Roland Garros, Berrettini a pezzi dopo il ritiro: "Fa male, spero di essermi fermato in tempo"

Matteo Berrettini dopo l'infortunio
Matteo Berrettini dopo l'infortunioJULIEN DE ROSA / AFP

Il dramma di Matteo Berrettini al Roland Garros. Dopo il ritiro forzato nel derby italiano contro Matteo Arnaldi, il tennista romano si lascia andare alle lacrime in conferenza stampa. L'analisi del dolore, la paura per l'ennesimo stop fisico e l'obiettivo concreto di recuperare in tempo per la stagione sull'erba di Wimbledon.

Il Roland Garros di Matteo Berrettini si chiude nel modo più doloroso e amaro possibile. Il tennista romano è stato costretto ad alzare bandiera bianca durante il match contro il connazionale Matteo Arnaldi, fermato dall'ennesimo problema fisico di una carriera fin troppo tormentata dagli infortuni.

Una decisione sofferta, arrivata quando l'azzurro sentiva finalmente di aver ritrovato il giusto ritmo partita e ottime sensazioni sul terreno di gioco.

Gli infortuni di Matteo Berrettini
Gli infortuni di Matteo BerrettiniDiretta

Il pianto in conferenza stampa

Nel post-partita, Berrettini non è riuscito a trattenere la commozione e si è lasciato andare alle lacrime davanti ai giornalisti, spiegando l'entità del problema ma provando a mantenere, nonostante tutto, un briciolo di ottimismo per il futuro a breve termine: "Non so quanto il dolore che ho adesso, che è abbastanza forte, mi terrà fermo. Spero il meno possibile. Spero di essermi fermato in tempo e che non sia nulla di grave. Sentivo il ritmo e belle sensazioni in campo, speriamo davvero di vederci a Wimbledon".

Il romano ha poi voluto ringraziare la famiglia e i tantissimi sostenitori che lo hanno sommerso di messaggi di vicinanza in questo momento così complicato. La delusione è tanta, soprattutto per non aver potuto concludere la sfida sul campo per lottare fino all'ultimo punto accanto al suo staff e a suo fratello Jacopo, presente a Parigi.

"Cerco di tornare a casa con il sorriso, è difficile ma è la mentalità che voglio avere", ha concluso l'azzurro. "Anche per le persone che mi vogliono bene avrei voluto finire la partita, magari perdere ma poter poi uscire con loro, prendere una birra e dire 'ci ho provato'. Sono state comunque due settimane bellissime. Ora si fanno le valigie, si faranno gli accertamenti medici e si va avanti".