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Si fingevano procuratori: Pepe e Sculli indagati per esercizio abusivo della professione

Simone Pepe
Simone Pepe GIUSEPPE BELLINI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

La procura di Roma ha chiuso le indagini sui due ex calciatori, accusati anche di falso e tentata estorsione. Anche un agente e un avvocato tra gli indagati.

Gli ex calciatori Simone Pepe e Giuseppe Sculli sono indagati dalla procura di Roma insieme all'agente sportivo Luigi Iachini Bellisarii e all'avvocato Alessandro Buccieri.

Secondo le indagini, svolte dal pm Francesco Musolino, i due avrebbero agito da procuratori sportivi senza esserne abilitati e, quando i due assistiti Costantino Favasuli e Davide Bettella hanno deciso di interrompere il rapporto con loro, avrebbero tentato di replicare presentando un conto di centinaia di migliaia di euro fondato su contratti ritenuti falsi. La Procura di Roma li accusa di falso, esercizio abusivo della professione di agente e tentata estorsione.

Il commento della difesa

La difesa, composta dagli avvocati Cesare Placanica ed Ernesto Rodriguez, respinge ogni accusa: "L'ipotesi accusatoria è destituita di ogni minimo fondamento. In particolare, incredibilmente, non tiene in alcun conto il giudizio del collegio di garanzia del CONI che ha disposto una perizia calligrafica che ha dimostrato l'autenticità delle firme ritenute false, dato in veritiero quindi che, malgrado ciò, costituisce il pilastro dell'accusa. Peraltro, come noto all'ufficio inquirente, la stessa presunta persona offesa Costantino Favasuli ha inteso comunicare alla procura la propria volontà non procedere nei confronti degli indagati".

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