Jannik Sinner non ha ancora deciso se sarà al via del Masters 1000 di Cincinnati. Il torneo, che scatterà giovedì, rappresenta infatti un passaggio delicato nella preparazione verso gli US Open, soprattutto alla luce del fastidio al ginocchio destro accusato negli ultimi giorni.
Nulla che, al momento, faccia pensare a un problema serio: gli accertamenti e le terapie stanno dando riscontri positivi e l'azzurro ha continuato ad allenarsi con intensità. La questione, piuttosto, riguarda l'opportunità di sottoporre il fisico a un'altra settimana di competizione a ridosso dell'ultimo Slam della stagione.
Sinner ha trascorso gli ultimi giorni a Torino, dove ha proseguito il percorso di fisioterapia seguito dal suo staff medico. Anche sabato il numero 1 del mondo è stato al J Medical per proseguire il trattamento predisposto dal fisiatra Gianluca Melegati, che lo aveva visitato nei giorni precedenti a Milano.
Ancora riabilitazione in Italia
Il numero 1 dovrebbe continuare la riabilitazione per altri cinque, sei giorni in Italia. Il tutto per annullare l'infiammazione al ginocchio che rischia di compromettere la parte finale della stagione.
La scelta di restare in Italia ancora qualche giorno rientra nella volontà di monitorare costantemente la situazione prima di prendere una decisione definitiva.
La scelta
Il punto non è tanto capire se Sinner sia in grado di allenarsi, quanto stabilire se sia conveniente giocare un torneo in condizioni ambientali particolarmente impegnative. Cincinnati, infatti, può presentare temperature e umidità elevate e proprio un anno fa il torneo aveva lasciato un ricordo tutt'altro che positivo all'azzurro: nella finale contro Carlos Alcaraz fu costretto a fermarsi dopo appena cinque game.
Da qui nasce il dilemma. Da una parte c'è la necessità di non correre rischi inutili a poche settimane dagli US Open; dall'altra c'è l'esigenza di ritrovare il ritmo partita dopo una pausa agonistica molto lunga. La decisione potrebbe arrivare prima del sorteggio del tabellone, previsto per mercoledì, così da permettere agli organizzatori di procedere senza modifiche dell'ultimo momento.
Sinner era inizialmente orientato a partire per gli Stati Uniti nella giornata di domenica. Il viaggio, però, non rappresenta più una certezza legata alla partecipazione al torneo: l'azzurro potrebbe infatti raggiungere Cincinnati anche successivamente, utilizzando il periodo in Ohio esclusivamente per allenarsi e preparare il successivo trasferimento a New York.
Il rischio
Il problema della rinuncia non sarebbe dunque soltanto fisico. Saltare Cincinnati significherebbe presentarsi agli US Open senza una partita ufficiale dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon. Un'assenza agonistica di quasi sette settimane che avrebbe un peso particolare considerando che Sinner non disputa un match sul cemento addirittura dalla fine di marzo, quando conquistò il Masters 1000 di Miami.
Il calendario dello scorso anno aveva già mostrato quanto sia sottile il confine tra preparazione e sovraccarico. Stavolta la situazione è diversa, ma la lezione resta. La priorità è arrivare a Flushing Meadows nelle migliori condizioni possibili, senza trasformare un normale fastidio da sovraccarico in un problema più serio.
Un 2026 ad altissima intensità
La gestione del fisico è diventata una componente centrale della stagione di Sinner. Tra marzo e metà maggio l'azzurro aveva attraversato una fase straordinaria, capace di concentrare cinque successi consecutivi nei Masters 1000, da Indian Wells a Roma, e 29 vittorie complessive nell'arco di 72 giorni.
Dopo quella maratona, il passaggio sulla terra rossa aveva lasciato in eredità anche i segnali di una certa stanchezza, emersi in modo evidente al Roland Garros nella sfida contro Juan Manuel Cerundolo. Sinner aveva quindi scelto di fermarsi, rinunciando a qualsiasi torneo tra Parigi e Wimbledon. Una pausa che aveva preceduto il ritorno sull'erba e il secondo trionfo consecutivo ai Championships.

Ora il numero 1 del mondo si trova davanti a un'altra scelta di gestione. Cincinnati può offrire minuti preziosi e ritmo competitivo, ma può anche rappresentare uno sforzo evitabile se l'obiettivo principale è arrivare al 30 agosto, giorno dell'inizio degli US Open, con il fisico al massimo della condizione.
La decisione, dunque, non dipenderà soltanto da come risponde il ginocchio. Sarà soprattutto una questione di equilibrio: capire se una settimana di partite possa dare a Sinner più vantaggi che rischi nella strada verso New York.
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