5-2. "Ogni volta che davi un'occhiata veloce per distinguere chi fosse chi, era quasi un terno al lotto. Quindi dovevi necessariamente prenderti un po' più di tempo con la palla prima di prendere una decisione o giocare di prima verso un compagno".