"I giocatori sono liberi di protestare come farebbero se provenissero da qualsiasi altro paese purché sia conforme ai regolamenti della Coppa del Mondo e sia nello spirito del gioco". Queste le parole, dirette e senza filtro, del commissario tecnico dell'Iran Carlos Queiroz (69), il quale è intervenuto nella prima conferenza stampa in Qatar.
Il tecnico portoghese, un uomo esperto e scafato nel mondo del calcio, ha voluto ricordare come la libertà d'espressione sia alla base della mutua convivenza: "Tutti hanno il diritto di esprimersi, c'è chi si inginocchia prima di una partita, e chi no, e in Iran è esattamente lo stesso".
Queiroz ha poi avuto un alterco con un giornalista inglese, la cui domanda era stata la seguente: "Come si sente a rappresentare un paese come l'Iran che reprime i diritti delle donne?". La risposta è stata secca: "Quanto mi paghi per rispondere a questa domanda?… Non mettermi in bocca parole che non ho detto. Penso che dovresti iniziare a pensare anche a quello che è successo con gli immigrati in Inghilterra".
Va ricordato che da due mesi in Iran vi sono varie proteste contro il governo, alcune delle quali sono state causate dall'indignazione per la morte di Mahsa Amini, una donna curda iraniana di 22 anni che era stata arrestata dalla polizia per non aver indossato correttamente il suo hijab.
Nella rosa dei convocati della nazionale asiatica è presente anche Sardar Azmoun (27), giocatore che ha pubblicamente sostenuto le proteste antigovernative.
